da Silvio Biagini » gio giu 19, 12:20:31
Non per replicare, ma questa argomento mi interessa e mi scuso se sono prolisso. La normativa concernente le munizioni militari è piuttosto "confusa". Quindi occorre una lettura attenta. E' ovvio che un eccesso di precauzione in senso "restrittivo" è sempre una buona cosa. Ne sono convinto per vari motivi professionali. Le tue affermazioni le ritroviamo nel testo più attuale, L.N.110/75 e sue modifiche, che recita nel suo ultimo paragrafo dell'art.1 (armi da guerra, tipo guerra e munizioni da guerra) "Sono munizioni da guerra le cartucce e i relativi bossoli, i proiettili o parti di essi destinati al caricamento delle armi da guerra". Questo articolo va letto in combinato con l'art. 2 (Armi e munizioni comunica sparo) dove è scritto che "Le munizioni a palla destinate alle armi da sparo comuni non possono comunque essere costituite con pallottole a nucleo perforante, traccianti, incendiarie, a carica esplosiva, ad espansione,etc.,etc." per avere una cognizione di quale tipo di munizione da guerra è vietata. A questo vi è da aggiungere che MiniInterno con la lettera N.559/C-50,133-E-99, 22 marzo 1999 rispondeva a MiniDifesa sul quesito bossoli militari "utilizzati" da considerare o meno parte di munizionamento militare. Nei suoi contenuti la lettera dice che una volta sparati non possono essere considerati più come munizioni militari e possono essere ricaricati o anche detenuti innescati come previsto dall'art.97 del TULPS. Fin qui vediamo che le idee sono poche e ben confuse e che c’è solo chiaro riferimento al tipo di munizioni militari ed ai bossoli sparati. Niente relativamente ai contrassegni. Infatti, nel Codice delle Armi e degli Esplosivi, nel commento alla giurisprudenza in materia, il giudice Mori elenca un certo numero di sentenze della Corte di Cassazione dove è evidente che la munizione da guerra "vietata" si identifica più attraverso quanto indicato nell'articolo 2 che semplicemente attraverso la lettura dell'ultimo para dell'art.1. Resta beninteso che l'accoppiata armi da guerra e munizioni da guerra della tipologia citata costituisce un reato diverso da quello dell'uso di munizioni da guerra in armi comuni. A questo proposito c'è anche da osservare che focalizziamo la nostra attenzione sul contrassegno NATO (perché più noto), mentre non prendiamo in considerazione codici e marchi di altre nazioni e/o alleanze presenti e di altri tempi. Infatti, per esempio sono sul mercato le ex-ordinanze svizzere e relative munizioni, comprese le 5,56. Quindi anche quelle, a rigor di logica, dovrebbero essere vietate, così come quelle sud americane o altre come quelle ex-yugo della Prvi Partizan o della Igman o quelle israeliane della IMI. Invece no, il contrassegno non identifica la munizione da guerra, per la nostra legislazione, ma il suo caricamento secondo quanto indicato nei citati articoli. A questo proposito occorre ricordare che, in caso di munizione di surplus militare, una volta tanto ci viene in soccorso la normativa europea. Se sono state importate insieme ad altro surplus militare in circolazione in Europa (ritorno all'esempio svizzere), non penso che sia munizionamento "illegale". Per quanto riguarda gli inneschi corrosivi, invece, sempre sulla base delle esperienze professionali, posso confermare che quello NATO, a prescindere dalla tipologia di innesco utilizzato Boxer o Berdan, ha una miscela innescante del tipo Sinoxid per precise specifiche militari di standardizzazione. Questo proprio per l'intercambiabilità del munizionamento nella armi NATO. Lo era già prima della passaggio al 5,56, anche se i caricatori non erano standard. Inoltre le tedesche DAG in .308 continuano una tradizione Sinoxid che risale a prima della II^ GM (iniziata con la GECO se non ricordo male). Ovviamente non ci "metto la mano" su quelle orientali (a parte le ottime della Germania Est). Nelle zone operative non mi fermavo tanto a controllare la qualità del munizionamento e le condizioni delle canne della armi confiscate, sicuramente c'era una gran varietà di tipologie e di fabbricazioni, tutte interessanti. Ancora una cosa, sempre per esperienze professionali, non concordo sul fatto che le munizioni militari siano sempre di bassa qualità. Basta vedere le svizzere (gare a 300m con i riservisti) oppure le tedesche (utilizzate nelle gare per "tiratore di precisione") e anche le belghe. Ricordo alcuni lotti belgi di 5,56x45 utilizzati nei primi tempi nei nostri AR 70/90 che andavano più che bene, rispetto ad altre munizioni utilizzate dopo in tempi più recenti. Una piccola digressione, le tedesche le trovai un po' "distruttive" tendenti ad aprirsi all'impatto contro oggetti duri. Per quanto attiene le normalissime (e molto buone) “civili” S&B, come altre case, nelle confezioni da 140 pezzi hanno palla da 55gr che non sono ottimali con canne da 1:9", nel caso poi di canne 1:7", come indicano gli stessi manuali americani sull'M16/M4 non sono performanti e da utilizzare solo in caso di necessità. Il "performante", nel manuale, è inteso solo come "munizione accurata" per motivi di balistica interna ed esterna. E' vero che la canna da 1:7" è un "estremo" per stabilizzare le lunghe M856, comunque è così, la stabilizzazione ottimale (Miller) delle 62gr richiede minimo un passo 1:9". Concordo sul fatto che M855 ed SS109 siano particolari, con o senza punta verde (anche se lo standard NATO precisa la colorazione verde). Ammetto che mi è venuto "spontaneo" pensare che quelle della casa spagnola fossero "ordinarie", simili alle Igman da 62gr che ho nel mio "campionario" e non ho pensato a fare il controllo "calamita". Ho sbagliato!…alla "prova calamita" dimostrano di essere "normali SS109" come le altre (anche la palla delle GP90)! A questo punto penso (sottolineo penso) che la legittimità della vendita di queste e di quelle che hai menzionato, possa ricadere nella definizione di semiperforante che è data alla SS109 (steel tip & lead core) e non perforante (steel core) propria delle vere perforanti. Alla base, comunque, di tutte le mie seghe mentali resta il fatto l'importazione e la vendita di munizioni, oltre che dalle norme europee, è regolamentata dal TUPLS che prevede una licenza rilasciata dal Ministero degli Interni, quindi...se sono in vendita non dovrebbero esserci problemi di sorta, anche se con palla SS109. Restano più che valide tutte le tue argomentazioni a riguardo della difficoltà di ricaricamento di bossoli militari con innesco Berdan (che voglio ancora appurare se effettivamente lo sono, lo farò alle prime cartucce sparate). Per quanto attiene la stampigliatura sul fianco dei bossoli come indicazione che queste rispettano le norme CIP la trovo plausibile se letta in un certo senso. Nei paesi che hanno aderito a questa normativa il munizionamento militare e quello civile non prevedono differenze pressorie. Ecco perché, a mio parere lo stampo specifica la definizione civile imposta da alcune nazioni sulle armi (Italia compresa quando c’erano certe commissioni che cancellavano la dicitura 5,56NATO sulle canne degli AR-15 USA). La logica "CIP", invece, la vedo importante al di fuori dei paesi europei, Quelli che hanno aderito alle norme S.A.A.M.I. prevedono una differenza di Pmax tra munizionamento militare e civile, o meglio tra quello destinato ad camera di cartuccia standard NATO 5,56 (62366psi come quella CIP) e camera di cartuccia standard .223 (55114psi). Questo può essere un altro scambio di idee in proposito. Penso di averti/vi annoiato abbastanza. Ho notato che in questo forum amate risposte chiare e concise. Spero di riuscirci presto. Un cordiale saluto, Silvio