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Che schifo
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Che schifo
Alzi la mano chi non ha provato disgusto nel vedere come la gente è stata abbandonata a sè stessa. Terremoto+ abbondante nevicata e tutto si blocca. Governo di incompetenti che pensano solo al salvataggio delle banche,ma gli italiani chi li salva? Terremotati al gelo e immigrati illegali in hotel, questa è l'Italia attuale
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Re: Che schifo
questo e il NEOLIBERISMO dove tutto si deve privatizzare.
prima gli enti come governo , regioni, provincie, comuni ....ecc...ecc.. avevano i propri dipendenti ed il lavori erano fatti in ECONOMIA , adesso qualcuno ci deve mangiare ed i soldi non bastano
anticamente durante i terremoti per primo correva il genio-militare , adesso se si vuole il genio-militare il comune lo deve pagare di tasca sua come fosse una azienda privata.
rpova ad andare in un ospedale e chiedere un controllo....e ti danno mesi di attesa
digli che paghi e che vuoi direttamente il primario.....ed il giorno dopo vai nell suo stesso ufficio dentro l'ospedale a farti controllare.
in un ospedale creato con i mie/tuoi/nostri soldi
ad un medico che mentre parla con me e pagato da un lauto stipendio che io/tu/noi gli paghiamo per controlarci come da convenzione non ha tempo ma che trova....se lo paghi.
la corruzione legalizzata.
i terremotati se vogliono uscire dai guai si devon pagare tutto da soli....se hanno i soldi
anche le organizzazioni che chiedono soldi (accattonaggio legalizzato) i soldi li usano per i loro lauti stipendi e bonus e poco o niente arriva a chi ha bisogno.
anche questa e la nuova realtà del goblalismo e neoliberismo (di origini ed imposto dagli USA)
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Re: Che schifo
Poveri cristi, sono profondamente addolorato per la loro sorte.
Ma-andando al voto-sapreste per chi votare?
Personalmente non ho nessuno che mi rappresenti, da qualunque lato guardi l'arco costituzionale.
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L'ignorante parla a vanvera.L'intelligente parla al momento opportuno.Il saggio parla solo se interrogato.'O fess parla sempre -Principe Antonio De'Curtis-detto Totò.
-A well regulated militia being necessary to the security of a free state,
the right of the people to keep and bear arms shall not be infringed.
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Re: Che schifo
In un "paese" civile esistono, pronte per l'uso IMMEDIATO, strutture, mezzi, uomini, infrastrutture .... Non andiamo tanto lontano, questa struttura esisteva sino all'inizio degli anni settanta ed era il Genio Civile : con molti ed indispensabili lavori, con interventi spesso di importo modesto, interveniva in loco mettendo in sicurezza il territorio e le sue strutture fondamentali ... era un continuo ricorre a piccole imprese che davano lavoro a molte persone ... si decise poi di passare tali competenze alle Regioni che abolirono il Genio Civile avocando a se la gestione di tale struttura, la resero nelle competenze dei politici locali .. successivamente si decise di "abolire" quella catena di piccole imprese che conoscevano ed amavano il proprio territorio con una legge che favorì le grandi imprese (per partecipare a gare d'appalto era necessario avere un fatturato costante che di fatto si "scontrava" con la logica dei piccoli saltuari e mirati interventi precedenti) queste "grandi" imprese erano, di fatto, lontane dalla logica del territorio. Il crescere degli "appetiti" favorì il crescere della corruzione (sempre esistita) e ridusse a zero la necessità di piccoli molteplici interventi.
Il Genio Civile seguiva la logica del Genio militare ... un solo responsabile a livello di Provincia, senza strutture a livello ministeriale (successivamente creato) aumentando la catena delle responsabilità, dei costi, e la conseguente distribuzione a pioggia di interventi a fini politici ...
L'abbandono del territorio, l'abolizione di una qualsivoglia forma (anche urbanistica) di programmazione (è mai esistita ?) ha reso il territorio uno sconosciuto ....
Il cittadino paga lautamente strutture faraoniche ed inefficienti ma redditizie in termini elettorali.
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Re: Che schifo
Secondo me il neolibersimo c'entra una beata fava. Si magnava prima alla grande su tutto come adesso. Solo che prima si sapevano molte meno cose, sia delle mangerie che della gente rimasta ad arrangiarsi sotto le maceriemimmo002 ha scritto:questo e il NEOLIBERISMO dove tutto si deve privatizzare.
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"Hoole: Mi chiedo se gli altri si sono persi come noi.
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Re: Che schifo
Inzzomma si stava decisamente meglio quando si stava peggioordotempli ha scritto:In un "paese" civile esistono, pronte per l'uso IMMEDIATO, strutture, mezzi, uomini, infrastrutture .... Non andiamo tanto lontano, questa struttura esisteva sino all'inizio degli anni settanta ed era il Genio Civile : con molti ed indispensabili lavori, con interventi spesso di importo modesto, interveniva in loco mettendo in sicurezza il territorio e le sue strutture fondamentali ... era un continuo ricorre a piccole imprese che davano lavoro a molte persone ... si decise poi di passare tali competenze alle Regioni che abolirono il Genio Civile avocando a se la gestione di tale struttura, la resero nelle competenze dei politici locali .. successivamente si decise di "abolire" quella catena di piccole imprese che conoscevano ed amavano il proprio territorio con una legge che favorì le grandi imprese (per partecipare a gare d'appalto era necessario avere un fatturato costante che di fatto si "scontrava" con la logica dei piccoli saltuari e mirati interventi precedenti) queste "grandi" imprese erano, di fatto, lontane dalla logica del territorio. Il crescere degli "appetiti" favorì il crescere della corruzione (sempre esistita) e ridusse a zero la necessità di piccoli molteplici interventi.
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L'abbandono del territorio, l'abolizione di una qualsivoglia forma (anche urbanistica) di programmazione (è mai esistita ?) ha reso il territorio uno sconosciuto ....
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Re: Che schifo
Non si stava bene, nemmeno allora. Le risorse dello stato sempre esangui ... il debito pubblico correva ... il socialismo craxiano lautamente spendeva "per fini istituzionali" .. (parlamentari, regioni, comuni erano parte delle istituzioni) mentre il contratto dei dipendenti dello stato attese ben sette anni (in piena svalutazione) per essere rinnovato (la corruzione iniziò a crescere visto l'esempio dall'alto).
Allora si pensò che entrare nell'euro ma per sanare i debiti si organizzarono "manovrine" da circa 60 mila miliardi di lire ....
Il resto è storia nota .... i debiti continuano a salire ed i soli interessi stentano ad essere pagati ...
Allora si pensò che entrare nell'euro ma per sanare i debiti si organizzarono "manovrine" da circa 60 mila miliardi di lire ....
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Re: Che schifo
Più di sette persone su dieci leggeranno questo articolo senza intenderlo.
Distingueranno le lettere e le parole, certo, approssimativamente coglieranno la sintassi e fors’anche l’analisi logica, ma senza intenderne il senso portante, senza saperne memorizzare il succo e senza essere in grado di riportare i passaggi fondamentali.
Se a questo aggiungiamo la patologia per antonomasia dei «nativi digitali», ossia l’incapacità a mantenere desta l’attenzione (e quindi accesi i filtri cognitivi) su testi che superino le dieci righe, quantomeno senza l’interruzione di un video, una foto, o magari una notifica da qualche chat o social network, direi che abbiamo chiara davanti agli occhi la patologia che affligge l’uomo della nostra epoca.
Senza contare il numero elevatissimo di coloro che neppure si sognano di voler leggere un libro o un articolo.
Mutazione antropologica
E’ l’Istat, per quanto concerne l’Italia, a fornirci il dato secondo cui il 70% degli italiani soffre di «analfabetismo funzionale», ma sarebbe fallace pensare che per gli altri paesi industrializzati le cose stiano tanto diversamente.
Rimuovere questa vera e propria «mutazione antropologica», per prendere a presto la nota espressione di Pasolini, ignorando quello che di fatto si presenta come passaggio dall’«homo sapiens» all’«homo videns» (dall’uomo che intende la realtà a uno che si limita a guardarla attraverso il filtro di uno schermo piatto), significa precludersi la possibilità di comprendere appieno la dinamica del tempo presente.
A tutto questo aggiungiamo pure che da una cittadinanza esposta all’analfabetismo funzionale, nonché alla mutazione cognitiva, comportamentale ed emotiva prodotta dalle nuove tecnologie digitali, nessuno di noi è in grado di chiamarsi fuori del tutto. Neanche quei tre che non rientrano fra gli analfabeti funzionali.
Nessuno o quasi di noi, soprattutto, alle condizioni suddette è in grado di attingere a strumenti (leggi: informazioni, vere e proprie armi di distrazione della massa) utili alla formazione di una vera conoscenza, con cui difendersi dalle due grandi mistificazioni della nostra epoca: da una parte il capitalismo finanziario, che si serve perlopiù delle notizie pilotate dal mainstream mediatico per far digerire i propri dogmi a un pubblico indifferente e passivo; dall’altra parte il cosiddetto populismo, che utilizza la Rete per diffondere quelle che spesso si rivelano pseudo-notizie, iperboliche ed emotivamente orientate, presso un pubblico mediamente afflitto da un attivismo direttamente proporzionale alla sua ignoranza.
Lo specchio fedele del nostro tempo
Del resto, nell’epoca dell’informazione proprio quest’ultima si rivela lo specchio più fedele per comprendere il tempo presente.
Tempo (e informazione) che oscilla fra due macrodimensioni: la prima è quella delle «bufale» e della nevrosi emotiva della Rete, terreno su cui ogni politico improvvisato e dai toni violenti, e in genere ogni intellettuale e opinionista (o pseudo-tale) in cerca di una visibilità tanto «popolare» quanto sterile, è in grado di ottenere consensi facili a fronte del nulla ideale e programmatico.
La seconda è quella delle notizie pilotate e patinate proprie delle grandi televisioni e giornali, all’interno della quale tutto rientra e deve tenersi per un pubblico mediamente lobotomizzato e inerte, passivamente appiattito su un ordine esistente (quello del capitalismo finanziario) ritenuto insostituibile, immodificabile e perfino intoccabile.
Tale situazione, insieme all’analfabetismo funzionale nonché al tracollo programmato delle istituzioni deputate all’educazione e alla conoscenza (Scuola e Università in primis), ci fornisce la misura del quadro lugubre da cui difficilmente potremo uscire.
L’attacco sferrato dal sistema tecno-finanziario all’ultimo e più radicale bastione in difesa dell’umano (il pensiero e la conoscenza), attacco peraltro riuscito visti i dati summenzionati, rende impossibile qualunque visione e progetto alternativi fin dall’origine.
L’ultimo bastione dell’umano
Anche in presenza di grandi idee, grandi visioni e progetti rivoluzionari concreti (che peraltro non si scorgono all’orizzonte), infatti, finalizzati a modificare un mondo il cui la tecno-finanza sfrutta l’essere umano a suon di disuguaglianza e tutela dei pochi poteri forti e privilegiati, la stragrande maggioranza delle persone non avrebbe la capacità, la voglia e gli strumenti per intenderli ed eventualmente farli propri.
Qualunque azione rivoluzionaria, insegnava il buon Marx, passa per il momento fondamentale della «consapevolizzazione» (della propria condizione, delle contraddizioni oggettive e degli strumenti organizzativi volti a costruire un superamento): ma nessuna consapevolizzazione da parte delle grandi masse è mai neppure pensabile se queste sono afflitte da analfabetismo cognitivo, funzionale e comportamentale, se sette persone su dieci (quindi anche molti politici, giornalisti, anche molti intellettuali e docenti, vista la scarsa selezione fondata su tutto tranne che sul merito e sulle capacità) vedono ma non intendono.
Nessuna consapevolizzazione è pensabile per una grande massa che oscilla fra una cultura politica genuflessa al capitalismo finanziario dominante (malgrado tutti i disastri che essa sta producendo da almeno un trentennio), e un comprensibile «populismo» legittimato dai disastri della casta, che per di più contempla dentro alle sue fila razzisti, xenofobi, demagoghi, dilettanti e incompetenti dell’ultima ora, tutti accomunati dalla rabbia popolare da cavalcare e da una Rete che ormai ha legittimato qualunque «sfogatoio», possibilmente sguaiato e violento.
Circondati
Da questo punto di vista, solo da questo (ma è essenziale) non c’è alcuna differenza tra Obama e Trump (malgrado la retorica del politicamente corretto), così come rischia di non esserci fra Grillo, Salvini e colui che spunterà dalle beghe del centrosinistra come del centrodestra per provare a contenere la marea «populista».
A quei relativamente pochi, ancora in possesso di occhi per vedere e cervello per intendere, insomma, non rimane che la sgradevole e sconsolante sensazione di essere circondati.
Da una casta ripiegata su se stessa e sui suoi privilegi da una parte, e da incompetenti iracondi e privi di progetti seri dall’altra.
Così circondati, anche quei pochi resistenti sono destinati a una repentina e inesorabile estinzione.
I risultati rischiano di essere sconvolgenti e imprevedibili.
Fin dal 20 gennaio prossimo, quando un signore inquietante siederà su quella che ancora è la poltrona più influente del governo mondiale.
Paolo Ercolani
Link: http://ilmanifesto.info/storia/lepoca-d ... nalfabete/
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altre info più cruda sulla ignoranza della popolazione
http://www.lastampa.it/Page/Id/6.1.3041042016
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Senza contare il numero elevatissimo di coloro che neppure si sognano di voler leggere un libro o un articolo.
Mutazione antropologica
E’ l’Istat, per quanto concerne l’Italia, a fornirci il dato secondo cui il 70% degli italiani soffre di «analfabetismo funzionale», ma sarebbe fallace pensare che per gli altri paesi industrializzati le cose stiano tanto diversamente.
Rimuovere questa vera e propria «mutazione antropologica», per prendere a presto la nota espressione di Pasolini, ignorando quello che di fatto si presenta come passaggio dall’«homo sapiens» all’«homo videns» (dall’uomo che intende la realtà a uno che si limita a guardarla attraverso il filtro di uno schermo piatto), significa precludersi la possibilità di comprendere appieno la dinamica del tempo presente.
A tutto questo aggiungiamo pure che da una cittadinanza esposta all’analfabetismo funzionale, nonché alla mutazione cognitiva, comportamentale ed emotiva prodotta dalle nuove tecnologie digitali, nessuno di noi è in grado di chiamarsi fuori del tutto. Neanche quei tre che non rientrano fra gli analfabeti funzionali.
Nessuno o quasi di noi, soprattutto, alle condizioni suddette è in grado di attingere a strumenti (leggi: informazioni, vere e proprie armi di distrazione della massa) utili alla formazione di una vera conoscenza, con cui difendersi dalle due grandi mistificazioni della nostra epoca: da una parte il capitalismo finanziario, che si serve perlopiù delle notizie pilotate dal mainstream mediatico per far digerire i propri dogmi a un pubblico indifferente e passivo; dall’altra parte il cosiddetto populismo, che utilizza la Rete per diffondere quelle che spesso si rivelano pseudo-notizie, iperboliche ed emotivamente orientate, presso un pubblico mediamente afflitto da un attivismo direttamente proporzionale alla sua ignoranza.
Lo specchio fedele del nostro tempo
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Tale situazione, insieme all’analfabetismo funzionale nonché al tracollo programmato delle istituzioni deputate all’educazione e alla conoscenza (Scuola e Università in primis), ci fornisce la misura del quadro lugubre da cui difficilmente potremo uscire.
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Nessuna consapevolizzazione è pensabile per una grande massa che oscilla fra una cultura politica genuflessa al capitalismo finanziario dominante (malgrado tutti i disastri che essa sta producendo da almeno un trentennio), e un comprensibile «populismo» legittimato dai disastri della casta, che per di più contempla dentro alle sue fila razzisti, xenofobi, demagoghi, dilettanti e incompetenti dell’ultima ora, tutti accomunati dalla rabbia popolare da cavalcare e da una Rete che ormai ha legittimato qualunque «sfogatoio», possibilmente sguaiato e violento.
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A quei relativamente pochi, ancora in possesso di occhi per vedere e cervello per intendere, insomma, non rimane che la sgradevole e sconsolante sensazione di essere circondati.
Da una casta ripiegata su se stessa e sui suoi privilegi da una parte, e da incompetenti iracondi e privi di progetti seri dall’altra.
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Re: Che schifo
Spero che la società colta (non analfabeta strutturale) abbia la capacità di ribaltare questa tragica visione del futuro.
Siamo estremamente lontani dall'età di Pericle : una società che vive della superficialità delle apparenze, che chiude la mente a discorsi e logiche appena intravede una qualsivoglia necessità di impegno mentale, di fatica costante nell'acquisire dati solo apparentemente diversi e relazionarli, analisi fredde e spietate quelle poste in evidenza da Mimmo ma che "spero" siano presto accantonate e sconfitte, che la società "colta" trovi presto nel suo DNA gli anticorpi intellettuali per farvi fronte.
Questa "fretta di vivere" secondo uno schema prefabbricato da una società che ha il denaro e le apparenze come obiettivo, ha in realtà, "in nuce", la perdita della "vita" e dei suoi frutti fatti di sensibilità, di "amore", di comprensione delle sfumature che sovente costituiscono la realtà stessa dell'esistere.
Vivere invano è la più stupida delle opzioni possibili.
Siamo estremamente lontani dall'età di Pericle : una società che vive della superficialità delle apparenze, che chiude la mente a discorsi e logiche appena intravede una qualsivoglia necessità di impegno mentale, di fatica costante nell'acquisire dati solo apparentemente diversi e relazionarli, analisi fredde e spietate quelle poste in evidenza da Mimmo ma che "spero" siano presto accantonate e sconfitte, che la società "colta" trovi presto nel suo DNA gli anticorpi intellettuali per farvi fronte.
Questa "fretta di vivere" secondo uno schema prefabbricato da una società che ha il denaro e le apparenze come obiettivo, ha in realtà, "in nuce", la perdita della "vita" e dei suoi frutti fatti di sensibilità, di "amore", di comprensione delle sfumature che sovente costituiscono la realtà stessa dell'esistere.
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Re: Che schifo
vediamola in forma "filosofica"ordotempli ha scritto:cut...cut....
Vivere invano è la più stupida delle opzioni possibili.
secondo alcune teorie l'essere umano e un volgare animale terrestre ,
dove per le sue caratteristiche fisiche una entità spirituale vi si incarna.
lo scopo personale della entità spirituale e:
sfruttando l'essere umano come un contenitore "usa-e-getta" lo utilizza per la sua "evoluzione"
quando l'organismo terrestre chiamato "umano" si deteriore (e muore) la entità spirituale passa in altro e continua il suo percorso .
potremmo definire i passaggi da corpo usurato a corpo nuovo come un ordinario corso scolastico
tre anni di asilo + 5 anni di elementare + 3 anni di medie + 5 anni di superiori + 5+....... corso universitario,
dopo tutte questi passaggi che non sono anni ma secoli , la entità spirituale e talmente elevata che "potrebbe insegnare agli altri" (il dottore laureato = il profeta o simile)
e dopo tutto questo sproloquio che in pochi o nessuno seguiranno....la domanda fondamentale:
e se con tutto questo quanto scritto in questo 3D
il vero scopo fosse fermare la EVOLUZIONE SPIRITUALE ???
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Re: Che schifo
La "visione filosofica" non è, essa stessa, una vile fuga ?
Ipotesi, per nulla suffragate da dati.
La "visione" resta tale e, persino, sconosciuta alla mente di chi l'ha formulata ....
O, forse, non vile fuga ma illusorio rifugio ?
Resta pur sempre il buio.
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Una spada per difendere i deboli
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Re: Che schifo
Siamo salvi e possiamo star sereni (renzi dixit)
A Sanremo il governo ha fatto sfilare la protezione civile , siamo protetti da un manipolo di eroi.
Si perchè l'italia ha realmente bisogno di eroi per poter uscire dai casini che combinano i rimbambiti che ci governano
A Sanremo il governo ha fatto sfilare la protezione civile , siamo protetti da un manipolo di eroi.
Si perchè l'italia ha realmente bisogno di eroi per poter uscire dai casini che combinano i rimbambiti che ci governano
Chi ha un perché per vivere, può sopportare tutti i come.
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Re: Che schifo
Mi hanno riportato l'opinione degli amatriciani riguardo la protezione civile...lasciamo perdere che è meglio!
L'ignorante parla a vanvera.L'intelligente parla al momento opportuno.Il saggio parla solo se interrogato.'O fess parla sempre -Principe Antonio De'Curtis-detto Totò.
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Re: Che schifo
Im qualche occasione, nella mia vita lavorativa, ho avuto modo di operare con i volontari della Protezione Civile ... tranne qualche raro caso di efficienza non ho notato un particolare efficace contributo.
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Re: Che schifo
"Beata la patria che non ha bisogno di eroi"...
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Re: Che schifo
Appunto.......NdK ha scritto:"Beata la patria che non ha bisogno di eroi"...
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