radioamerica ha scritto:io alla sua eta'? sapevo cosa volevo ma mi fu impedito di farlo e finii d'ufficio al liceo scientifico, il periodo piu' brutto della mia gioventu' quindi dai 15 ai 19 anni, all'universita' ando meglio fino al terzo anno, mi ritirai, mi avevano obbligato ad iscrivermi ad economia e commercio.
io desideravo iscrivermi all'istituto tecnico aeronautico, poi dopo il diploma avrei voluto entrare in accademia della marina fare il pilota ed a 33 anni entrare all'alitalia, mio padre si oppose con il coltello tra i denti, lui era pilota colonnello istruttore di elicottero addestrato per i tempi che furono all'antiguerriglia e non voleva che volassi.
Stavo proprio per suggerirti un Tecnico Aereonautico (tipo il Baracca di Forlì) o quello di Marina (il Morosini -credo- di Venezia). Non ti garantiscono la carriera per lo Stato, ma aiutano.
Ho amici che hanno fatto entrambi... uno ha fatto l'Aereonautico per passione e all'epoca era un massacro: 7 ore di educazione fisica, che comprendeva nuoto, scherma, lotta, paracadutismo

, oltre 50 ore settimanali e struttura militare, con obbligo di saluto (oggi è un "normale" istituto tecnico da 42 ore settimanli), gli hanno fatto nascere un feroce odio per le strutture gerarchiche militari ed ora fa l'informatico.
L'altro fu inviato a Venezia "a forza", perchè uno scapestrato e in effetti nel collegio di marina fu ben "inquadrato" ed ha sbarcato il lunario durante l'università facendo lo skipper estivo sugli yacht nelle rotte "bene" alla Maddalena, Formentera, etc ed ora è avvocato. Nessuno dei due ha mai fatto carriera nei corpi dello stato. Non gli interessava. Avevano una passione per il volo o le barche, ma non per la vita militare.
Per cui se lei vuole provare a farli perché ha interesse, certamente ben venga. Obbligarla a farli, dubito la porti verso la “professione”.
Ragioneria fui costretto a farla anche io (avevo scelto un ITIS Chimico o un BUS Informatico, ma i miei stracciarono entrambe le domande), alla fine uscii con 54/60 e la storia si ripresentò all’università, io volevo fare Geologia o Economia e Commercio (ero bravo in matematica) e loro mi spinsero verso Giurisprudenza (“se fai quella te la paghiamo noi, altrimenti arrangiati”). Uscii con 106/110 e ora lavoro per lo Stato, ma non sono entusiasta del mio lavoro: non riesci a emergere dalla massa, anche se hai una grande professionalità, e non hai speranza di chiedere aumenti o benefits. Gli unici che veramente stanno bene nel pubblico sono i dirigenti, che fanno un bel lavoro non ripetitivo o tedioso, come tocca ai dipendenti comuni. Quando è ora di contrattare il rinnovo, riescono a spuntare aumenti particolari in base alla professionalità, ma spesso fanno orari proibitivi (dalle 08.00 alle 20.00) con reperibilità 7 giorni su 7 e la possibilità di essere mandati in “missione” con preavvisi di poche ore. Ma per 3.500 euro al mese, direi che mi potrei adattare

Ma per arrivare a questi livelli, d’obbligo è frequentare la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione a Roma (meglio dopo aver fatto Giurisprudenza).
Per quanto riguarda un Liceo Classico, la gente che ne esce ha una grande cultura, ha dovuto imparare un metodo di studio che sarà fondamentale all’università, ma tutti quelli che ho conosciuto erano “fuori dal mondo”: non sapevano cosa era la Presidenza del Consiglio, non riuscivano a compilare una raccomandata, non avevano idea di come funzionava un conto corrente e il telegiornale per loro era una cosa sconosciuta (tutta la parte politica era totalmente fuori dalla loro comprensione). In questo invece l’aver fatto ragioneria mi ha aiutato molto. Alla facoltà di legge, però l’80% erano ragionieri o simili (segretaria d’azienda, linguistico, etc) e il 20% liceali… i laureati però erano all’80% liceali (con predominanza del classico)… ci sarà un motivo? Lo stesso mi dicono sia per medicina.
Che consigli dare? Non so.
Conosciuta la realtà Svizzera, USA e Canadese (grazie ad amici che sono emigrati la) direi di farle studiare qualcosa che possa essere “esportato” senza troppi problemi (quindi nulla legato alle leggi e alla burocrazia italiana: ragioneria, giurisprudenza, medicina legale, etc) e puntare a qualcosa di scientifico (medicina, chimica, informatica, etc)… salvo poi scoprire che fino a pochi mesi fa cercavano pasticcieri a 12.000 dollari al mese a Dubai, senza obbligo di conoscere lingue, ma solo 4-5 anni di esperienza nel mestiere. Ad un esperto in commercio estero, con 10 anni di esperienza, chiedevano la conoscenza dell’inglese, dell’arabo e di un’altra lingua europea diffusa (cioè francese, spagnolo, portoghese, olandese) e offrivano “solo” 7.000 dollari al mese.
In caso di un pasticciere, a 18 anni esci dall’istituto alberghiero, ti fai le stagioni in un hotel-ristorante dalle parti di Courmayeur e a 25 anni pui andare a Dubai e comperarti una “FIAT Punto” al mese.
Nel caso del consulente legale, a 25 anni sei appena uscito dalla facoltà, ti attendono altri 3-4 anni di dottorato di ricerca e specializzazione, 2 anni di pratica da avvocato in uno studio, l’apertura o l’assunzione presso un ufficio che si dedica al commercio estero per 10 anni e alla veneranda età di 40 anni ti dovresti mettere a studiare arabo e spagnolo per metà della paga del pasticciere!!!
Nella vita ci vuole fortuna con il “C” maiuscolo come dice il nostro “Diavoloblu” nel suo libro
Nelle arti marziali c’è il detto: “un anno speso a cercare il giusto maestro, è un anno speso bene”.
Applicalo anche a tua figlia: portala in giro per istituti e a parlare con i ragazzi che li frequentano. Senti che aria tira, come è l’ambiente e la didattica. Un liceo classico ti obbliga a fare l’università per avere una qualche specializzazione lavorativa, ma nulla le vieterebbe di fare medicina e di diventare medico militare (credo che la scuola sia a Firenze). Ne conosco uno specializzato in NBC e ogni volta che racconta le sue “avventure” rimango estasiato. Volendo può “inventarsi” una professione importandola dall’estero, come ha fatto il Prof. Matteo Borrini: lettere antiche, specializzazione in archeologia, poi medicina, studi di specializzazione in USA in Medicina Forense ed ora è uno dei pochissimi Antropologi Forensi d’Italia (il lavoro che si vede in Bones e CSI, tanto per capire). Apparizioni al National Geographic, indagini su bombaroli, occultatori di cadaveri, “vampiri”, etc.
Certo… deve avere lo stomaco di prendere in mano dei resti umani
