Munizioni di surplus militare

Armi lunghe e corte che hanno fatto la storia

Munizioni di surplus militare

Messaggioda Silvio Biagini » mer giu 18, 12:15:01

Recentemente, non so esattamente quando, la Northwest ha introdotto sul mercato civile una buona scelta di surplus militare. Buona sia per la qualità che per la conservazione. I calibri sono il 5,56x45, il 7,62x51, il 7,62x39 ed il 7,62x54R. Rispettivamente con pesi di palla 62g e, 148gr, 113gr e 150gr. Tutte rigorosamente FMJ ordinarie (quindi niente perforatori come nelle green tip 5,56 e le 7,62 tedesco orientali o russe da 122gr, disponibili come surplus negli USA e quindi non importabili). Ho, al momento, preso le 5,56 e le 7,62x51 per provarle nelle mie armi "civili". Le 5,56 sono spagnole del polverificio Santa Barbara. Quindi l'acronimo nel fondello SB non è da confondere con Sellier & Bellot per due motivi. Il primo è che sulle munizioni militari la S&B utilizza lo stesso acronimo delle civili (S&B per l'appunto). Il secondo è l'anno di produzione. Nel 1991 la Rep. Ceca non era ancora nella NATO e quindi non poteva produrre munizionamento NATO. Infatti, sempre sul fondello del bossolo compaiono il 91(anno di fabbricazione) ed il contrassegno NATO (cerchio con croce) oltre all'indicazione del calibro 5,56. Sul corpo è stampato (a beneficio di quelli che ripudiano le denominazioni militari) SM .223 REM che indica la denominazione civile della cartuccia. Le 7,62x51 sono della tedesca DAG (Dynamit Aktien Gesellschaft) lotto 89. Anche queste con contrassegno NATO. Stesso discorso del timbro sul corpo che indica il calibro.308. I timbri non esistono sulle munizioni "in servizio". Vengono apposti prima della loro commercializzazione civile, almeno qui da noi (e in Europa, penso, non ho mai controllato). La qualità delle munizioni DAG è nota. L'ho provata diverse volte con le armi militari tedesche sia in 7,62 che in 5,56. Ebbi modo di provare, non molto tempo fa, anche le "piccole" spagnole nella versione spagnola dell'H&K G36 e mi diedero una buona impressione. Ovviamente gli inneschi sono crimpati. La Northwest dice di tipo Berdan, devo controllare, però, in quanto le tasche di innesco mi sembrano identiche a quelle dei Boxer. Questo è un veloce anticipo per tutti quegli amanti delle ex-ordinanze che vorrebbero provarle con munizionamenti originali. Ci risentiremo. Un cordiale saluto, Silvio
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Luigi67 » mer giu 18, 14:49:30

Ciao Silvio :ok:

Peccato che tali 'primizie' non siano vendibili ONLINE :addio:, qualche info sui costi ?
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Silvio Biagini » mer giu 18, 15:42:16

Ciao Luigi, non penso sia un problema reperirle. Basta che l'armiere le ordini alla ditta. Comunque, qui da me le .5,56 sono a 20 euro x50 colpi. Non proprio economiche come le Fiocchi (che costano 2-4 euro di meno) ma giusto per provare ogni tanto le munizioni militari ne vale la pena. Le .308 più interessanti perché tedesche sono a 30 euro un pacco da 50. Non ho chiesto per le "orientali", ma mi informerò. Un cordiale saluto, Silvio
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Mr45 » mer giu 18, 20:39:00

...nella mia zona le Fiocchi si trovano adesso a 22 € per la scatola da 50 colpi, l'anno scorso le pagavo 15/17 € per la stessa scatola, a 20 € per 50 le cartucce di Norero si potrebbero comprare :)
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Silvio Biagini » mer giu 18, 20:45:36

Caspita, sono aumentate. Io ne ho una scatola acquistata un anno fa e sono da 55gr,vanno per il mio M16A1, e l'avevo pagata 16. Comunque le DAG tedesche da 55gr ed anche le S&B da 55gr mi danno risultai migliori. Mentre per l'AR-15 Colt e l'Oberland utilizzo le Svizzere militari match oltre alle ricariche quando ho tempo per farle. Sono curioso di vedere come si comportano queste spagnole. Un cordiale saluto, Silvio
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Blackrifle » gio giu 19, 00:05:02

nn è questione di snobbare... in italia un bossolo marchiato nato è parte di munizionameto militare e quindi nn detenibile.

il surplus viene marchiato lateralmente perche una cartuccia x essere comemrcializzata deve essere anorma cip, cosa che ai militari nn frega nulla. quindi dopo aver priovati campioni dei lotti se rientrano nei paramtri essi vengono cipati e marchiati sul lato.

in genere hanno inneschi berdan e quind nn ricaricabili, e spesso pure le qualità sono piuttosto basse.
in passato ebbi la terribile idea di provare del surplus in 308 che era una cosa pietosa.. oltre che corrosiva..
già, specie il surplus dell'este al 98% ha inenschi corrosivi e spesso pure quello dell'ovest di tot anni fa.

la discriminante che dovrebbe fare pensare al loro acquisto è il prezzo estremamente conveniente dato che sono venduti a peso.... ma dai prezzi che ho visto in giro i 223 non hanno nulla di conveniente rispetto i niramlisimi colpi commerciali sellie bellot maghtech ed altro.
si parla 22-24 euro 50 colpi.
i maghtech costano 20 euro s&b fiocchi etc idem o anche qualcosana meno. se poi si va su ciofeche tipo barnaul e tulaalmmo si spende anche meno.

anche ci fosse parità di costo calcolando l'incognita corrosivo, l'icognità qualità e la nn ricaricabilità dei bossoli...... si perde la conveniejnza che esiste negli altri paesitipo usa dove le vendono un tot al kg, anzi ancora nelle casse di latta a tenuta stagna.

una cosa mi sfugge.... il 5.56 nato militare con palla da 62 grani denominazione usa m855 ; denominazione eurpea ss109 prevede palla con nucleo in tunghsteno definita semiperforante, sia nella sua produzione australiana, belga, inglese, canadese, americana etc etc.
se la palla delle spagnole nn ha penetratore come fa ad essere a corrispondenza ss109-m855?
quest'ultimo è ben un questio di lana caprina dato che anoi civili ciò nn frega nulla... però......

anni fa la inghman mise sul mercato un gorsso lotto di 223 con palla da 62 grani caricamento militare tipo ss109..... e le palle erano TUTTE dell stell core nn dipinte di verde.

io per curiosità una prova col tronchese lo farei
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Silvio Biagini » gio giu 19, 12:20:31

Non per replicare, ma questa argomento mi interessa e mi scuso se sono prolisso. La normativa concernente le munizioni militari è piuttosto "confusa". Quindi occorre una lettura attenta. E' ovvio che un eccesso di precauzione in senso "restrittivo" è sempre una buona cosa. Ne sono convinto per vari motivi professionali. Le tue affermazioni le ritroviamo nel testo più attuale, L.N.110/75 e sue modifiche, che recita nel suo ultimo paragrafo dell'art.1 (armi da guerra, tipo guerra e munizioni da guerra) "Sono munizioni da guerra le cartucce e i relativi bossoli, i proiettili o parti di essi destinati al caricamento delle armi da guerra". Questo articolo va letto in combinato con l'art. 2 (Armi e munizioni comunica sparo) dove è scritto che "Le munizioni a palla destinate alle armi da sparo comuni non possono comunque essere costituite con pallottole a nucleo perforante, traccianti, incendiarie, a carica esplosiva, ad espansione,etc.,etc." per avere una cognizione di quale tipo di munizione da guerra è vietata. A questo vi è da aggiungere che MiniInterno con la lettera N.559/C-50,133-E-99, 22 marzo 1999 rispondeva a MiniDifesa sul quesito bossoli militari "utilizzati" da considerare o meno parte di munizionamento militare. Nei suoi contenuti la lettera dice che una volta sparati non possono essere considerati più come munizioni militari e possono essere ricaricati o anche detenuti innescati come previsto dall'art.97 del TULPS. Fin qui vediamo che le idee sono poche e ben confuse e che c’è solo chiaro riferimento al tipo di munizioni militari ed ai bossoli sparati. Niente relativamente ai contrassegni. Infatti, nel Codice delle Armi e degli Esplosivi, nel commento alla giurisprudenza in materia, il giudice Mori elenca un certo numero di sentenze della Corte di Cassazione dove è evidente che la munizione da guerra "vietata" si identifica più attraverso quanto indicato nell'articolo 2 che semplicemente attraverso la lettura dell'ultimo para dell'art.1. Resta beninteso che l'accoppiata armi da guerra e munizioni da guerra della tipologia citata costituisce un reato diverso da quello dell'uso di munizioni da guerra in armi comuni. A questo proposito c'è anche da osservare che focalizziamo la nostra attenzione sul contrassegno NATO (perché più noto), mentre non prendiamo in considerazione codici e marchi di altre nazioni e/o alleanze presenti e di altri tempi. Infatti, per esempio sono sul mercato le ex-ordinanze svizzere e relative munizioni, comprese le 5,56. Quindi anche quelle, a rigor di logica, dovrebbero essere vietate, così come quelle sud americane o altre come quelle ex-yugo della Prvi Partizan o della Igman o quelle israeliane della IMI. Invece no, il contrassegno non identifica la munizione da guerra, per la nostra legislazione, ma il suo caricamento secondo quanto indicato nei citati articoli. A questo proposito occorre ricordare che, in caso di munizione di surplus militare, una volta tanto ci viene in soccorso la normativa europea. Se sono state importate insieme ad altro surplus militare in circolazione in Europa (ritorno all'esempio svizzere), non penso che sia munizionamento "illegale". Per quanto riguarda gli inneschi corrosivi, invece, sempre sulla base delle esperienze professionali, posso confermare che quello NATO, a prescindere dalla tipologia di innesco utilizzato Boxer o Berdan, ha una miscela innescante del tipo Sinoxid per precise specifiche militari di standardizzazione. Questo proprio per l'intercambiabilità del munizionamento nella armi NATO. Lo era già prima della passaggio al 5,56, anche se i caricatori non erano standard. Inoltre le tedesche DAG in .308 continuano una tradizione Sinoxid che risale a prima della II^ GM (iniziata con la GECO se non ricordo male). Ovviamente non ci "metto la mano" su quelle orientali (a parte le ottime della Germania Est). Nelle zone operative non mi fermavo tanto a controllare la qualità del munizionamento e le condizioni delle canne della armi confiscate, sicuramente c'era una gran varietà di tipologie e di fabbricazioni, tutte interessanti. Ancora una cosa, sempre per esperienze professionali, non concordo sul fatto che le munizioni militari siano sempre di bassa qualità. Basta vedere le svizzere (gare a 300m con i riservisti) oppure le tedesche (utilizzate nelle gare per "tiratore di precisione") e anche le belghe. Ricordo alcuni lotti belgi di 5,56x45 utilizzati nei primi tempi nei nostri AR 70/90 che andavano più che bene, rispetto ad altre munizioni utilizzate dopo in tempi più recenti. Una piccola digressione, le tedesche le trovai un po' "distruttive" tendenti ad aprirsi all'impatto contro oggetti duri. Per quanto attiene le normalissime (e molto buone) “civili” S&B, come altre case, nelle confezioni da 140 pezzi hanno palla da 55gr che non sono ottimali con canne da 1:9", nel caso poi di canne 1:7", come indicano gli stessi manuali americani sull'M16/M4 non sono performanti e da utilizzare solo in caso di necessità. Il "performante", nel manuale, è inteso solo come "munizione accurata" per motivi di balistica interna ed esterna. E' vero che la canna da 1:7" è un "estremo" per stabilizzare le lunghe M856, comunque è così, la stabilizzazione ottimale (Miller) delle 62gr richiede minimo un passo 1:9". Concordo sul fatto che M855 ed SS109 siano particolari, con o senza punta verde (anche se lo standard NATO precisa la colorazione verde). Ammetto che mi è venuto "spontaneo" pensare che quelle della casa spagnola fossero "ordinarie", simili alle Igman da 62gr che ho nel mio "campionario" e non ho pensato a fare il controllo "calamita". Ho sbagliato!…alla "prova calamita" dimostrano di essere "normali SS109" come le altre (anche la palla delle GP90)! A questo punto penso (sottolineo penso) che la legittimità della vendita di queste e di quelle che hai menzionato, possa ricadere nella definizione di semiperforante che è data alla SS109 (steel tip & lead core) e non perforante (steel core) propria delle vere perforanti. Alla base, comunque, di tutte le mie seghe mentali resta il fatto l'importazione e la vendita di munizioni, oltre che dalle norme europee, è regolamentata dal TUPLS che prevede una licenza rilasciata dal Ministero degli Interni, quindi...se sono in vendita non dovrebbero esserci problemi di sorta, anche se con palla SS109. Restano più che valide tutte le tue argomentazioni a riguardo della difficoltà di ricaricamento di bossoli militari con innesco Berdan (che voglio ancora appurare se effettivamente lo sono, lo farò alle prime cartucce sparate). Per quanto attiene la stampigliatura sul fianco dei bossoli come indicazione che queste rispettano le norme CIP la trovo plausibile se letta in un certo senso. Nei paesi che hanno aderito a questa normativa il munizionamento militare e quello civile non prevedono differenze pressorie. Ecco perché, a mio parere lo stampo specifica la definizione civile imposta da alcune nazioni sulle armi (Italia compresa quando c’erano certe commissioni che cancellavano la dicitura 5,56NATO sulle canne degli AR-15 USA). La logica "CIP", invece, la vedo importante al di fuori dei paesi europei, Quelli che hanno aderito alle norme S.A.A.M.I. prevedono una differenza di Pmax tra munizionamento militare e civile, o meglio tra quello destinato ad camera di cartuccia standard NATO 5,56 (62366psi come quella CIP) e camera di cartuccia standard .223 (55114psi). Questo può essere un altro scambio di idee in proposito. Penso di averti/vi annoiato abbastanza. Ho notato che in questo forum amate risposte chiare e concise. Spero di riuscirci presto. Un cordiale saluto, Silvio
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Blackrifle » gio giu 19, 12:56:20

Scusa ma.... La legge identifica senza ombra di dubbio quelle che sono minizioni da guerra ( da non confondere con calibri da guerra) o meglio munizionamento militare, e munizionamento proibito.

In italia la non chiarezza la presenza del simbolo nato indica che quella munizione si ha le caratteristiche nato ma per quello e' stata fatta per foniture militari non certo civili, e con la grettezza del nostro sistema tale cartuccia in mano ad un civile e' un problema in quanto tu civile non puoi avere un colpo di fornitura militare.

La circolare che dice che. I bossoli sono rottami. Non cambia la legge e' un informativa interna agli uffici che dice in pratica nei controlli di non calcolarli come oggetti vietati.

Ma difatto la legge resta quella che dice che un bossolo di un munizione militare e' vietato e se il cacace se ne frega della circolare e ti denuncia il giudice ha ancora piu diritto di fregarsene e condannarti.

Mori sebbene con esperienza da solo pareri non fa le leggi quindi il suo parere resta suo se hai culo e ti capita uno come lui come giudice sei fortunato ma se ti capitano gli altri un po meno.

Come sempre una legge fatta anni fa dove avere dei lotti surplus era di fatto una cosa manco contemplata oggi da invece non pochi problemi.


Su corrosivita' etc poi quello dipende da cosa abbiamo .io ripeto visto quello che successe e visto che costano come dei colpi commerciali se non di piu'..... Non ci trovo nessun motivo di interesse.

Sul fatto che poi le green tip semipeforanti siano legali onestamente ho davvero dei grossissimi dubbi.....

Poi ognuno fa quello che vuole se si sente sicuro, io finche' non ho la certezza di. Come sono non le compro, anzi, le compro e ne taglio una per vedere ed essere sicuro.

Come detto se passarono dei lotti della igman..... Magari in buona fede..... Altri ne passano.

In italia non sono pochi i casi di armi o altro non a norma passate. da banchi etc.
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Silvio Biagini » gio giu 19, 13:53:19

Sicuramente una predisposizione ad interpretare in senso restrittivo le norme è sempre positiva. Lo stesso Mori è propositivo in tal senso. Atteggiamento che condivido pienamente come perito balistico per il tribunale penale. Meglio qualcosa in meno che qualcosa in più che ti può fregare. Detto questo, attenzione, i surplus militari sono sempre stati in commercio. Prima e dopo la L.n.110/75. Per il semplice motivo che non esiste differenza tra una FMJ "civile" ed una "militare" se non per l'apposizione di determinati contrassegni e non sempre. Diverse ditte (una per esempio è la Winchester) utilizzavano ed utilizzano gli stessi contrassegni sia per le une che per le altre (al limite può essere presente, oltre al calibro che non fa testo per distinguere le une dalle altre, l'anno di fabbricazione per una questione di lotti e di ispezioni chimico-fisiche militari). La nostra normativa, infatti, non fa riferimento ai contrassegni ma al caricamento, ovvero la tipologia di pallottola e le pallottole ordinarie non rientrano in quell'ambito specifico indicato dalla legge. Noi utilizziamo normalmente munizioni che sono adottate da paesi amici ed alleati per le loro armi da tiratore scelto. Lapua, Hirtemberger, Federal producono munizioni che finiscono nei fucili da tiratore scelto. Non sono considerate munizioni militari come gli stessi fucili non sono considerati militari (salvo qualche raro caso). Adesso non voglio farne una questione di stato, tutt'altro, non me ne viene in tasca niente. Parto solo dal presupposto che tutto ciò che è acquisibile legalmente sia legale e pertanto...Comunque, hai perfettamente ragione a proposito delle "diverse interpretazioni" da parte dei giudici (un giudice, infatti, non fa le leggi, non dovrebbe nemmeno interpretarle ma solo applicarle). Basti pensare alla "recente" sentenza sui caricatori, oppure ad una che ha condannato un detentore di una 7,62x39 "civile" per detenzione di munizionamento militare NATO (sentenza scritta e pubblicata), quindi...concordo, occhio alla penna. Per quanto riguarda le 5,56 in argomento, ripeto, avevi ragione è una SS109 con perforatore. Mentre non lo è l'Igman da 62 acquistata qualche anno fa, almeno il lotto che acquistai. Su queste, poi, sono anche sicuro perché mi trovavo presso la fabbrica (qualche anno fa per motivi professionali) mentre ne producevano un ampio stock per una nazione europea a noi vicina. La preparazione delle pallottole da 62gr non prevedeva l'inserimento del tip in acciaio come era chiaramente visibile nella catena di preparazione (decisa riduzione dei costi considerati i "milioni di pezzi" acquistati per motivi addestrativi). Sicuramente, tra i vari stock può anche essere giunto in Italia qualcosa di diverso. Un cordiale saluto, Silvio
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Blackrifle » gio giu 19, 14:01:01

le ighman ne presi un po di scatole senza saperlo.. poi mi venne la curiosità di vedere... ruppi il tonchesino nel tagliare la punta erano green tip con nucleo perforante, ok sono semiperforanti ma quelle palle nn ci possono stare in comemrcio in italia... come nn ci potrebbero stare queste se hanno il nucleo in tunghsteno e sono semiap.

un lotto di munizioni fatto per una comemssa militare avrà il contrassegno con la crocetta (per semplificare il discorso) quello indica un lotto di muniioni destinate ad us militare
quella munizione per il nostro burocrate è militare tu nn puoi averla.. se poi di lato ci stampigliano il codice del lotto cisp allora diventa civile.. miracoli nostrani.

che poi i militari usini per scopi particolari lotti d munizioni creati appostao anche di provenienza civile questo nn rende quella munizone del catalogo della ditta che la fa un munizione militare.
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Blackrifle » gio giu 19, 14:04:05

PS
la camiciatura in rame di una 62 che prevede il penentratore se riempita di solo piombo peserà più di 62 si avvicinerà ai 69, nn a caso le 69 hpbt hanno la medesima forma e un cb praticamente identico alle 62 militari con penetratore.
una 62 solo piombo risutlerà un po più corta e con cb diverso, probabile ascopo addestrativo nn fregi niente a nessuno ma nn sarebbe una munizione con le medesime caratteristiche
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Silvio Biagini » gio giu 19, 16:19:27

Concordo, per scopi addestrativi si usa di tutto, dalle "corta gittata" alle frangibili e così via... Un giorno smonterò l'unica Igman che mi è rimasta, così vedrò quanto è lunga e quanto pesa. Non ho resistito alla curiosità, invece, per la spagnola così ne ho smontata una. La palla è priva di cannelure (interessante) ed è lunga 21,64mm e pesa 62,3gr contro i 22,90mm e i 62,5 di una Fiocchi SS109 con cannelure. Confermo che è positiva al testa "calamita" sulla parte ogivale mentre è negativa al test dalla parte del boat tali che è più accentuato di quello della Fiocchi. Anche il profilo ogivale è leggermente diverso. L'innesco è di tipo Berdan. Vedremo come si comportano al tiro. Per semplice curiosità di chi fosse interessato vi terrò informati. un cordiale saluto Silvio
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Blackrifle » gio giu 19, 18:14:42

PUOI PROVARE CON UN TRONCHESINO A TAGLIARE LA PUNTA AVEDERE DENTRO COSA C'è?
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Blackrifle » gio giu 19, 18:15:21

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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Silvio Biagini » gio giu 19, 21:11:08

ss 109 sezione.jpg
Ti piacerebbe vederla così, vero? Scherzi a parte ho sempre provato con la calamita per riconoscere le componenti diverse da piombo, stagno, rame e ottone nelle munizioni. Appena ho tempo, però, voglio provare anch'io con un seghetto a ferro o con una miniflex come ha fatto quello della foto. Prima devo finire una noiosissima perizia. Non mi devo più distrarre chiacchierando con voi...Un cordiale saluto, Silvio
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda mimmo002 » gio giu 19, 22:09:58

Silvio Biagini ha scritto:
ss 109 sezione.jpg
Ti piacerebbe vederla così, vero? Scherzi a parte ho sempre provato con la calamita per riconoscere le componenti diverse da piombo, stagno, rame e ottone nelle munizioni. Appena ho tempo, però, voglio provare anch'io con un seghetto a ferro o con una miniflex come ha fatto quello della foto. Prima devo finire una noiosissima perizia. Non mi devo più distrarre chiacchierando con voi...Un cordiale saluto, Silvio

ciao
per fare questo lavoro, conviene il piccolo oggetto incollarlo con una qualche resina su un supporto "tondo" che ne segue le forme
e poi fresarla , poi sciogliere (spesso a caldo) la resina che la fissa al supporto.
con seghetto o flex a mano e molto scomodo e si tende ad abbandonare l'opera
......................................
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Blackrifle » gio giu 19, 23:21:18

Fresare un nucleo in tunghsteno?
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Silvio Biagini » ven giu 20, 01:39:34

E' la stessa domanda che mi sono posto anch'io. In verità pensavo di tagliare la parte in piombo e liberare il nucleo come nella foto o qualcosa di simile. Un'altra soluzione, invece, è la versione "morsicata modello Blackrifle" di una M855 di LC. Interessante la foto del fondello IMI, anno 2009, con contrassegno NATO trovata mentre cercavo le "palle" sezionate. In questa SS109 IMI è interessante anche il nucleo in acciaio con la base concava, diverso dalle M855 di LC con base piatta. Ancora una foto di SS 109 recuperate dopo i tiri (non ricordo bene di che nazionalità fossero, non sono italiane il nostro cannelure è diverso e non hanno la punta verde). Tornando al taglio, se ci sono riusciti gli altri devo riuscirci anch'io. Francamente non ho capito bene cosa suggerisce Mimmo, me lo devo far spiegare meglio. Ancora una cosa. Nella terminologia Federale USA la SS109/M855 non è classificata come AP Armour Piercing in quanto dotata di Tip Penetrator in acciaio e non di Core Penetrator in una delle leghe di acciaio-tungsteno-uranio impoverito-rame berillio, etc. Quindi non saprei dire se è proprio acciaio al tungsteno o semplice acciaio. Comunque dai residuati, come si evince dalla foto, la parte ogivale della pallottola difficilmente si distrugge e se si frammenta il Tip Penetrator resta intero da qualche parte. Invece, spesso, dopo l'impatto tende a rompersi all'altezza del cannelure. Specie se sparate da canne di 20" e la frammentazione avviene anche all'interno dei "bersagli" se durante il tramite incontrano tessuti duri con le ovvie conseguenze (e lo dico a ragion veduta). Con le corte canne degli M4 è stata osservata una riduzione del fenomeno di frammentazione. Questo ha portato alle note "lamentele del caso" che hanno portato all'individuazione di proiettili più performanti come gli M855A1 per US Army e MK318 per Marines. Questo a prescindere dalla MK262 con palla dal 77 per il tiro di precisione. Mi sono preso un intervallo. Torno alla relazione. Buona notte a tutti, Silvio
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda mimmo002 » ven giu 20, 10:49:37

Blackrifle ha scritto:Fresare un nucleo in tunghsteno?

nella fresa si monta mole abrasive ( nella immagine sopra si nota il nucleo duro molato "liscio" e il nucleo morbido con i solchi del materiale che impasta la mola)
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda mimmo002 » ven giu 20, 11:07:45

per silvio biagini
la procedura e semplice :
prendi un blocchetto di ferraccio o di ottone,
vi pratichi un foro con una punta simile come forma all'oggetto da fresare,
inserisci nel foro una colla bi-componente (tipo acciaio liquido)
inserisci nel foro dopo la resina la pallottola e lasci asciugare,
monti il blocchetto su una fresa (anche un trapano a colonna)
sulla fresa (o trapano) monti una mola al carburo di silicio (quelle verdi)
ed incominci a molare il tutto che praticamente e un blocco unico senza far riscaldare
la resina ha una temperatura critica che cede, basta non superarla durante il lavoro e sfruttatarla solo per separare la. mezza palla dal mezzo foro che rimane dopo la fresatura.
buon lavoro.
ciao
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Silvio Biagini » ven giu 20, 11:32:02

Grazie Mimmo, penso di aver capito cosa intendi. Sono un po' negato per l'uso di questi macchinari. A parte questo, poi, non ho il materiale che suggerisci. Quindi, al limite, penso di utilizzare una minifresa e tagliare solo la camiciatura della pallottola (trattenuta in una morsetta) per la sua intera lunghezza e liberare i nuclei di acciaio e piombo contenuti.
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Silvio Biagini » mer lug 30, 10:34:52

Domenica scorsa ho provato al tiro a 100 e 150m le munizioni in 5,56 dell'arsenale spagnolo Santa Barbara. Ho utilizzato un Colt AR-15 canna match da 20", passo 1:9". Nel complesso vanno bene, secondo un normale concetto di impiego militare, hanno espresso rosate (utilizzando un'ottica) di circa 3,5 cm a 100m e 4cm - 4,5cm a 150. La loro prestazione è comunque leggermente inferiore alle munizioni militari svizzere da 63gr che si trovano anche commercializzate dalla Geco (in confezioni da 50 in piastrine da 10 per il caricamento dei caricatori dei Sig). Con queste si riesce a stare nel MOA. Migliore ancora il risultato con le munizioni, sempre svizzere, per il tiro di precisione con palla da 69gr SMK Swiss P Target. Anche queste in piastrine da 10 commercializzate dalla SwissMunition. Non ho effettuato comparazioni con altre case (Lapua, Hornady, Fiocchi , S&B tutte nelle versioni match con palle da 69 o 75gr SMK). Mi riservo di farle con l'Oberland Match con scatto Jewell. Lo scatto del Colt è il classico "tosto" di derivazione militare. Devo ancora sezionare la palla di quelle spagnole. Lo farò più avanti per rispondere a Black. Un cordiale saluto, Silvio
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda tonino » mer lug 30, 10:41:03

Passo 1 a 9 ??
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Silvio Biagini » mer lug 30, 17:00:20

Sì Tonino. La Colt (ma anche altre case produttrici di cloni dell'AR-15, diverso è il discorso dei SIG) per le versioni "civili" dell'M16A2 utilizzano canne con passo 1:9". Il passo 1:7", forse è questo quello a cui pensavi, è utilizzato nelle armi militari che impiegano il munizionamento standard NATO non tanto per stabilizzare le pallottole "ordinarie" da 62-63gr quanto per stabilizzare le più lunghe pallottole traccianti. La differenza nella lunghezza del passo di rigatura, di solito, è legata al peso della pallottola. Non è corretto, però pensare che sia il peso. Ciò che varia fondamentalmente, per esempio, tra una pallottola normalmente camiciata HPBT da 5,56mm da 55gr ed una da 75gr della stessa casa non è tanto il peso quanto la lunghezza della parte cilindrica del corpo della pallottola che impegna la rigatura. E' questo particolare aspetto che influisce pesantemente sulla lunghezza del passo. Infatti, utilizzando la formula di Miller si può facilmente osservare questa variazione. Il discorso si fa più interessante quando, a parità di peso si passa da una normale pallottola camiciata ad una monolitica dello stesso peso. Oppure da una normale pallottola ordinaria ad una tracciante dello stesso tipo. La Colt, nella produzione degli AR-15 (e così anche altre case) non ha sentito la necessità di adottare lo stesso passo di rigatura degli M16A2 tenuto conto che la maggior parte dei tiratori utilizza pallottole comprese tra i 69 ed i 72gr. Nel caso di canne "pesantemente" match, come la Versione Match Target HBAR (modello n. MT6601, in produzione dal 1994 fino, forse, ad oggi) canna da 20" è stato utilizzato lo stesso passo militare per impiegare palle match particolarmente pesanti e quindi con corpo lungo. Il mio Colt, invece, appartiene alla serie Match Target Competition HBAR (modello n. MT6700 sempre in produzione dal 1994, forse fino ad oggi) sempre con canna da 20" ma passo 1:9". Le indicazioni sul modello si trovano nella parte anteriore del lower receiver. Comprendo la tua domanda perché non è semplice districarsi nelle oltre 60 versioni di AR15 (comprese quelle militari) prodotte sinora anche per chi è appassionato di questo tipo di armi. Per non parlare poi di tutta la casistica di modelli presente nei cloni dove si trovano anche modifiche al sistema di recupero gas. Una valida guida per i modelli Colt si può trovare nei due volumi "The AR-15 Complete Owner's Guide" di W.Kuleck e S. Duff. Un cordiale saluto, Silvio
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda tonino » mer lug 30, 17:29:11

Sempre molto esaustivo !!!Grazie :ok:
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda ordotempli » gio lug 31, 07:37:21

In effetti, nei miei SIG , utilizzo le Geco da 63 gn con i quali ho buoni risultati (buoni perché sono un pessimo tiratore ed anche molto incostante) . Tuttavia i migliori risultati, paradossalmente, li ho con il Fass 90 e non con il 550-1. Con la ricarica ho sempre utilizzato la N140 ma sperimento da qualche tempo la B&P 19 con risultati abbastanza confusi. (Purtroppo sono un tipo tignoso e sono convinto che questa polvere è molto meglio di quanto si dica in giro). (Sospetto che l'ordinanza Svizzera utilizzi tale polvere, sospetto generato dal fatto che nel padiglione SIG all' IWA vi fosse una pubblicità B&P). Nelle ricariche consigliate dalla casa (per palle da 63 gn) le dosi sono molto diverse ma i miei risultati confermano la necessità di orientare la ricarica su valori intorno a 24 gn. (attualmente in fase di sperimentazione nelle mie ricariche).

Circa il Fass 90 avrei necessità di sostituire il tubo presa gas ... il solito Bignami chiede una cifra spropositata .... l' arma in argomento l'ho preferita al tipo PE (per il suo appeal) ma il Piscetta deve averlo recuperato tra i rottami ... e, dopo varie lavorazioni, l'ha semplicemente riverniciato in maniera ... lasciamo stare.
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda TepoGlock » mer ago 06, 15:21:36

Scusate l'intromissione, dovrebbe essere corretto asserire che le palle col nucleo in acciaio alla lunga rovinano le rigature della canna. La cosa è marginale in ambito militare/operativo dove paga la balistica terminale (canna fritta-->cambio canna!) ma credo assume una certa importanza se parliamo di ambito civile dove ci si augura che il proprio giocattolino duri preciso il più a lungo possibile!!

La domanda mi sorge dalle affermazioni sentite sui campi qualche tempo fa in particolare a proposito delle S&B da 50-55€ in scatole da 140pz. che "mangiano le rigature in appena 400 colpi!!" faccio due considerazioni:
A) Se è solo la punta ad essere in acciaio, come visto nelle immagini sopra, il tratto cilindrico che impegna le rigature in realtà è in piombo quindi la condizione di "usura" esagerata.. cade!?
B)Le S&B appena citate hanno solo la punta in acciaio o tutto il nucleo??

Detto ciò, secondo me, c'era 'sto surplus di munizioni militari da finire eee... :wink:

Grazie Silvio della trattazione dettagliata, comunque sia da quei bossoli con il cerchio-crociato continuo a starci lontano come il morso del serpente!!
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Blackrifle » mer ago 06, 17:47:47

Silvio le svizzere che dici nn le vedo da tempo.. erano ottime.. costavano un euro l'una.....figuriamoci ora...

sta scemenza delle palle che mangianola rigatura dopo 400 colpi è una dell enormi bufale che girano per il web messe i giro da chi nn sa nemmeno qullo che dice

a impegnarei pochi decimi di rigatura della canna non sarà mail lnucleo di tunghsteno o acciaio bens la camiciatura!!!

se unapallottola fosse in accioo otungsteno dopo un colpo avresti un canna liscia!

le selie e bellot nn hanno un bel niente in acciaio!! il munizonamento con ncleo perforante ( accio o quel che vuoi ) sono vietate!!!!!!!!
nessuna palla è in accio o altre leghe tipo kriptonite, al masssimo vi sono le monolitiche in rame ottone o leghe similari.

le s&b hanno la camiciatura in una lega contenente materiale ferroso e normalissimo nucleo in piombo!
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Silvio Biagini » mer ago 06, 18:26:55

Condivido pienamente (a dir poco) il sintetico esaustivo commento sulla bufala delle pallottole con nucleo in acciaio che "mangiano" la rigatura. Francamente viene da chiedersi se "i tuttologi" che fanno queste affermazioni appartengono alla categoria dei sostenitori della "disinformatia" oppure a quella di coloro che aprono la bocca o utilizzano la tastiera senza accendere il cervello. Molto probabilmente sono solo degli "ignoranti" (nel senso che ignorano, non conoscono) la struttura di una pallottola di tipo perforante. Adesso a prescindere dalle sottolineature sulla illegalità di questo tipo tipo di munizionamento, il semplice esaminare, anche tramite rappresentazioni grafiche quindi non necessariamente dal vero, una di queste pallottole farebbe comprendere l'assurdità di tale affermazione. Su questa interpretazione non ci sono dubbi. Se poi il dubbio della corrosione rapida delle canne è generato dalla convinzione che le pallottole con camiciatura in metallo ferroso (ramato o nichelato o altro) siano più corrosive di altre, anche qui direi che sarebbe utile "accendere" il cervello prima di parlare. CI sono case come la GECO, la DAG, la SeB ed altre di rinomata fama che producono o producevano (in tempi di "carestia di rame") pallottole di questo tipo, eppure le armi sia civili che militari che le utilizzano o le hanno utilizzate, sono sopravvissute. Il discorso dei metalli che si "consumano" tra loro al verificarsi di attriti più o meno importanti non ci porterebbe, per esempio ad avere otturatori di acciaio che scorrono all'interno di alloggiamenti in acciaio (vedasi, per esempio le varie HMG, LMG, SMG) sarebbero da buttare dopo poche migliaia di colpi. Oppure pistole semiauto con attriti tra carrello e castello. Per non parlare delle armi (anche a raffica) che vedono l'impiego di acciaio per otturatore e porta otturare e carcassa dove scorre il tutto in (o su) "semplice" alluminio. Il problema degli attriti, e qui sicuramente mi può aiutare chi è più esperto di me in metallurgia, è risolto utilizzando metalli di diversa struttura. In parole povere l'acciaio di un carrello non è identico all'acciaio di un castello. Stesso discorso per l'eventuale camiciatura in metallo ferroso di una pallottola che è molto più "dolce" dell'acciaio di una canna. E poi, a prescindere da tutto questo, i sostenitori di tale teoria, se rivolta ad armi di derivazione militare, sanno il perché della "cromatura delle canne militari"? Un cordiale saluto, Silvio
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Silvio Biagini » mer ago 06, 18:33:27

Chiedo scusa non ho risposto al punto delle munizioni svizzere. Il tuo riferimento, Black rifle, al fatto che non si trovano più è rivolto a quelle da 63gr FMJ o a quelle da 69grSMK? Le prime della Geco,le ho viste recentemente come "nuovo arrivo". Le seconde, in effetti, è da tempo che non le vedo più. Ne conservo gelosamente ancora una scatola per eventuali comparazioni balistiche "serie". Un cordiale saluto, Silvio
Ultima modifica di Silvio Biagini il mer ago 06, 18:34:02, modificato 1 volta in totale.
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Blackrifle » mer ago 06, 18:34:01

beh... tutte le parti in movimento per precise che siano hanno tolleranze e giochi... un palla nella canna deve esere forzata nelle rigature. volgio vedere una palla in acciaio cal 224 che viene sparata in una canna sempre in acciaio...
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Blackrifle » mer ago 06, 18:37:51

Silvio Biagini ha scritto:Chiedo scusa non ho risposto al punto delle munizioni svizzere. Il tuo riferimento, Black rifle, al fatto che non si trovano più è rivolto a quelle da 63gr FMJ o a quelle da 69grSMK? Le prime della Geco,le ho viste recentemente come "nuovo arrivo". Le seconde, in effetti, è da tempo che non le vedo più. Ne conservo gelosamente ancora una scatola per eventuali comparazioni balistiche "serie". Un cordiale saluto, Silvio


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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Silvio Biagini » mer ago 06, 19:46:33

Il discorso della forzatura è ovvio, infatti non può "esistere" il concetto di contatto tra acciaio di pallottola e acciaio di canna. Sicuramente gli estensori del pensiero delle pallottole che corrodono la canna perchè dotate di nucleo in acciaio o di rivestimento in tale lega metallica ignorano che a partire già dal calibro 20 abbiamo dei "proietti" in acciaio per sfruttare meglio il potenziale degli alti esplosivi contenuti. O meglio in "ghisa acciaiosa" Come venga impressa la rigatura su questi proietti è cosa nota ed è anche stata ripresa, come concetto, su alcune pallottole monolitiche. La corona di forzamento (in rame sui proietti in ghisa acciaiosa") aiuta ad imprimere il movimento giroscopico senza dover "incidere" grosse e "dure" superfici (la parte ogivale è autocentrante). Questo sistema esiste da prima dell'invenzione delle polveri infumi a dimostrazione che sin da allora si prestava particolare attenzione ad avere sempre metalli di diversa struttura a contatto tra loro. Il discorso delle parti d'arma che hanno tolleranze tra loro è ovvio, altrimenti non si muoverebbero le parti a contatti. Sappiamo benissimo come ci sia, però, una ricerca della riduzione delle tolleranze per diminuire i giochi delle parti al fine di mantenere il più elevato possibile il livello di accuratezza. Tanto per fare un esempio, dal punto di vista bellico, le armi corte tedesche erano criticate proprio per la ridotta tolleranza delle parti in gioco a differenza delle più "tolleranti" M1911 ed altre semiauto similari dell'epoca. Non entriamo in merito al movimento della canna con il sistema Browning tanto da imporre la ricerca di soluzioni per ridurre tale gioco (oltre ad altri) negli esemplari "match". Questo discorso di scarso impatto, comunque, può andare bene per le armi semiauto, magari di capacità limitata. Il grosso del problema del riscaldamento delle parti (usura) si ha con le armi nell'impiego a raffica. Se non fossero adottati particolari accorgimenti nella differenza di struttura dei metalli, gli "ingrippamenti" sarebbero inevitabili. Nonostante questo, ancora una volta, gli M4 e la LMG M249 finirono davanti ad una commissione dopo l'incidente di Wanat (Afghanistan) del 2008 proprio a causa di "ingrippamenti" che comportarono la morte di alcuni militari impossibilitati a ricaricare le proprie armi. Uso spropositato della raffica continua, ambiente morfologicamente ostile per temperatura, polvere ed altro ancora non cambia lo stato delle cose. Anche metalli diversi, con tolleranze ben diverse da quelle del rapporto canna - pallottola danno problemi. Il fatto non mi meraviglia più di tanto sapendo bene come l'uso prolungato a raffica continua provoca il surriscaldamento delle parti in movimento, questo a prescindere dal surriscaldamento della canna che, specie nell'impiego notturno, diventa "visivamente" incandescente con le munizioni ordinarie (figuriamoci se fossero quelle "corrosive" in acciaio). Comunque il discorso era a riguardo delle pallottole "corrosive" di cui condivido pienamente il tuo punto di vista. Un cordiale saluto, Silvio
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda mimmo002 » gio ago 07, 01:22:43

il ferro "puro" che può essere elettrolitico o decarburato come malleabilità e durezza e molto simile al rame
utilizzarlo per le camicie delle pallottole non comporta nulla di male alle canne
la vera differenza e nel peso specifico , il rame pesa 8,93 , il ferro 7,85 , il piombo 11,3
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Silvio Biagini » gio ago 07, 10:05:08

Prendiamo spunto dalla precisazione di Mimmo sulle pallottole rivestite con camicia in ferro per ribadire l'osservazione di Blackrifle in merito alla pallottole con nucleo in acciaio. Ovvero che l'acciaio del nucleo non può venire a contatto con la rigatura. Io suggerivo di osservare quanto è disponibile in rete per capire appieno la sua osservazione. Ho voluto cercare qualcosa da inserire. Ecco, per esempio, un paio di foto che mostrano alcune pallottole con nucleo perforante. Non tutti i nuclei sono in acciaio al tungsteno. Sono comunque più che idonei a perforare spessori di varia entità a seconda del calibro (30.06, 7,62x51, etc.) e della specifica destinazione d'uso. Per allargare il discorso, nella prima foto vediamo tre pallottole USA. La prima è una M2 (30.06 da 163 - 165gr di cui 83gr circa di nucleo) le altre due sono pallottole per 7,62x51, la T2 una versione "ridotta" della M2 e la T26 una versione semplificata e adottata come M61AP. Ora quasi tutti i nuclei sono in normale acciaio al cromo molibdeno. L'acciaio al tungsteno, (lega di acciaio arricchita dal 4% circa di tungsteno) è costoso. Per le "normali" pallottole perforanti moderne è sufficiente la tipologia di acciaio più semplice per rispettare i requisiti di perforazione a 600 yard di un elmetto in acciaio (all'epoca di quei requisiti non c'erano ancora gli elmetti in kevlar o le protezioni personali con piastre in ceramica) e 1,25cm di acciaio a 100 yard. Tornando alla M61,si può osservare come questa sia abbastanza vicina, nella sua morfologia, allo standard NATO raffigurato dalla pallottola della FN visibile nella seconda immagine (attenzione la proporzione della 30.06 non è proprio in scala come invece lo è nella prima foto). In questa immagine è interessante osservare come la Svezia, invece, preferisca il tungsteno al normale acciaio delle altre nazioni (hanno più soldi per la difesa perché....boccaccia mia statti zitta!). Da notare anche la perfezione della lavorazione del nucleo in acciaio al tungsteno che non presenta le rugorosità degli altri nuclei che, ovviamente, non aiutano...Da osservare anche che la svedese è dotata di un cappuccio balistico in alluminio come una granata perforante in miniatura. Scopo di questo o del piombo sotto l'apice ogivale è quello di "centrare" il nucleo perforante sulla superficie da perforare più che la semplice aggiunta di "peso". Infatti, la svedese è priva di piombo e pesa meno delle altre 7,62mm. Tra parentesi la svedese è stata adottata dagli USA come M993 ed è utilizzata nei sistemi SWS (Sniper Weapon System), nelle M60 e nelle M240 per via della sua capacità superiore di penetrazione, da 2 a 3 volte (in relazione alla distanza), rispetto alle tradizionali perforanti in acciaio "normale". La foga della chiacchiera su queste pallottole mi ha fatto perdere l'obiettivo dell'intervento che era volto a far osservare l'ampio spessore della camicia in ottone (rame, maillechort, gilding o qualsiasi altra lega di metallo) che, come sottolineava appunto Blackrifle nel suo intervento, è quello destinato ad imprimersi sulla rigatura facendo da cuscinetto tra questa ed il nucleo in acciaio impedendo anche il minimo contatto tra i due acciai. Se così non fosse... in una LMG ogni nastro da 50 può contenere almeno 10 colpi perforanti, quindi l'esempio di canna di acciaio al carbonio, ancorché cromata, liscia dopo un colpo con tungsteno a contatto di riga è più che azzeccato! Questo a prescindere dalla sovra pressione che si verrebbe a creare, da bomba a mano! Non parliamo poi di contatto del Tip Penetrator delle 5,56 SS109 (punta perforante). Dalle foto riportate sopra anche se fosse esposto (come nelle nuove munizioni USA) è evidente che non può mai arrivare a contatto con la rigatura. Penso che con questa serie di interventi e successive estensioni abbiamo risposto al particolare quesito sollevato dall'amico TepoGlock a riguarda della "fesseriola" che gli è stata raccontata in poligono. Un cordiale saluto a tutti, Silvio
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda TepoGlock » gio ago 07, 10:48:09

Silvio Biagini ha scritto:...il perché della "cromatura delle canne militari"? Un cordiale saluto, Silvio

Da ignorante... ignoro, ma oso previ ricerca internet, in soldoni: gli inneschi delle munizioni militari sono/erano corrosive a causa degli inneschi "Il piu’ delle volte gli inneschi hanno clorato di potassio o perclorato di sodio che, quando bruciano, si decompongono in cloruro di potassio o cloruro di sodio; in pratica comune sale da cucina" in particolare i vecchi surplus, i nuovi no.. ma spero di non aver citato boiate!
La cromatura serviva a salvaguardare la canna!

Silvio Biagini ha scritto: ...gli M4 e la LMG M249 finirono davanti ad una commissione dopo l'incidente di Wanat (Afghanistan) del 2008 proprio a causa di "ingrippamenti" che comportarono la morte di alcuni militari impossibilitati a ricaricare le proprie armi...


Salvo il fatto che quello c'è e quello si usa e bisogna imparare a rispettarlo e usarlo bene!
Gli AK-RPK nelle stesse condizioni, ambiente ostile, caldo, polvere, raffiche continuate, si sarebbero comportati meglio?

:cinesino:
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Silvio Biagini » gio ago 07, 12:02:17

Gli inneschi militari erano corrosivi in alcune nazioni occidentali fino anche a dopo la seconda guerra mondiale (ricordo alcune 9mm M38 in servizio negli anni '70 di questo tipo). La Germania aveva introdotto i Sinoxid già negli anni '30 proprio per salvaguardare le armi militari. La cromatura è stata introdotta da decenni nelle canne destinate alle armi che utilizzano la raffica. Orientativamente, prima le MG tedesche, poi gli Ak e dopo gli M16 così per stabilire alcune grossolane tappe. Questo accorgimento prolunga la vita delle canne. L'azione corrosiva di inneschi di vecchia tipologia si fa sentire anche sulle canne cromate se non opportunamente pulite dopo l'impiego e lasciate "inoperose" per lungo tempo. Ho potuto osservare la cromatura esterna di alcuni revolver, di inizio secolo scorso, corrosa dall'azione di munizioni con inneschi di tipo "corrosivo", non manutenzionati e non utilizzati per decenni. I punti tipici di contatto con i residui (oltre all'interno della canna) come il vivo di volata, la parte anteriore del tamburo, il lato della canna vicino al cono di forzamento, la parte interna superiore del telaio ed altre presentavano punti di ruggine stratificata con sfogliamento del metallo in alcuni casi decisamente evidente. Questo a dimostrazione che anche la cromatura, seppur decisamente più resistente all'azione corrosiva degli elementi naturali (non dimentichiamo che l'azione corrosiva degli inneschi è data da una semplice trasformazione delle sostanze chimiche utilizzate) rispetto alla superfici brunite, se non opportunamente manutenzionata, non offre grandi vantaggi. Leggermente diverso è il discorso dell'acciaio inossidabile (ho detto leggermente, basta leggere le indicazioni contenute nel manuale FM 23-10 a riguardo della manutenzione da osservare per gli M24). Gli AK e tutta la famiglia d'armi ad essi legata si sono, comunque, dimostrati di una rusticità decisamente superiore. Ho avuto modo di osservare armi letteralmente "inguardabili" sparare tranquillamente. A prescindere da questo aspetto, posso dire che, a mio modesto parere, le migliori qualitativamente erano quelle di produzione Germania Est sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista estetico come precisione e superiorità delle finiture. La prima volta che venni a contatto con AK cinesi mi colpì la "debolezza" dei calci ripiegabili se paragonati a quelli, appunto, degli AK tedeschi. A prescindere da questo ciò non toglie che anche questa famiglia d'armi debba essere manutenzionata e lubrificata. Ricordo di aver osservato un caso di "rottura", senza conseguenze serie per l'operatore, di un AK all'altezza del punto di collegamento canna - cassa molto probabilmente dovuto ad un eccesso di sporcizia. Nell'ambito delle mie esperienze non ho mai osservato impossibilità di ricaricamento di un AK anche perché le modalità di utilizzo da parte degli "operatori del posto" ponevano particolare attenzione nell'evitare uno spreco di munizioni. Tutto qui. Un cordiale saluto, Silvio
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda FilippoMo » ven ago 08, 11:50:15

Le munizioni marcate DAG hanno inneschi berdan con bossoli di ottima qualità che ricarico regolarmente,
Filippo
ps: a quanto le vendono?
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Silvio Biagini » ven ago 08, 12:57:04

Ho trovato i ".308 Win" a 30Euro per 50 colpi (penso si potrebbero trovare a qualcosa di meno dato che da chi acquisto, l'unico presente in città, sono un po' alti in genere). Un cordiale saluto, Silvio
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Blackrifle » ven ago 08, 15:39:18

cari? non conosci i prezzi qua..
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda FilippoMo » dom ago 10, 10:43:57

Blackrifle ha scritto:Silvio le svizzere che dici nn le vedo da tempo.. erano ottime.. costavano un euro l'una.....figuriamoci ora...

sta scemenza delle palle che mangianola rigatura dopo 400 colpi è una dell enormi bufale che girano per il web messe i giro da chi nn sa nemmeno qullo che dice

a impegnarei pochi decimi di rigatura della canna non sarà mail lnucleo di tunghsteno o acciaio bens la camiciatura!!!

se unapallottola fosse in accioo otungsteno dopo un colpo avresti un canna liscia!

le selie e bellot nn hanno un bel niente in acciaio!! il munizonamento con ncleo perforante ( accio o quel che vuoi ) sono vietate!!!!!!!!
nessuna palla è in accio o altre leghe tipo kriptonite, al masssimo vi sono le monolitiche in rame ottone o leghe similari.

le s&b hanno la camiciatura in una lega contenente materiale ferroso e normalissimo nucleo in piombo!

Per quanto possa sembrare strano nel 50 BMG hanno usato proiettili di acciaio solidi,bore rider con circa due mm di cintura di forzamento
e la durata delle canne non era significatamente inferiore.Chiaramente era acciaio al piombo non temprato.
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Blackrifle » dom ago 10, 11:09:42

Eh poteva anche essere kriptonite il contatto con la rigatura era la corona di firzamento
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda FilippoMo » dom ago 10, 18:43:50

Si ma la corona era dello stesso materiale
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda mimmo002 » dom ago 10, 20:08:33

FilippoMo ha scritto:cut...cut....
Per quanto possa sembrare strano nel 50 BMG hanno usato proiettili di acciaio solidi,bore rider con circa due mm di cintura di forzamento
e la durata delle canne non era significatamente inferiore.Chiaramente era acciaio al piombo non temprato.
Filippo

sarà stato qualche esperimento , ho già scritto che il ferro puro o con scarse percentuali di carbonio e simile al rame, se al "ferro" si unisce in lega il piombo il metallo ottenuto e maggiormente lubrificante (certamente non deve avere carbonio e non deve essere temprato) col piombo il ferro migliora la lavorabilità al tornio, mi piacerebbe conoscere a percentuale di piombo in questa lega , visto che il ferro di suo ha un medio (7) peso specifico , ma con aggiunta di piombo in modo significativo la massa sicuramente e aumentata.
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda Blackrifle » dom ago 10, 21:44:47

Una corona di un 50 full auto......in acciaio...... Mmmmm
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda mimmo002 » lun ago 11, 06:04:22

Blackrifle ha scritto:Una corona di un 50 full auto......in acciaio...... Mmmmm

anche io ho il tuo stesso dubbio,
per questo credo che sia un qualche esperimento di ferro puro (morbido come il rame) e cui per aumentare il peso specifico gli hanno aggiunto/legato una discreta quantità di piombo .......che lega benissimo col ferro.
ma non credo che si possa chiamare "Acciaio" solo perchè e a base di ferro

P.S. probabilmente e un qualche esperimento soggetto a brevetti di cui difficilmente adesso conosceremo i particolari tecnici
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda ordotempli » lun ago 11, 08:03:50

FilippoMo ha scritto:Per quanto possa sembrare strano nel 50 BMG hanno usato proiettili di acciaio solidi,bore rider con circa due mm di cintura di forzamento
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda mimmo002 » lun ago 11, 09:06:01

ordotempli ha scritto:
FilippoMo ha scritto:Per quanto possa sembrare strano nel 50 BMG hanno usato proiettili di acciaio solidi,bore rider con circa due mm di cintura di forzamento
e la durata delle canne non era significatamente inferiore.Chiaramente era acciaio al piombo non temprato.
Filippo


Sicuramente sottocalibrate e magari soltanto "in camicia" non necessariamente in materiale ferroso

teniamo presente che i tedeschi utilizzavano per le camicie delle loro pallottole.....il ferro
e queste pallottole le utilizzavano anche nelle mitragliatrici
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Re: Munizioni di surplus militare

Messaggioda ordotempli » lun ago 11, 16:06:52

NON NECESSARIAMENTE .... volevo dire che utilizzavano ANCHE , ampiamente, ferro ottenuto per elettrolisi (analoghe proprietà del rame) anche per le ogive d'artiglieria . :cinesino: :cinesino: :cinesino:

P.S. Nel caso delle ogive per artiglieria limitavano l'uso del ferro elettrolitico alle sole fasce di forzamento
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