Ecco come drogano le nostre menti, ce lo spiega Noam Chomsky

Qui si parla di tutto ma non di armi
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Mr45
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Ecco come drogano le nostre menti, ce lo spiega Noam Chomsky

Messaggio da Mr45 »

La manipolazione mediatica ormai non ha confini. Il consenso politico e quello d'opinione è regolato attraverso ben precise strategie mediatiche che si appoggiano su 10 regole di base. Noam Chomsky ci aiuta a svelare l'inganno. In questi giorni di forte instabilità politica si riaccendono i toni e si rimescolano i temi che hanno animato il calderone mediatico degli ultimi 15 anni: sicurezza, giustizia, economia, tradimento, sesso. Nel nostro Paese succede che molti ingenui continuino ad esempio a meravigliarsi delle boutade del presidente del Consiglio, limitandosi a bollare barzellette e proclami del premier brianzolo come uscite inammissibili, senza considerare quanta macchinazione logica stia dietro ad ogni singola affermazione. Un meccanismo ben oliato a cui fanno ricorso non solo uomini politici, ma esperti di marketing e uomini di potere in genere. Un noto studioso di linguistica come Noam Chomsky ha stilato una lista di 10 regole, che vengono utilizzate per drogare le menti, ammaliandole, confondendo in loro ogni percezione, rimescolando realtà e fantasia, evidenza e costruzione illusoria. Ecco quali sono:


1-La strategia della distrazione

L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico di interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. “Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).


2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni

Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.


3- La strategia della gradualità

Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socio-economiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta.


4- La strategia del differire

Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e per accettarlo rassegnato quando arriverà il momento.


5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini

La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quanto più si cerca di ingannare lo spettatore, più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedere “Armi silenziose per guerre tranquille”).


6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione

Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette di aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre determinati comportamenti….


7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità

Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. “La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia, e rimanga, impossibile da colmare dalle classi inferiori".


8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità

Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti...


9- Rafforzare l’auto-colpevolezza

Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!


10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano

Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

http://www.terranuovaedizioni.it/article5046.htm

:sad:
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tonino
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Re: Ecco come drogano le nostre menti, ce lo spiega Noam Chomsky

Messaggio da tonino »

Walther questo e pane per i tuoi denti!Filosofo anarchico di sinistra ...che vuoi di piu!!!!!???
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ordotempli
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Re: Ecco come drogano le nostre menti, ce lo spiega Noam Chomsky

Messaggio da ordotempli »

una contraddizione in termini : se anarchico non può essere nè di sinistra nè di destra.

Come filosofo, cioè uno che tende alla saggezza, deve ancora mangiare una notevole quantità di pane... tosto.

Io gli consiglierei almeno un soggiorno biennale in un convento tibetno ... sine pilo muliebris .... tuttavia sarà necessario tagliare barba e capelli ... ma non era questo il pilum citato in precedenza. :cinesino: :cinesino:
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tonino
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Re: Ecco come drogano le nostre menti, ce lo spiega Noam Chomsky

Messaggio da tonino »

Ordo non fare il sofista con me gli anarchici nascono dalla sinistra,di filosofi che non tendono alla saggezza te ne posso produrre tanti!tra questi metterei anche il tuo figlioccio!se questo Noam lo mandi in Tibet credo che lo cacceranno via anche i monaci che sono notoriamente persone calme e tranquille! :jumpy: :jumpy: :jumpy:
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Mr45
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Re: Ecco come drogano le nostre menti, ce lo spiega Noam Chomsky

Messaggio da Mr45 »

tonino ha scritto:
....gli anarchici nascono dalla sinistra....
Non proprio...

..."L'anarchia (dal greco antico: ἀνα-ἀρχή, senza-governo) è una concezione politica basata sull'idea di un ordine fondato sull'autonomia e la libertà degli individui, contrapposto ad ogni forma di Stato e di potere costituito.
Nasce terminologicamente con gli scritti del filosofo Pierre-Joseph Proudhon nella prima metà del XIX secolo, affondando idealmente in concetti propri di Thomas More (Utopia), dell'illuminismo (Condillac, de Sade, in parte Rousseau) e di William Godwin. Importanti anarchici contemporanei a Proudhon furono il filosofo individualista Max Stirner e il rivoluzionario Bakunin. Sono varie le interpretazioni che gli anarchici danno dell'idea di anarchia, la quale, nel corso della sua storia, non è mai stata una dottrina sempre politicamente uniforme e lineare. Tutte le interpretazioni hanno tuttavia come nucleo centrale un elemento comune costituito dalla necessità dell'annullamento dello Stato e del principio del potere. Tutti gli anarchici sono cioè concordi nel considerare l'abolizione dello Stato condizione necessaria per il successo della dottrina anarchica. Anarchia era invece precedentemente esclusivo nel descrivere caos e situazioni di disordine sociale; non essendo ciò che sostengono gli anarchici e anche per evitare questa confusione tra politica e anarchia in senso lato, venne utilizzato contemporaneamente, precisamente dal 1857, il termine libertario, coniato da Joseph Déjacque, scrittore anarchico. Acrazia infine è analogo termine, di uso francofono, meno diffuso in lingua italiana. Anarchia, libertarismo, acrazia diventano quindi sinonimi a partire dalla seconda metà del XIX secolo, con sfumature relative al contesto ed alle epoche. Con Anarchismo infine, più stringentemente intende il movimento in senso concreto, il quale si divide in molti rami, e si ritiene la continuazione ideale dell'opera della Rivoluzione Francese, senza i relativi errori, come descritti da Godwin.
Storia
L'idea di Anarchia nasce nell'antichità in accezione puramente negativa come degenerazione dello stato e come mancanza di ordine (α(ν)-αρχή). Lo storico greco Polibio la include in un disegno "ricorsivo" (anaciclosi) della storia dei popoli come derivazione dello stadio peggiore dell'evolvere umano causato dalla degenerazione della democrazia in oclocrazia (governo della massa). Dalla condizione di anarchia, descritta come "disordine e trionfo degli istinti brutali" la stessa natura umana avrebbe permesso che la storia continuasse il suo percorso ciclico con la nascita di una monarchia.

Sebbene nella storia dell'uomo siano esistite numerose realizzazioni di società e organizzazioni basate su principi anarchici, la Comune di Parigi del 1871 è stato forse il primo tentativo di società anarchica a guadagnarsi risonanza globale; si ricorda il commento di Michail Bakunin, uno dei grandi pensatori storici dell'anarchia. Fu però molto importante anche l'esperienza della Makhnovicina, cioè l'Ucraina insorta sotto la guida del generale contadino Nestor Ivanovich Makhno e la resistenza della città russa di Kronstadt. Entrambe queste esperienze vennero cancellate dalla normalizzazione sovietica attraverso l'utilizzo dell'Armata Rossa comandata dal generale Lev Trotsky.

Altre realizzazioni concrete e vaste dei principi anarchici nella società si ritrovano durante la guerra civile in Spagna, durante la quale i lavoratori, spesso attraverso le organizzazioni anarco-sindacaliste come la Confederación Nacional del Trabajo (CNT) in Catalogna e Aragona, hanno dato prova di autogestione dei trasporti pubblici e delle aziende produttive sia industriali che agricole; attraverso le assemblee di base furono realizzate collettivizzazioni delle terre confiscate ai latifondisti e, in alcuni casi, fu addirittura abolita la proprietà privata. Questo capitolo si chiuse a causa di una sconfitta militare, infatti oltre a combattere i nazionalisti di Francisco Franco (appoggiato dall'Italia Fascista e dalla Germania Nazista), gli anarchici dovettero guardarsi anche dagli stalinisti, con cui ebbero a Barcellona scontri. Stalin, inoltre, vietò di dare armi agli anarchici.

Negli Stati Uniti il movimento anarchico è stato spesso associato all'individualismo del filosofo e letterato Henry David Thoreau e al suo esperimento-libro Walden, ovvero La vita nei boschi. Anche Ralph Waldo Emerson è stato spesso associato agli anarchici "creatori".

Negli anni ottanta si è segnalata, specie in Kenia, la creazione di una corrente di pensiero africana nel solco dell'esperienza utopica-idealista. Tale corrente di pensiero ha trovato espressione nelle dichiarazioni di Chen Khran Mboto, un meticcio che ha unito in una sintesi di tipo animista e moderata l'ispirazione di tipo orientale con il realismo africano. Il suo movimento non ha avuto seguito dopo la sua scomparsa nel 1992."

:cool:
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Re: Ecco come drogano le nostre menti, ce lo spiega Noam Chomsky

Messaggio da ordotempli »

Presso i conventi cristiani gli indisciplinati vengono consigliati a sostare lungamente nelle "celle di preghiera" .. credo che qualcosa di simile esista anche laggiù .... ma credo che la terapia sia di molto più "convincente" :paura: :paura: :paura:
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Re: Ecco come drogano le nostre menti, ce lo spiega Noam Chomsky

Messaggio da doppioalpha »

Min@@ia ,oh ma qui avete studiato tutti al 10° piano!!!!!Tutti letterati e filosofi :sticazzi: :jumpy: :ok:
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Re: Ecco come drogano le nostre menti, ce lo spiega Noam Chomsky

Messaggio da JigenGiò »

doppioalpha ha scritto:Min@@ia ,oh ma qui avete studiato tutti al 10° piano!!!!!Tutti letterati e filosofi :sticazzi: :jumpy: :ok:
e ancora devi vedere quando risponderà la persona chiamata in causa da Tonino :neutral:
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Re: Ecco come drogano le nostre menti, ce lo spiega Noam Chomsky

Messaggio da doppioalpha »

attendo con ansia :birra:
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paricutin
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Re: Ecco come drogano le nostre menti, ce lo spiega Noam Chomsky

Messaggio da paricutin »

tonino ha scritto: gli anarchici nascono dalla sinistra
In effetti durante lo stalinismo gli anarchici (come i comunisti non stalinisti, del resto...) subirono delle dure repressioni... mi pare che questo parli da sé. :birra:
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LinusTorvalds

Re: Ecco come drogano le nostre menti, ce lo spiega Noam Chomsky

Messaggio da LinusTorvalds »

per drogare la menti basta la televisione.
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