Sabato sera ero sulle linee di pistola per divertirmi con la Commander; ho iniziato con una sagoma della penitenziaria a 25 metri: l'omino squadrato col pallino centrale bianco sullo stomaco. L'ho colpito al 10o tentativo, dopo aver messo uno strato di pennarello nero sulla tacca, perché andavo basso. È arrivato un giovane col padre per il pa caccia e il presidente lo ha portato in pedana, lasciandogli la carabina e i colpi; abbiamo scherzato perché 50 gli sembravano tanti e io gli ho raccontato che 4 anni fa me ne hanno dati 150 da sparare con quella carabina

Il presidente non ama molto insegnare, è di poche parole, ma decise, poi ti lascia libero di procedere da solo. Non stava tanto bene e allora ci siamo messi a dare giusto due consigli col padre, ex assiduo frequentatore di poligono ed ex titolare di pa difesa, in quanto da avvocato, anni prima faceva spesso il vice pretore onorario. Ma il ragazzo era molto bravo ed ha fatto una quantità di 9 e 10!
Dopo un po' è arrivato un ragazzino piuttosto alto, che dopo ho saputo essere impiegato nell'istituto di vigilanza del padre. La segretaria mi ha chiesto se potevo stargli dietro io ed ho accettato di buon grado; ha rifiutato cortesemente la Beretta ed ha voluto la Glock 19; dopo 8 colpi a 15 metri, non ne aveva messo neppure uno nel nero!

L'ho guardato e mi sono spaventato, perché pensavo dovesse fare il certificato; invece era solo un allenamento dopo 8 mesi che non veniva! Allora mi sono permesso di controllarlo e lui si è fatto guidare di buon grado: apparentemente l'impostazione era giusta, ma metteva male le mani, con la sinistra sotto a afre da appoggio, che gli mandava la pistola tutto attorno. La respirazione non c'era e neppure la posizione dei piedi; ho durato una fatica bestiale a cercare di dargli fiducia in se stesso e convincerlo a mettersi nella posizione giusta con la presa corretta, che gli permettesse di tenere ferma la pistola oltre a traguardare bene le mire; ma non c'erano versi! Allora mi sono fatto portare dalla signora, che era tornata a vedere se tutto era a posto, due scatole delle mie 9x21 ricaricate (che mi custodiscono in cassaforte) e l'ho fatto sparare con quelle: leggermente più deboli, aveva meno paura della botta e con meno rinculo, ha cominciato a fare qualche 7 e 8, poi anche un 9; dopo continuava ad andare fuori. Gli ho sparato due colpi io e gli ho fatto due dieci, confermando i suggerimenti di Mr.45 sul tenere gli occhi aperti, l'ho fatto ricominciare, poi è venuto anche il padre della segretaria, che lo ha trattato con meno riguardi di me, spingendolo a metterci un po' di impegno; abbiamo fatto amicizia, mentre il vecchio padre dell'istituto stava fuori a giustiicare il piccolino, che preferisce la G19 pur avendo le mani come due badili! Gli ho fatto altri due dieci in rapida successione e anche lui ha ricominciasto a mettere i colpi nel nero; poi era tardi e gli ho fatto finire le blindate, con la promessa che prima del certificato sarebbe venuto tutte le settimane, per evitare di doversi mortificare a ripetere la prova più volte, pena la mancanza del rinnovo del pa! Il vecchissimo padre continuava a giustificarlo, ma lui da ragazzo intelligente si è reso conto dell'importanza dell'allenamento e se n'è andato mesto, a capo basso, ma con un po' più di entusiasmo del primo quarto d'ora sconfortante col quale aveva iniziato. Cavolo, non è affatto facile insegnare ed è ancora più difficile faro, usando la giusta delicatezza per stabilire il comportamento di sicurezza e portare il tiratore a scegliere una tecnica corretta, seppur adeguata al modo di sparare che gli viene più naturale, in modo da non farlo sparare come avesse un paletto di legno infilato lungo la spina dorsale. Sono soddisfatto, ma ho durato una certa fatica.