Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Mr45 »

ordotempli ha scritto:Purtroppo, caro Tonino, i casi sono molto più frequenti di quanto si pensi. Personalmente posso solo dirti che soltanto l'esperienza e la capacità di evitare insidie sono determinanti. Quello degli appalti pubblici è una materia estremamente delicata ... spesso non sai memmeno quali giochi e quali consorterie si muovono alle tue spalle. Molti colleghi hanno rischiato e ... o hanno fatto una rapida carriera favorendo i giochi o sono sopravvissuti ma niente carriera.

Quoto ordo... io sono uno di quelli che "niente carriera" :???:
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Mr45 »

tonino ha scritto:Per Ordo e Mr45,non esagerate!Convengo perche me lo dite voi che ci lavorate che possono esserci sanzioni e punizioni ma non ditemi che vivete con quella spada di Damocle sulla testa!Non credo che esistano molti dipendenti pubblici sospesi o peggio licenziati,probabilmente e qui ne convengo con voi esiste una malsopportazione da parte dei funzionari onesti di quei dirigenti che non capiscono nulla e son lassu per lecchinaggio politico e calci nel sedere. WOLF purtroppo non ci siamo visti a Perugia ma ti assicuro che al pranzo del sabato ho detto pubblicamente che odio qualunque partito Italiano,l unico motivo per cui prendo le parti della destra e il mio voler fomentare la rissa,ti assicuro che sono esattamente come voi una persona di buon senso che vede le cose positive[poche pochissime purtroppo]sia di una parte politica che della altra,probabilmente anchio faccio parte della maggioranza Vera degli Italiani che in questo momento non si sentono rappresentati da nessuno,perche nessuno ha fondato il partito del buonsenso!!!!
Caro tonino, quello che credi tu purtroppo non ha nulla a che fare con la realtà dei fatti... forse se ti riferisci a 30 anni fa va bene, ma le cose sono molto cambiate da tempo, ben prima che quel buono a nulla, fannullone, bugiardo ed assenteista ci mettesse le mani sopra tanto per fare audience... si, perchè non sai quanti milioni di italiani hanno creduto alla bufala dell'ammazza-fannulloni senza sapere che tra pubblico e privato non c'è nessuna differenza, anzi, parlando di retribuzioni, ho fatto tante volte il confronto con tecnici di aziende private e c'è una differenza di quasi uno stipendio pieno a loro favore, con in più maggiori responsabilità :???:
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da WolfNet »

tonino ha scritto:Per Ordo e Mr45,non esagerate!
Non mi sembra abbiano esagerato.
Forse dobbiamo puntualizzare su cosa intendiamo per Pubblica Amministrazione.
La definizione è ampia, va dall'impiegato comunale, passando per il medico, l'insegnante d'asilo e quella delle superiori, il ministeriale, il soldato, il poliziotto, il bidello, l'assistente agli anziani, e (forse) finisce con il postino e il controllore dell'autobus.

Dal 1994 il rapporto di lavoro pubblico è stato privatizzato. I sindacati dicevano che in questo modo si avrebbero avuti i vantaggi del privato: meritocrazia, stipendi più alti, 14cesima, etc.
Questo avrebbe combattuto l'inefficienza, i dirigenti si sarebbero finalmente sudati i loro stipendi, etc. :ok:
Purtroppo non era vero. :sad:
Poco si è concretizzato... e anche la, dove qualcosa si è realizzato, cambia da amministrazione ad amministrazione.
L'efficienza in linea generale è aumentata, il Sole24Ore lo conferma. :D :D
Il poter avere soldi in più, grazie agli incentivi “privatizzati”, ha comportato un aumento della produttività. In alcuni enti, come l'INPS o l'ACI, per alcune pratiche si è passati da 4-6 mesi di attesa alla liquidazione in diretta allo sportello utente!
Questo grazie agli investimenti tecnologici che alcune amministrazioni hanno potuto fare. Tipicamente enti locali (comuni), o para-statali (INPS) che hanno più autonomia di spesa.

Il ministeriale (tribunali, scuola, sanità, etc) invece è un grosso pachiderma e non è facile fare investimenti al suo interno. Fino a pochissimi anni fa nei tribunali gli unici computer che si vedevano erano quelli personali dei magistrati. :shock:
Poi sono spuntati i PC con cui si poteva gestire una parte dell'archivio (dal 2005 in avanti). Ma per il precedente vai ancora a schede cartacee!!!
Un comune come quello di Firenze ha adottato la filosofia del software Open Source nel 1998 e tutto è stato automatizzato sotto Linux, hanno assunto programmatori che gli hanno permesso di ottimizzare programmi e sistemi... poi è arrivato il pachiderma ministeriale che ha creato un “collo di bottiglia”: i documenti da mandare a molti ministeri devono essere in formato Microsoft Word, il software dell'INPS, dell'INPDAP e dell'INAIL non possono coesistere sulla stessa macchina, che oltretutto deve girare per forza su Windows 2000 Server, etc.
Per cui se devi fare una cosa archiviata solo dentro i server fiorentini, l'hai in giornata (sempre che non servano autorizzazioni o pareri tecnici), se per sbaglio debbono accedere a enti esterni, apriti o cielo.
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da WolfNet »

tonino ha scritto:Convengo perche me lo dite voi che ci lavorate che possono esserci sanzioni e punizioni ma non ditemi che vivete con quella spada di Damocle sulla testa!

Una cosa simile al discorso precedente si applica alle sanzioni e i licenziamenti.
In base alle amministrazioni e sopratutto ai dirigenti: o fioccano a pioggia (il più delle volte finiscono nel nulla, con risarcimenti al dipendente... come è capitato a me... ma il dirigente preferisce essere troppo zelante, piuttosto che rischiare lui di stare a casa accusato di omissione di atti d'ufficio che qualche sindacato -o utente- può muovergli contro), oppure non vengono fatti nemmeno se ti metti a fare un bunga-bunga con delle ballerine brasiliane allo sportello del pubblico! :D :P
Ovviamente la maggior parte dei casi sono riscontrabili nei casi intermedi ai due estremi. :wink:

Ma la gente percepisce poco di questo, è insofferente e quando legge sul giornale che una lettera ha impiegato 10 mesi a fare Milano-Torino, pensa che tutta la corrispondenza viaggi con quei ritardi (oltretutto considerando che le Poste sono SpA private da MOLTI anni).
Oppure se va ad uno sportello e solo dopo 2 ore è il suo turno di parlare con l'impiegato, si imbufalisce con lui e gli da del fannullone scansafatiche.
Il problema è che se hai più di 100 persone per ogni singolo sportello... mi spieghi come fai a fare solo 10 minuti di fila? Anche in banca hanno lo stesso problema, ma la gente non la sento lamentarsi della fila. Come mai? Anche quando chiami un idraulico, questo o viene subito (facendosi pagare cifre astronomiche), oppure, se non lo avvisi che è urgente, si fa vivo dopo 3 mesi e 10 solleciti telefonici. Eppure anche qua nessuno dice che gli idraulici sono fannulloni.


L'unica cosa su cui posso essere d'accordo è che nel pubblico il “fiato sul collo” del padrone si sente meno (attenzione, non ho detto che non c'è... ma che l'impiegato ne è meno soggetto), per cui se ti fai 10 ore di lavoro al giorno, prima o poi ti vengono pagate o scambiate con riposi (perchè non ci sono fondi per pagarle), mentre nel privato, spesso si da per scontato che le 1-2-3 ore in più al giorno siano “dovute” al padrone, che non caccia una lira. :shock:

Ma questo comportamento non è che sia il pubblico a sbagliare, ma è una degenerazione del privato.

Su queste incomprensioni Brunetta e Soci hanno fatto leva. Dicendo che il lavoro pubblico è privilegiato: hanno orari fissi e non fanno straordinari, hanno basse produttività, tempi di attesa lunghi, troppe assenze, etc.
Ma se entri nel merito scopri che non è il pubblico privilegiato... applicano semplicemente lo statuto dei lavoratori, che oramai è disapplicato “de facto” nel privato :arrab: :
- I licenziamenti vengono portati avanti solo per gravissimi motivi (nel privato uno lo si lascia a casa solo perchè non ti sta simpatico). A volte c'è la degenerazione di un dipendente che non viene neppure sospeso nonostante abbia adescato delle minorenni (ma qua c'è il problema che finchè una sentenza non è definitiva NON puoi applicare sanzioni disciplinari... per cui il giornalista ci va a nozze, ma spesso è la legge che lega le mani all'amministrazione).
- Lo straordinario non viene pagato e quindi non viene concesso, altro che richiesto! (nel privato devi farti 1-2-3 ore in più al giorno, magari anche il sabato e te le liquidano forfettariamente con 100 euro in più al mese, invece che 600! :twisted: )
- La produttività è più bassa... in alcuni casi è verissimo, ma c'è da considerare che non c'è la possibilità di adottare gli ultimi ritrovati tecnologici per migliorarla (se nel privato serve un nuovo computer o un archiviatore elettro-meccanico, il giorno dopo c'è l'installatore in sede e viene pagato TOT... nel pubblico, tra bandi, appalti & C. può passare anche più di 1 anno... se ci sono i fondi per pagarlo TOTx5 :azzolina: ).
- Le file allo sportello, dipendono dagli utenti. A Milano ci sono solo 8 sedi INPS contro 1.167 sedi bancarie. Che file ci sarebbero agli sportelli, se le banche fossero solo 8? :paura:
- Le assenze dei dipendenti pubblici poi fu la ciliegina sulla torta. Brunetta diceva nel 2008 che il pubblico aveva il 30% di assenteismo in più rispetto al privato e che grazie al suo decreto anti-fannulloni, c'era stata una drastica riduzione delle assenze.
Ma come ha fatto questi calcoli? Ha considerato che nel privato la maternità è “caldamente sconsigliata”?
Nel suo documento esplicativo della vittoria contro la mala-amministrazione (pagina 17, disponibile nel sito del suo ministero) svelava il sistema di calcolo per il pubblico impiego: nelle assenze dell'anno prima aveva conteggiato malattia, maternità, permessi sindacali, permessi personali, corsi di formazione, etc, etc. Mente nella statistica delle assenza dopo l'applicazione del suo decreto aveva escluso dal calcolo alcune cosete come le assenze per maternità e i permessi sindacali. :shock:
Ora dato che una maternità dura svariati mesi (e nel pubblico i figli si fanno, non sono “scoraggiati” con lettere di licenziamento in bianco) e un distacco sindacale può durare anche l'intero anno... capisci anche tu che sbandierare una riduzione del 50% delle assenze, senza considerare questi due fattori, sia un po' un presa per i fondelli del cittadino... cittadino che però veniva comunque istigato contro il pubblico. Per quale motivo?
Domandiamoci perchè per combattere l'assenteismo nel pubblico, Brunetta toglie al dipendente la paga dei giorni che sta a casa in malattia, il che vuol dire che chi ha patologie croniche, o debba fare terapie salvavita, etc, si ritrova con lo stipendio ridotto anche del 30% o più :shock: :arrab: :sad: :evil: .
Ricordo che il decreto anti-fannulloni è stato accolto con un plauso da tutti (cittadini, sindacati, etc)... tutti al bar a dire: “finalmente, anche loro lavoreranno”. Nessuno a difendere un ammalato vero che si ritrova segregato in casa e senza stipendio. Alla faccia dell'eguaglianza costituzionale e della tutela dei diritti dei lavoratori.
Scopriamo dove volevano andare a parare con queste assurdità grazie al caso di Pomigliano, dove gettano la maschera. Pensa bene a che cosa è successo?
Sdoganata la malattia senza indennità nel pubblico impieggo, ecco che Marchionne subito la estende nel privato.
Era incostituzionale che le due categorie di cittadini fossero così discriminate... ma invece di reintegrare la malattia nella busta paga pubblica, l'ha fatta togliere a quella dei privati. E una volta che lo fa la FIAT, per il resto delle aziende private si apre un pista da seguire a spron battuto. Nei prossimi rinnovi di categoria... che sorpresina rischiano di trovarsi i vari addetti del tessile, del chimico, del metalmeccanico, del commercio, etc? :paura:
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da tonino »

Concludendo ...va bene cosi e cerchiamo di far lavorare un po meno questi statali sfruttati e bistrattati!!!!!!
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da WolfNet »

tonino ha scritto:Non credo che esistano molti dipendenti pubblici sospesi o peggio licenziati,
Per motivi disciplinari?
Perché quanti ce ne sono per (veri) motivi disciplinari nel privato?

Le cifre non sono molto dissimili.
Il problema è che nel privato ti minacciano più facilmente di licenziarti, grazie al fatto che i nuovi contratti precari, lo Statuto dei Lavoratori non l'hanno neppure visto in fotografia. :arrab:
E dalla minaccia alla messa in pratica, con le nuove leggi, il passo è breve.
Per cui sei antipatico? Ti licenzio.
Sei Interista invece che Milanista? Ti licenzio.
Non me la dai? Ti licenzio.
etc etc

Il vero vantaggio del pubblico è che erogando servizi ai cittadini e non dovendo vendere beni, il lavoro è quasi garantito al 100% e quindi sono molto più rari i licenziamenti di massa e le "crisi". Le aziende, se non vendono, chiudono i battenti. Ma la cittadinanza avrà sempre bisogno di sanità, scuole e polizia. Al massimo vengono fatti dei tagli, ma non viene chiuso il ministero della sanità!
tonino ha scritto: probabilmente e qui ne convengo con voi esiste una malsopportazione da parte dei funzionari onesti di quei dirigenti che non capiscono nulla e son lassu per lecchinaggio politico e calci nel sedere.
Anche nel privato è così... tutto dipende dalle dimensioni dell'azienda. Se sono in 5-10, hai solo il figlio del titolare a “battere la fiacca”. Se sono in 200, allora avrai il tuo bel 3% di fannulloni come nel pubblico (dati forniti dallo stesso Brunetta!).
Nel pubblico, inoltre, non puoi neppure fare carriera perchè ti porti a letto la figlia del titolare :D

tonino ha scritto:
anchio faccio parte della maggioranza Vera degli Italiani che in questo momento non si sentono rappresentati da nessuno,perche nessuno ha fondato il partito del buonsenso!!!!
Parole sante... spesso mi viene voglia di emigrare... poi mi arrabbio... non sono io che devo andare via da casa... sono loro che debbono tornare a casa propria e rimanerci! :sticazzi:
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da WolfNet »

tonino ha scritto:Concludendo ...va bene cosi e cerchiamo di far lavorare un po meno questi statali sfruttati e bistrattati!!!!!!
Nella mia sede ho avuto 2 colleghe in esaurimento nervoso per stress da super-lavoro e uno si è suicidato (non sto scherzando) per le troppe mansioni e responsabilità. :shock:
Siamo in 70 persone in meno di quanti dovremmo essere in pianta organica.
Stiamo facendo i salti mortali per riuscire a dare le prestazioni all'utenza, a volte portando da casa il materiale da lavoro (come biro o carta per la stampante) perchè non ci sono fondi e non si può fare manutenzione ad apparecchiature.
Che poi in Italia, da qualche parte, ci sia l'isola felice e beata, dove sono il doppio di quanti dovrebbero essere, che si possono permettere di leggere il giornale e di fare 10 pause sigaretta... direi che è un caso più unico che raro. Dimmi dove sono che faccio domanda di trasferimento :D :D :D
Più facile che capiti un giorno alla settimana dove si faccia poco e un altro dove si lavori come dei matti (perchè magari c'è il mercato e la gente, già che c'è viene a fare un giro agli sportelli).

Se puoi mi vuoi dire che una cosa che per te è urgentissima, non lo sia per il dipendete pubblico (il quale riceve 100 pratiche al giorno, tutte urgentissime secondo l'utenza) e te la fa dopo un mese (perchè la legge obbliga ad un giro burocratico bizzantino), siamo d'accordo e ne possiamo discutere.
Ma qua, spesso, non è colpa del dipendente, ma della normativa che parla di liquidazione delle pratiche in ordine di arrivo, non nell'ordine di simpatia o all'urgenza percepita.
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Mr45 »

tonino ha scritto:Concludendo ...va bene cosi e cerchiamo di far lavorare un po meno questi statali sfruttati e bistrattati!!!!!!
No tonino, cerchiamo di farli lavorare meglio, alleggerendo l'iter delle pratiche, contrastando ingerenze da parte dei politici, che ci sono, e pesanti, e lasciando un pò di autonomia decisionale, che non c'è... ma questo i cittadini che ci considerano dei fannulloni e perditempo non lo sanno, se glielo racconti non ci credono. In tutta franchezza mi sono rotto le :dupalle: di cercare di spiegare come funzionano le cose nella PA, non c'è più sordo di chi non vuol sentire, vorrei che tutti i soloni che criticano e basta ci passassero sei mesi dentro una PA per toccare con mano... non ci si deve fermare ai luoghi comuni, per carità, se si vuol fare una critica va benissimo ed è giusta e sacrosanta, ma con argomenti validi per piacere, non sul sentito dire o su quello che racconta il piccolo uomo dalle grandi tasche :cool:
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da paricutin »

Ma, alla fine della fiera... sto benedetto Internet... in Italia è una speranza o un miraggio?
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Calico »

paricutin ha scritto:Ma, alla fine della fiera... sto benedetto Internet... in Italia è una speranza o un miraggio?
L'altra sera al tg di rtv38 c'era Renzi che, come ultimo punto del suo interessante programma, metteva il wireless, mentre la Concita De GRegorio lo snobbava con sufficienza ripartendo con 2 :dupalle: cosi sul conflitto d'interessi. Proprio quello che interessa ai giovani :ok: Avanti così che la vittoria é assicurata
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da NdK »

Dove sono io si può assimilare al pubblico anche se siamo parastatali.
Molto, spesso, dipende dal dirigente. Posso solo portare il mio caso personale.
Quando sono entrato al Centro di calcolo, avevamo principalmente da fare dei backup ogni giorno, su nastro, digitando linee di comando lunghissime (e quindi molto soggette ad errori) sui terminali di un vecchio mainframe IBM. Passato il primo periodo a capire come funzionava la cosa, in breve mi sono fatto creare delle macro dalla sistemista (una bestia rara, effettivamente) che ci hanno permesso di ridurre a zero gli errori di digitazione dei comandi. Riorganizzando l'ordine dei backup, ho ottenuto che potessero essere lanciati "in catena" alla sera, riempiendo bene il caricatore dei nastri.
Il risultato è stato che, invece di avere una persona "bloccata" solo per seguire i backup, lo stesso lavoro lo avrebbe potuto quasi svolgere la donna delle pulizie... Ovviamente, liberando un tecnico dalla gestione dei backup, abbiamo potuto seguire molto meglio altri lavori (per esempio la gestione delle stampe, da fare in manuale), con un bell'impatto sulla nostra utenza e, di conseguenza, sui servizi agli studenti ed al resto dell'amministrazione.
Altro problema affrontato: la stampa dei cedolini degli stipendi: in 2 giorni facevamo fare alla stampante le copie che avrebbe dovuto fare in un mese, con frequenti inceppamenti e scarsa qualità di stampa. E lì vicino c'erano altre due stampanti ferme da 3 anni che avrebbero fatto lo stesso lavoro in mezza giornata. Rompendo abbastanza le pelotas ad un altro sistemista ed aiutandolo, siamo riusciti a fare entrare in funzione le altre due (per 3 anni non c'era stato il tempo di farlo, tanto funzionava l'altra...).
E questi sono solo alcuni degli esempi. I lavori venivano comunque fatti, ma invece di dover correre per tutto il giorno potevo svolgerli in pochi minuti.
Questa abitudine l'ho mantenuta anche in seguito, e mi ha fruttato anche qualche elogio dai nostri utenti. Per esempio viene ancora usata una mia procedura per inviare in banca il file degli stipendi senza interventi manuali dal di fuori degli incaricati nell'apposito ufficio (prima dovevano sospendere il lavoro al Cineca, telefonarci, darci la password per accedere alla loro VM, noi scaricavamo un file, gli telefonavamo e davamo un totale per verificare che fosse il file giusto e, se lo era, procedevamo con la spedizione in banca; ora si scaricano loro il file, lo inviano su una pagina web opportuna, la procedura effettua più controlli incrociati e, se è tutto OK, possono confermare la spedizione in banca -- circa 1 minuto invece di mezz'ora).
Malgrado (o forse "a causa di"), circa due anni fa la direttrice mi chiama e senza tanti giri di parole mi dice che secondo lei faccio troppo poco (!), non mi integro con gli altri gruppi di lavoro (non ero riuscito, in meno di 2 mesi, a padroneggiare una piattaforma di sviluppo web come quelli che la usavano da anni) ed uso strumenti "fuori standard" (Linux invece di Windows -- tra l'altro facendo così risparmiare l'acquisto di nuovi PC) e che quindi mi trasferisce al Contact Center (praticamente la morte per un tecnico). Così io mi sono trasferito in un'altra struttura (dove sto benissimo), ma (piccola soddisfazione extra) a quella dirigente prima non è stato fornito il personale extra che chiedeva (non sono stato l'unico a venire allontanato), poi non le è stato rinnovato il contratto! Si vede che i lecchini poi non erano così efficienti anche nel fare, oltre che nel dire...
Dove sono ora, sicuramente ci sono giorni che c'è poco da fare, ma ce ne sono altri che non si sa dove sbattere la testa... Esattamente come succedeva quando ero nel privato. Con la differenza che, nel privato, se riuscivo ad ottimizzare un lavoro magari venivo ringraziato, non rimproverato...

Riguardo Internet: praticamente rimane un miraggio, a causa del burosauro e dei suoi costi. Se devi far attraversare la strada ad un cavo dati, devi chiamare Telecom, che poserà un suo cavo e te lo noleggerà come se fosse d'oro dopo che gli hai completamente pagato il lavoro. E non pensare neanche di usare una coppia di access point wifi! Eresia! Proibito per legge!
Meglio essere folle per proprio conto che saggio con le opinioni altrui.

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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Calico »

Vado a leggermi un messaggio del fondatore di wikipedia. Mettiamo che sia in difficoltà per il mantenimento, mettiamo che chiuda.... mi dispiacerebbe troppo essere stato la Cassandra della situazione, ma pensiamo a quanti volontari qualificati hanno speso ore e ore per la redazione delle voci e non solo in Italia. Sono solo pochi spiccioli per la cultura che mancano a causa dei soliti finanzieri maledetti (loro e tutti i loro accoliti) :arrab: :azzolina: :censored:
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Messaggio da WolfNet »

Calico ha scritto:Vado a leggermi un messaggio del fondatore di wikipedia. Mettiamo che sia in difficoltà per il mantenimento, mettiamo che chiuda.... mi dispiacerebbe troppo essere stato la Cassandra della situazione, ma pensiamo a quanti volontari qualificati hanno speso ore e ore per la redazione delle voci e non solo in Italia. Sono solo pochi spiccioli per la cultura che mancano a causa dei soliti finanzieri maledetti (loro e tutti i loro accoliti) :arrab: :azzolina: :censored:
Nella prima puntata di "vieni via con me", Fazio, Saviano e il Maestro Abbado elencano alcune cose interessanti:

Finanziamenti pubblici ad alcuni istituti di cultura europei nel 2010 (legge Fabio Fazio)
- British Council (Gran Bretana): 220 milioni di euro; :primo:
- Goethe Institut (Germania): 218 milioni di euro; :ok: :ok:
- Instituto Cervantes (Spagna): 90 milioni di euro; :ok:
- Instituto Camoes (Portogallo): 13 milioni di euro; :D
- Alliance Française (Francia): 10,6 milioni di euro; :)
- Società Dante Alighieri (Italia): 1,2 milioni euro. :arrab:
... che l'anno prossimo diventeranno probabilmente 600 mila euro. :paura:


Dichiarazioni dei ministri della cultura europei in merito ai tagli alla cultura (legge Roberto Saviano)
- Bernd Neumann, Germania: "è proprio in tempi di crisi che si deve lottare per non fare tagli alla cultura perché è il valore e il fondamento che dobbiamo mantenere" :ok:
- Frédéric Mitterrand, Francia: "... La cultura è una risorsa, un aiuto all'orientamento. E io lavoro perché lo sia sempre di più." :birra:
- Angeles Gonzales-Sinde, Spagna: "Lo stimolo alle industrie culturali è cruciale per l'uscita dalla crisi se si tiene conto che la cultura fornisce il 4 per cento del pil spagnolo e dà lavoro a più di 800 mila persone" :primo:
- Sandro Bondi, ministro italiano della Cultura: "Non vado a chiedere l'elemosina a Tremonti". :arrab:
- Giulio Tremonti, ministro dell'economia: "Fatevi un bel panino con la Divina Commedia". :?:


Motivi per cui è sbagliato fare tagli alla cultura (legge Claudio Abbado)
- La cultura arricchisce sempre
- La cultura permette di superare tutti i limiti
- chi ama la cultura desidera conoscere tutte le culture e quindi è contro il razzismo
- la cultura, quindi anche la musica, è ascolto, che è la base del vivere civile e del pluralismo. Nelle orchestre con cui faccio musica, come ad esempio nell'Orchestra Mozart a Bologna, i musicisti vengono da tutta l'Europa. Alle prove parliamo diverse lingue, ma spesso bastano solo degli sguardi e il sapersi ascoltare l'uno con l'altro
- la cultura rende anche economicamente :ok:
- la cultura è contro la volgarità e permette di distinguere tra bene e male
- la cultura permette di smascherare sempre i bugiardi :ok:
- la cultura è lo strumento per giudicare chi ci governa :ok:
- la cultura è libertà di espressione e di parola
- la cultura salva: sono stati la musica e i miei figli che mi hanno aiutato a guarire dalla malattia
- la cultura porta valori sempre e comunque positivi, soprattutto ai giovani
- con la cultura si sconfigge il disagio sociale delle persone, soprattutto dei giovani, il loro sentirsi persi e disorientati
- la cultura è riscatto dalla povertà: in Venezuela, non certo un paese ricco come l'Italia, José Antonio Abreu ha organizzato un sistema che in trent'anni ha insegnato la musica a 400.000 bambini e ragazzi, spesso salvandoli dalla droga, dalla violenza e dando loro un'opportunità di vita
- cultura è far sì che i nostri figli possano andare un giorno a teatro per poter vivere la magia della musica, come feci quando avevo sette anni e una sera alla Scala decisi di riprodurre un giorno quella magia...
- la cultura è un bene comune e primario, come l'acqua: i teatri, le biblioteche, i musei, i cinema sono come tanti acquedotti. :birra:
- la cultura è come la vita, e la vita è bella!
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da ordotempli »

Sembra che tremonti possa essere il nuovo Premier ... uno che afferma che la cultura " non si mangia " ... già eravamo messi male ...
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Calico »

ordotempli ha scritto:Sembra che tremonti possa essere il nuovo Premier ... uno che afferma che la cultura " non si mangia " ... già eravamo messi male ...
Se fosse così, potremmo organizzare un "tafazzi" di massa: patiremo di meno a frantumarceli da soli.
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da WolfNet »

ordotempli ha scritto:Sembra che tremonti possa essere il nuovo Premier ... uno che afferma che la cultura " non si mangia " ... già eravamo messi male ...
Torna a farsi sentire anche il Ministro Brunetta (rilanciato grazie alle escort e al bunga bunga).
La CISAL ha scritto un comunicato meraviglioso:

BRUNETTA: BASTA CON I PROCLAMI!
Continuano i lanci del Ministro per la Funzione Pubblica Renato Brunetta sulla riduzione
del numero dei dipendenti della Pubblica Amministrazione.
Per qualche altro giorno, sino a quando le cronache dei giornali non saranno colme delle
notizie relative alla crisi politica in atto, si vedranno altri trafiletti del genere.
Allora, meno persone al lavoro nella Pubblica Amministrazione e maggiore produttività,
questa è la tesi esposta. :primo:
Detta così è facile trovare consenso e apprezzamento per quelle che sembrano buone
intenzioni.

Le domande che invece si dovrebbero porre sono altre.
Una forse la principale: quale livello dei servizi si vuole offrire ai cittadini? :?:
Attendere ore ed ore in un pronto soccorso è un livello di servizio accettabile?
Attendere mesi per fare visite specialistiche o accertamenti diagnostici è accettabile?
Patire ritardi per ottenere un certificato o un documento da una qualsiasi amministrazione
è accettabile?
Avere classi di 40 alunni è accettabile? :oops:

Insomma, quale è lo standard dei servizi ai cittadini che il Ministro Brunetta ha in mente? :?: :?:

Quale è il miracoloso intervento in base al quale con la riduzione del numero degli
infermieri si accorciano le attese al pronto soccorso, oppure con la riduzione dei tecnici di
radiologia si fanno prima le lastre ed ancora, con la riduzione dei biologi si fanno prima le
analisi e con la riduzione degli impiegati si ottiene prima un certificato o una
determinazione di una Pubblica Amministrazione? :???:

Perché attendere la riduzione del numero dei dipendenti?
Se da domani mattina il 10 per cento dei dipendenti di un ospedale qualsiasi non fosse
presente al lavoro, si risolverebbero le urgenze in atto?
Allora basta invitare i dipendenti ad assentarsi. O potremmo indire degli scioperi a
turnazione, per far sì che ogni giorno sia assente il 10 per cento del personale, dopo di
che tutto sarebbe risolto. O no? :ok:

Dove sta questo mirabolante meccanismo che ha in mente il Ministro?
E, se esiste, perché da quando sta comodamente seduto sulla poltrona da Ministro non lo
ha messo in funzione?
E non ci venga a contare storie su inverosimili pastoie causate dall’ azione sindacale.
I Lavoratori pubblici sono anche essi utenti della Pubblica Amministrazione e di certo chi
ha interesse a far funzionare bene le cose sono proprio loro e le Organizzazioni Sindacali
degne di tale nome.

Non ci pare che il Ministro e il Governo si siano fermati quando, nonostante la protesta
sindacale, hanno ottenuto il voto di fiducia del Parlamento per interventi punitivi nei
confronti dei dipendenti pubblici; quindi cosa poteva fermarli e chi poteva avere interesse
a non avviare una così mirabolante iniziativa volta ad aumentare la produttività?
Rimane la domanda: quale è lo standard dei servizi ai cittadini che il Ministro Brunetta ha
in mente? :twisted:

Forse, sommessamente osiamo dire, non vi è un’idea se non quella generica che tutto
deve funzionare e, a questo punto oseremmo dire, sempre sommessamente:
bella scoperta!
Ma perché ci si ostina a mettere il carro davanti ai buoi?

Si è in grado di dire che, su tutto il territorio italiano, un cittadino quando entra in un pronto
soccorso deve ricevere un’assistenza completa entro un determinato lasso di tempo,
anche se non arriva in fin di vita ma con una semplice lussazione o mal di pancia, senza
se e senza ma?
E per fare ciò cosa occorre? Ridurre forse i dipendenti? :?:
Esistono già norme che disciplinano ciò? Sono rispettate?
E se sono state violate quali sono stati i motivi? I troppi dipendenti? :paura:
E che provvedimenti sono stati assunti, se sono stati assunti, nei confronti di chi doveva
far girare correttamente la macchina? :mattarello:
Suvvia Ministro, è vero che la macchina della pubblica amministrazione è grande e
complessa, ma è anche vero che con la faciloneria non si risolve nulla e forse si
complicano le cose. :tapiro:

La lasciamo con i suoi lanci, sperando che in realtà vi sia qualcosa di più dei proclami
propagandistici, anche se a dire il vero siamo un tantino scettici, visti i precedenti.
A proposito del blocco dei contratti, che durerà anni e che si traduce in una vera e propria
riduzione delle retribuzioni differita nel tempo e dovuta al crescere del costo della vita, non
si diceva che il nostro Paese non era nelle stesse condizioni di altri che invece hanno
dovuto assumere decisioni così drastiche? Dove sta la verità? :paura: :paura:


... e ricordiamoci che la CISAL è un sindacato di centro-destra! :shock:
Bye Bye
WolfNet
=/\=
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Mr45 »

...il progetto di Brunetta è piuttosto chiaro, diminuire i servizi pubblici ed aumentare i finanziamenti ai privati, come già successo nella scuola... tagli insensati alla sanità pubblica e crescita della sanità a pagamento, e mi fermo qua... :censored
...1911 FOREVER...

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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Pyno&dyno »

A me piacerebbe molto che il Sig Fazio e il Sig Saviano
Spiegassero come mai la spesa pubblica italiana è fuori controllo e dove si dovrebbe tagliare per farla rientrare nei parametri, troppo facile dire questo non va e quello non funziona, occorre trovare soluzioni che i problemi siamo capaci di vederli da soli con i nostri occhi. Certo che finchè si pagano concerti con i fondi europei... :mattarello:
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da ordotempli »

:quoto2:

Non è sufficiente evitare di spendere per fare economie ... è necessario che alla spesa concorrano tutti secondo i proprii redditi. Favorire i nobili a scapito della volgarissima plebe non ha mai risolto, in nessuna parte della Storia, nessun sistema economico. L'ipotesi che, favorendo alcune classi, sia possibile aumentare investimenti e produzione è fallace ... in una economia "aperta" i capitali viaggiano ... altrove.

Ricordate il vs della monteta da £ 50 ? Un uomo nudo tra incudine e martello ...
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Calico »

Esatto, ordo! Pensiamo che potrebbero chiudere tutti i servizi internet delle biblioteche, dopo che anche da noi le belle arti hanno dato fior di soldi a ricercatori, venuti da fuori, per catalogazione e scansione dei tanti documenti storici antichi, pergamene e codici miniati. E per non mandare tutto nel cesso, impedendo a ricercatori di tutto il mondo la consultazione da casa, basterebbe licenziare mezzo parlamentare. Mandando a casa cinquanta parlamentari assenteisti si sistemerebbero tutte le biblioteche d'Italia. Per non parlare di tutti i custodi e direttori ladri che impiccherei per i piedi nella pubblica piazza.
O l'ipocrisia di intitolare una fondazione a chi, in vita ha rubato a manbassa, visto i reperti ritrovati in casa post mortem, ma passato sotto silenzio per ordine del "partitone", retto in regione da un familiare?
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Calico »

Ecco un altro esempio di quanto sostengo. Purtroppo così facendo mi sembra di copiare un Topic di un vecchio forum wap che mi ha iniziato alla navigazione; il titolo era "Il cimitero dei siti".
Mi riferisco al bellissimo lavoro di Manuelguns. Su quel sito, oltre al forum e alle news in prima pagina, c'era un database articolato che consentiva sia di trovare i manuali d'uso in pdf di numerose armi, sia le ubiczioni delle armerie italiane, su piantine divise per regione. Il mio amico aveva iniziato su altervista, poi, per mancanza di spazio, aveva deciso di indirizzarsi su un hosting a pagamento, economico ma con garanzie. Purtroppo il server non ha saputo garantirgli la difesa del database che è andato irrimediabilmente perduto, come potete leggere se digitate manuelguns in google. Quanta fatica sprecata per l'imbecillità di chi fornisce spazio internet in Italia!
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da NdK »

Beh, uno può sempre farsi i backup... Se per es. dovesse morire il server DB su cui siamo noi ora, non perderemmo più di qualche giorno di messaggi... ma non grazie ad Aruba, ma al fatto che di tanto in tanto salvo tutto.
Meglio essere folle per proprio conto che saggio con le opinioni altrui.

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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da tonino »

E meno male che c e chi ci capisce!per me e quasi un mistero anche la tastiera perche il computer e americano e neanche mia figlia mi sa trovare tutte le lettere giuste!! :ok: bravo NDK!
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Calico »

Si, é bravissimo. Ma il punto é un'altro: quanto ci costa, in termini di soldi e fatiche umane questo sistema colabrodo? E non é carenza tecnica, perché i dati a disposizione dell'autorità giudiziaria sono blindati. Sembra quasi che faccia comodo ai provider, saltuariamente, cancellare qualche database troppo grande. Magari esagero, ma come mai molti pagano il dns e il loro sito é online solo se hanno il loro pc acceso? Non sarà perché se ne sono accorti? Leggete manuelguns: aveva la garanzia del backup, altrimenti non gli sarebbe successo. Ma i garanti telecomunicaz. E simili per cosa li paghiamo? Davito parla dell'America: li se un qualsiasi responsabile non lavora, perde il posto in pochi giorni. E come può definitsi onesto chi, di fronte a suoi gravi inerzie, non si dimette? Per non parlare dei politici. Ma molte cariche istituzionali cn stipendio sono cariche politiche. Un paese che non ha il principio di responsabilità non può dirsi democratico.
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da NdK »

Diciamo che in Ita molti provider se ne approfittano. Sembrano promettere il mondo ma poi quel che offrono è un palloncino. E l'utente medio non se ne accorge...
Aruba ha tante pecche, ma per un uso "base" come il nostro può andare bene. Basta non fidarsi troppo e fare backup frequenti :)

Quello che ci rovina, è l'idea del "posto fisso": per quel che ne so, in USA uno può venir licenziato con 2-3 giorni di preavviso. Altro che "precariato"! D'altro canto, tutto il sistema è impostato su quello standard. La grossa differenza è il peso che viene dato agli impegni... Basta pensare che là lo spergiuro è uno dei reati più gravi, secondo si e no all'omicidio, mentre qui pare la norma. Che vogliamo aspettarci?
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da tonino »

E terzo come reato il secondo in ordine di importanza e l evasione fiscale[ricordate al capone?]
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Calico »

Poiché la pagina è stata tolta, ma nella cache di google si trova ancora un simulacro, lo posto a futura memoria, soprattutto perché l'amico Manuelguns se lo merita, per aver messo per mesi gratuitamente a disposizione di tutti decine e decine di manuali di armi oltre a mille altri servizi dei suoi siti.
Comunicato per i frequentatori del sito manuelguns.com PDF Stampa E-mail
Scritto da ManuelGuns
Lunedì 30 Agosto 2010 00:00

Dal 25 Agosto il sito a smesso di funzionare a causa di un guasto da parte del Provider, guasto relativo allo storage che mantiene i database, danneggiando irreparabilmente il DB del sito e quindi rendendolo inutilizzabile. Disservizio e guasto che si è verificato, in base ad una stima provvisoria, ad un centinaio di amministratori di sistema e ad un numero ancora imprecisato di siti internet. Rimaniamo basiti di come un provider che si spaccia per professionale possa lasciare in “mutande” dei suoi clienti in cotali modalità non avendo” in termini tecnici” un sistema di Disaster Recovery per fare fronte ad una qualsivoglia emergenza.

Forse è proprio in queste occasioni che si vede la professionalità di chi eroga un servizio a pagamento!


Ringrazio quindi il Provider TOPHOST che di TOP ha dimostrato di avere ben poco, per il servizio NON erogato e soprattutto per i loro Helpdesk inconcludenti che non sono stati in grado di dare spiegazioni e/o soluzioni in merito alle problematiche del caso continuando ad inviare ad ogni ticket risposte automatiche e molte volte paradossali, non degnandosi neanche di personalizzarle.



In merito al backup dei sistemi vi allego quanto segue: (FONTE: www.newslab.it)

Molti di voi sapranno già cos'è successo negli ultimi due giorni con Tophost, una società nota per il suo servizio di hosting low cost, ma non sapranno alcuni aspetti della vicenda che mostrano in maniera chiara dei cambiamenti occorsi sul sito www.tophost.it non appena è occorso un problema che ha coinvolto migliaia di database, alcuni risultati poi irrecuperabili.

A cosa mi riferisco? Guardate l'immagine qui sotto:

ManuelGuns

... cosa notate?

Sì, bravi... è magicamente scomparsa la frase:
"Backup bisettimanale mediante il sistema Tivoli di IBM"

Tophost si è subito affrettata a dichiarare che era un backup ad uso interno e relativa alla configurazione base ma questa affermazione risulta ridicola perchè se davvero è una cosa interna risulta davvero strano pubblicizzarla fra le caratteristiche di un prodotto (Topweb) e poi risulta strano farla bisettimanalmente, perchè fare il backup bisettimanalmente di una cosa che non cambia?

E' quindi chiaro che la loro è una pura e cruda scusa e che quella frase è pubblicità ingannevole... non si può offrire un servizio a chi lo acquista dicendogli che, per esempio, la macchina che compra ha 4 ruote e poi dargliene solo 3... inoltre è davvero penoso il fatto che quella frase sia stata magicamente rimossa non appena è successo il fattaccio...

Questo è l'hosting su Tophost... low cost? Sì, ma questo non significa che il servizio debba essere scadente e che non ci sia nulla di garantito. Invece Tophost si è rivelato proprio questo, bassa qualità, scortesia e inaffidabilità. Hosting professionale? No, proprio per nulla e se volete evitare queste cose affidatevi a qualche altro servizio di hosting più professionale, corretto ed educato...a buoni intenditor poche parole... i nostri siti abbandoneranno Tophost il prima possibile...
Ultimo aggiornamento Lunedì 27 Settembre 2010 15:13
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da antonio mitelli »

Caro Ordo.... Condivido quanto hai detto, anch'io sono stato per molti anni responsabile di un grosso e importante impianto e affermo senza ombra di dubbio che non c'è protezione, anzi.... Carla Fracci è una principiante per come ho dovuto danzare schivando le insidie, per non parlare di appalti, essere onesti quì in Italia a volte può risultare pericoloso.... Sono finalmente in pensione senza rimpianti, perchè da qualche anno a questa parte era sempre più difficile uscire indenni per colpe non mie..... Per non parlare d'altro, mi ci viene il voltastomaco......

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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Calico »

Poco fa ho letto in un post delle email dei siti non funzionanti. Purtroppo continuo ad avere conferme dei miei sospetti: siti istituzionali (non tutti) che dovrebbero servire per tante cose, ad esempio a trovare lavoro presso grandi ditte di servizi, vincitrici appalto della Regione (phuà), che non funzionano. Riempi i form, mandi le email e nessuno ti contatta oppure tornano indietro come non funzionanti! É grande il sospetto che li tengano per catturare i finanziamenti pubblici ad hoc e pagare chi gli fa il sito: naturalmente gli amici degli amici. Quelli ONESTI!
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Calico »

pazzesco! Su un forum mi hanno appena scritto che non si possono fare post ironici! Ma se volevo iscrivermi alle pompe funebri, non avrei certo perso il mio tempo su internet. Naturalmente ho chiesto di essere cancellato. É un mio limite. Se non mi diverto a fare una cosa, preferisco non farla.
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da mimmo002 »

quello che tu scrivi all'inizio riguardo la "labilità" della conoscenza affidata al sitema dei server e un probblema a cui non avevo mai pensato, in effetti tutta la trasmissione della conoscenza umana si e attuata lasciando traccie concrete durabili nel tempo, grazie alla scrittura sulla pietra abbiamo potuto conoscere l'egiziano ed oggi si consultano documenti di 1000 anni fa scritti su carta ,oggi la stragrande maggioranza dell'informazione e in rete di conseguenza su server che qualcuno gestisce, L'individuo umano ha la memoria labile , dimentichiamo quel che il politico fa o dice l'anno prima e non lo giudichiamo quando lo andiamo a votare l'anno dopo, controllare le notizie, le informazioni, la conoscenza , e un arma formidabile e considerando che i potenti si stanno impegnando a far degradare le scuole pubbliche....
come si dovrebbe conservare la futura conoscenza ?
e non solo il nostro cazzeggiare da bar/ristoro del poligono.
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da ordotempli »

Stavo leggendo un libro su Qumran ed il tentativo della Chiesa Romana di boicottarlo .... manoscritti di oltre 2000 anni tornano alla luce sconvolgendo le manipolazioni sinora operate ....
Immaginate un dischetto di oggi ritrovato tra 2000 anni .... nessuno saprebbe leggerlo per mancanza dell'hardware corrispondente ... già oggi è impossibile leggere i dischi in vinile di solo 30 anni fa .... (forse esagero ma ci siamo molto vicini)
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da mimmo002 »

ordotempli ha scritto:Stavo leggendo un libro su Qumran ed il tentativo della Chiesa Romana di boicottarlo .... manoscritti di oltre 2000 anni tornano alla luce sconvolgendo le manipolazioni sinora operate ....
Immaginate un dischetto di oggi ritrovato tra 2000 anni .... nessuno saprebbe leggerlo per mancanza dell'hardware corrispondente ... già oggi è impossibile leggere i dischi in vinile di solo 30 anni fa .... (forse esagero ma ci siamo molto vicini)
già Qumran mette in crisi le religioni, crea dei dubbi :D
anche le tavolette d'argilla babilonesi e sumere creano dubbi nelle traduzioni e relativi libri, scritti dal fu Zecharia Sitchin
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Calico »

Un dischetto classico tra 200 anni é un mucchietto polveroso di plastica. Solo il disco NASA, credo in platino con strato magnetico e forature binarie no. All'inizio i più valenti linguisti hanno messo figure base archetipiche per interpretare il messaggio. Mi pare la vecchia missione Voiager.
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da NdK »

Anche CD e DVD stampati, che "nell'intenzion dell'autore" dovevano essere eterni o quasi, già dopo 3-4 anni spesso presentano problemi anche in assenza di graffi.
E se qualcuno non ci crede, posso tanquillamente dimostrarlo con almeno 3 dischi (due della DeAgostini ed uno di Fabbri Editore). Purtroppo.
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da paricutin »

quindi non resta che fare delle copie di tutti i film acquistati, prima che sia troppo tardi...
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Calico »

Io ho dati ridondanti distribuiti su 5 HD. Però si tratta di piccoli files, per lo più pdf, o immagini, mentre i flussi video richiedono risorse enormi e non è sempre conveniente acquistare 4 o 5 HD da più di un therabit, di marche diverse e alimentabili separatamente, per non rischiarli in contemporanea. Copiare i supporti vecchi su dischi HD (alta definizione) da 50 Gb potrebbe essere una buona soluzione, dato che sono garantiti per un tempo più lungo e antigraffio, ma per adesso è una soluzione troppo costosa per applicarla a tutto quanto possedete. Regola aurea: conservare i supporti in ambiente asciutto, ma né caldo né troppo secco, comunque tenerli al buio e in contenitori a tenuta di polvere,, lontano da fonti di cariche elettrostatiche. Personalmente mi sono dato una regola diversa: poiché non mi piace rivedere troppe volte le stesse pellicole, stante l'abbondare di repliche in TV, i film li noleggio soltanto, così li riporto al proprietario e non devo sempre fare i conti con lo spazio. Non compro neppure più le riviste di informatica e sto lentamente destinando i vecchi CD shareware con esse in regalo a scacciavolatili, legandoli a un filo e appendendoli dove c'è bisogno: finestre, giardino, campagna :wink:
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Messaggio da NdK »

Io mi sono comprato, in varie occasioni, 5 dischi da 2TB. Li ho poi inseriti in un'unità RAID esterna (economica, ma probabilmente non la ricomprerei, favorendo un sistemino home-made) ed ora ho 7,5TB disponibili. Già riempiti a metà con le immagini dei DVD senza ricompressione. Ho ancora da trasferire un tot di dischi, e spero che le collezioni siano ancora leggibili...
A volte, un disco non leggibile su un lettore risulta OK su un altro. Malgrado questo, con 5 diversi lettori 3 dischi finora sono risultati illeggibili...
Meglio essere folle per proprio conto che saggio con le opinioni altrui.

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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

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Infatti! E con i dischi masterizzati da noi è peggio: i supporti sono più morbidi e quindi più delicati, non c'è lo strato protettivo sulla superficie di lettura ed è sempre possibile il "bit ambiguo": quando lo masterizzi è uno 0, lo leggi tre volte ed è sempre giusto, lo lasci in un cassetto e lo riprendi, ma è diventato un 1. Se in un supporto se ne formano parecchi, tocca buttare il supporto. Ndk, per leggere i dischi sputtanati e salvare il salvabile io ho sempre usato Isobuster (per windows). Non sempre, ma certe volte riesce a sorprenderti per quante cose risolve.
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Calico »

Cara lettrice, caro lettore,
in queste ore Wikipedia in lingua italiana rischia di non poter più continuare a fornire quel servizio che nel corso degli anni ti è stato utile e che adesso, come al solito, stavi cercando. La pagina che volevi leggere esiste ed è solo nascosta, ma c'è il rischio che fra poco si sia costretti a cancellarla davvero.
Il Disegno di legge - Norme in materia di intercettazioni telefoniche etc., p. 24, alla lettera a) del comma 29 recita:
«Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono.»
Negli ultimi 10 anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero. Una nuova e immensa enciclopedia multilingue e gratuita.
Oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto — neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti — rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto DDL intercettazioni.
Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede, tra le altre cose, anche l'obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine.
Purtroppo, la valutazione della "lesività" di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all'opinione del soggetto che si presume danneggiato.
Quindi, in base al comma 29, chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l'introduzione di una "rettifica", volta a contraddire e smentire detti contenuti, anche a dispetto delle fonti presenti.
In questi anni, gli utenti di Wikipedia (ricordiamo ancora una volta che Wikipedia non ha una redazione) sono sempre stati disponibili a discutere e nel caso a correggere, ove verificato in base a fonti terze, ogni contenuto ritenuto lesivo del buon nome di chicchessia; tutto ciò senza che venissero mai meno le prerogative di neutralità e indipendenza del Progetto. Nei rarissimi casi in cui non è stato possibile trovare una soluzione, l'intera pagina è stata rimossa.
Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo
Articolo 27
«Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico e ai suoi benefici.
Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.»
L'obbligo di pubblicare fra i nostri contenuti le smentite previste dal comma 29, senza poter addirittura entrare nel merito delle stesse e a prescindere da qualsiasi verifica, costituisce per Wikipedia una inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza: tale limitazione snatura i principi alla base dell'Enciclopedia libera e ne paralizza la modalità orizzontale di accesso e contributo, ponendo di fatto fine alla sua esistenza come l'abbiamo conosciuta fino a oggi.
Sia ben chiaro: nessuno di noi vuole mettere in discussione le tutele poste a salvaguardia della reputazione, dell'onore e dell'immagine di ognuno. Si ricorda, tuttavia, che ogni cittadino italiano è già tutelato in tal senso dall'articolo 595 del codice penale, che punisce il reato di diffamazione.
Con questo comunicato, vogliamo mettere in guardia i lettori dai rischi che discendono dal lasciare all'arbitrio dei singoli la tutela della propria immagine e del proprio decoro invadendo la sfera di legittimi interessi altrui. In tali condizioni, gli utenti della Rete sarebbero indotti a smettere di occuparsi di determinati argomenti o personaggi, anche solo per "non avere problemi".
Vogliamo poter continuare a mantenere un'enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perché neutralizzarla?
Gli utenti di Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia: ... tobre_2011
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da NdK »

Mah, direi che si lamentano per ciò che è meno dannoso.
Scaricati il testo integrale e leggi il comma successivo: il "danneggiato" può pretendere la pubblicazione della smentita su due quotidiani a diffusione nazionale. Quotidiani a sua scelta, ma a spese del "danneggiatore"...
Meglio essere folle per proprio conto che saggio con le opinioni altrui.

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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Calico »

Senza la decisione di un giudice? Che siamo nel regime di Pol-Pot?
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da ordotempli »

C-V-D-

Non è un nuovo supporto per dati ... ma C(ome) V(olevasi) D(imostrare) -

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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da NdK »

Come al solito, prima si esagera da una parte poi dall'altra.
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Calico »

Un esempio l'ho trovato proprio ora (mezz'ora di ricerca e non trovo un piffero, mentre il link di Sergio ieri l'ho torvato in un minuto netto!)
Stavo cercando un articolo che appoggiasse un servizio visto in TV sui multimilionari indiani emergenti che si comprano direttamente i marchi europei in crisi e, segnatamente quelli italiani. L'elenco che non ricordo partiva dall'abbigliamento, ma finiva con il recente progetto di acquisire il marchio Thompson per fare in India dei televisori; infatti facevano vedere la locale industria di televisori con un negozio di rappresentanza che si sognano persino a New York! Ebbene, cerca che ti ricerca, ho composto le parole magiche "Marchi non più italiani ora indiani" ed è apparso nell'elenco do google un articolo sul sito di Finmeccanica, che però È STATO TOLTO! Non c'è neppure la cache, cioè la pagina fantasma di quanto c'era prima, abbinato ai marò italiani!!!
Se non è censura questa! :arrab:
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da NdK »

Hai provato con waybackmachine?
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da Calico »

Da lavoro col cell? Dammi un indirizzo please :)
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da antonio mitelli »

Se non facciamo una REVOLUTION ci oscurano anche il cervello!!!!!

A.M.
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Re: Internet una speranza o, in Italia, un miraggio?

Messaggio da NdK »

http://www.archive.org/web/web.php
Poi inserisci l'URL che ti interessa e la data.
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ha ecco! Ma almeno una volta devi averlo trovato e messo nei preferiti. Se invece é una indicazione fantasma di google, ho i miei dubbi che si possa trovare qualcosa. Se le info sulle società acquistate in Europa dagli indiani possono mettere in pericolo i nostri, allora puoi fare tutto, perché ormai siamo alla frutta! Se la democrazia occidentale, per quanto fallace, deve porgere le terga alle neo-plutocrazie falso-democratiche orientali, tanto vale vendicare subito i nostri sparando un colpo in testa al capitano della nave e impiccando nella pubblica piazza l'armatore. Così almeno ci saremo sfogati.
Pentitevi!!!
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