Incredibile che lo Stato finanzi certe produzioni a discapito del prodotto interamente italiano.
Di Paolo Ribichini
Si fa presto a dire Made in Italy. “Difendiamo i nostri prodotti nazionali”, tuonava mesi fa l’ex ministro dell’Agricoltura Luca Zaia. Ma quando si scopre che un’azienda controllata dallo Stato fa concorrenza ai nostri allevatori producendo all’estero formaggi tipici italiani, qualcuno potrebbe sentirsi preso in giro.
La Lactitalia, “società di diritto romeno costituita al 100% da investitori italiani” (come si definisce sul proprio sito web)produce in Romania formaggi tipici italiani per l’esportazione con latte romeno e ungherese. Ricotta dolce e salata, caciotta, mascarpone, ricotta toscanella, mozzarella e pecorino rigorosamente prodotti nel caseificio di Izvin, nei pressi di Timisoara con tanto di bandierine italiane.
“Nulla di nuovo sotto il sole”, penseranno in molti. “Il solito caso di finto Made in Italy”. Nient’affatto. La Lactitalia risulta essere una Srl composta da due soci, una srl romenaRoinvest di cui sarebbero soci cittadini apparentemente di nazionalità romena, e Simest Spa, società italiana controllata dallo Stato (76% del capitale). In pratica, il governo che dichiara guerra ai falsari e ai prodotti contraffatti, è contemporaneamente imprenditore di falso Made in Italy.
Ma a questo aspetto, confermato nel pomeriggio di oggi dal capo Gabinetto del Ministero delle Politiche agricole Giuseppe Ambrosio, si aggiunge un’ulteriore beffa. “La società è stata costituita nel 1990 (Legge n.100/1990) con lo scopo di promuovere e sostenere gli investimenti diretti delle imprese italiane all’estero. A partire dal 1/1/’99 le sue competenze sono state estese anche alla gestione, quale Gestore per conto dello Stato, delle leggi agevolative nazionali in materia di export e di internazionalizzazione (Fondo 295/’73 e Fondo 394/’81)”, si legge nel codice comportamentale della Simest. In poche parole: una società che dovrebbe promuovere il Made in Italy, fa concorrenza sleale ai produttori italiani, spacciando sul mercato prodotti che potrebbero essere confusi con i prodotti italiani, impiegando colori come il verde, bianco e rosso e nomi di prodotti tipicamente italiani sotto il marchio rievocativo “Dolce Vita”.
Intanto, la Coldiretti, che ha sollevato oggi il problema, fa sapere che “la presenza di prodotti di imitazione sui mercati internazionali è la principale ragione del calo del 10% delle esportazioni dei formaggi di pecora Made in Italy con la quale viene motivata una insostenibile riduzione dei prezzi riconosciuti agli allevatori italiani”, mentre il Ministero, al di là di silenziose ammissioni, tace.
Fonte:Diritto di Critica
In particolare " sostenere le industrie all'estero"
(Legge n.100/1990) con lo scopo di promuovere e sostenere gli investimenti diretti delle imprese italiane all’estero.
Ed a quelle italiane in Italia, con lavoratori italiani, chi ci pensa ?
Cioè, non solo esporto capitale per produrre a basso costo, ma mi faccio pure finanziare con apposita Legge ....
Credo sia giunto il momento di dichiarare bancarotta ---
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Re: MADE IN ITALY
Più che dichiararla, è già bancarotta!
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Re: MADE IN ITALY
L'avevo già sentita questa su un servizio delle Iene... ogni ulteriore commento è inutile... mah.
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(Giovanni Falcone)
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