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Domanda
Inviato: ven mar 25, 23:02:33
da radioamerica
Non ricordo se ne abbiamo gia' parlato ma se uno usa come arma da difesa un'arma detenuta in collezione puo' passare dei guai ?
Re: Domanda
Inviato: sab mar 26, 00:04:00
da JigenGiò
Per le armi in collezione non si dovrebbero possedere munizioni, se poi magari viene usata per fracassare il cranio a qualcuno in casa penso che si siano le attenuanti

Re: Domanda
Inviato: sab mar 26, 00:37:37
da Calico
Mi sembra che molti, trai quali paricutin, sostenevano giustamente che se la usi nel senso che la porti, ti fanno la multa oppure di peggio, mentre se ti ci difendi e la difesa è riconosciuta come legittima, la scriminante scrimina tutto, compreso l'arma che hai usato. Mi sembra ovvio, ma tuttavia non c'è la garanzia diu avere un proscioglimento automatico.
Un dottore hai CC: "Ma se mi rubano di nuovo, questi delinquenti?" e i CC, sapendo che lo avevano derubato dei beni della giovane moglie morta da poco: "Dottore, lei ha un campo vasto nell'agriturismo e un motoscavatore; la buca la faccia grossa!"
Re: Domanda
Inviato: sab mar 26, 12:30:24
da paricutin
Calico ha scritto:Mi sembra che molti, trai quali paricutin, sostenevano giustamente che se la usi nel senso che la porti, ti fanno la multa oppure di peggio, mentre se ti ci difendi e la difesa è riconosciuta come legittima, la scriminante scrimina tutto, compreso l'arma che hai usato. Mi sembra ovvio, ma tuttavia non c'è la garanzia diu avere un proscioglimento automatico.
Un dottore hai CC: "Ma se mi rubano di nuovo, questi delinquenti?" e i CC, sapendo che lo avevano derubato dei beni della giovane moglie morta da poco: "Dottore, lei ha un campo vasto nell'agriturismo e un motoscavatore; la buca la faccia grossa!"
Confermo. Per quanto riguarda l'osservazione di Giovanni, sono d'accordo sul fatto che non si dovrebbero possedere munizioni, ma se uno ha due .45 una in collezione e una no, ed usa quella in collezione per difendersi da un ladro che gli è entrato in casa (e quindi non ha "portato" la pistola in collezione ma l'ha solo usata per difendersi) non credo gli si possa imputare nulla. Almeno a rigor di logica, che non è tutto, purtroppo...
Re: Domanda
Inviato: sab mar 26, 16:47:38
da tracco61
credo che a quel punto sia indifferente cosa tu abbia usato, ti processano lo stesso, quindi un capo d'imputazione in più uno in meno non fa grassa differenza. battute a parte, per le armi in collezione è vietato detenere cartucce, quindi se hai solo armi in collezione sono uccelli amari e l'imputazione ti arriva per direttissima, se invece hai due armi che camerano la stessa caurtuccia, una in collezione e l'altra no, perché dovresti usare quella che hai in collezione? occorre fare quindi una precisazione, se il malintenzionato è già in casa o hai l'arma carica a portata di mano o non riesci a tirarla fuori e torniamo al perché dovresti avere un arma in collezione carica e di libero accesso, nel secondo caso ti accorgi di avere qualcuno che sta tentando di entrarti in casa ed allora vai a prendere l'arma la carichi e la usi, ma se non è entrato non è necesssario sparargli addosso perchè al primo colpo d'arma se la da a gambe levate ed hai risolto il problema qualsiasi arma tu abbia usato. certe domande mi sembrano un mero esercizio filosofico accademico, se decido di avere un arma in casa carica per difesa abitativa ne scelgo una non in collezione e con un grande capacità di offesa, quindi un pompa a pallettoni perché non devo, sotto stress, stare a mirare di fino ma imbracciare e tirare in direzione dell'offesa, questo si chiama ottimizzazione del risultato.
Re: Domanda
Inviato: sab mar 26, 22:34:10
da radioamerica
ma se io ho ad esempio temporaneamente l'arma non in collezione e' in riparazione presso in'armeria, quindi possiedo in casa temporaneamente solo le cartucce ?....la legittima difesa si basa sull'uso di uno strumento / oggetto per la difesa e l'arma e' un oggetto in tal senso e niente di piu'....la legge se non l'ho letta mai non parla mai di uso di armi a tale scopo...ma forse mi sbaglio.
Re: Domanda
Inviato: sab mar 26, 22:45:54
da tracco61
radioamerica ha scritto:ma se io ho ad esempio temporaneamente l'arma non in collezione e' in riparazione presso in'armeria, quindi possiedo in casa temporaneamente solo le cartucce ?....la legittima difesa si basa sull'uso di uno strumento / oggetto per la difesa e l'arma e' un oggetto in tal senso e niente di piu'....la legge se non l'ho letta mai non parla mai di uso di armi a tale scopo...ma forse mi sbaglio.
credo di non aver capito il senso di questa frase, se ho le cartucce e non l'arma o posseggo una fionda e le scaglio oppure non ci faccio nulla al di la di quello che dice la legge.
Re: Domanda
Inviato: sab mar 26, 22:55:37
da radioamerica
ripeto....non so piu' scrivere....senilita'....se possiedo le cartucce di un'arma temporaneamente inutilizzabile e non il collezione, posso usarne una invece inserita' in collezione e del medesimo calibro visto che la legge sulla legittima difesa non fa distinzione sull'oggetto che eventualmente viene usato per difendersi ?
Re: Domanda
Inviato: sab mar 26, 23:05:48
da tracco61
radio, ripeto il concetto, se devi usare un arma e decidi difarlo non conta nulla se è in collezione o meno tanto sotto inchiesta ci vai lo stesso e se decidono di incriminarti non è il discrimine del mezzo usato a determinare o meno la condanna. il capo d'accusa principale sarà sempre eccesso di leggitima difesa o omicidio colposo ed è da questo che devi difenderti l'altro è marginale. se viene accettata la tesi della proporzionalità della reazione all'offesa ricevuta non conta l'arma che hai usato potrebbe essere anche un attizzaztoio, un candelabro, un posacenere di cristallo, il coltello del salame o anche un arma legalmente detenuta. se ti condannano imen, sarebbe sempre marginale rispetto al gesto compiuto, resta un arma legalmente detenuta. questo è il mio pensiero in merito, non credo di essere molto distante dal vero comunque.
Re: Domanda
Inviato: dom mar 27, 00:04:26
da paricutin
tracco61 ha scritto:radio, ripeto il concetto, se devi usare un arma e decidi difarlo non conta nulla se è in collezione o meno tanto sotto inchiesta ci vai lo stesso e se decidono di incriminarti non è il discrimine del mezzo usato a determinare o meno la condanna. il capo d'accusa principale sarà sempre eccesso di leggitima difesa o omicidio colposo ed è da questo che devi difenderti l'altro è marginale. se viene accettata la tesi della proporzionalità della reazione all'offesa ricevuta non conta l'arma che hai usato potrebbe essere anche un attizzaztoio, un candelabro, un posacenere di cristallo, il coltello del salame o anche un arma legalmente detenuta. se ti condannano imen, sarebbe sempre marginale rispetto al gesto compiuto, resta un arma legalmente detenuta. questo è il mio pensiero in merito, non credo di essere molto distante dal vero comunque.
Straquotone

Re: Domanda
Inviato: dom mar 27, 00:25:33
da JigenGiò
Nella nostra zona da una decina di giorni si stanno verificando rapine notture in abitazione e in un caso c'è stato anche violenza sulle donne, non si è capito ancora se si tratta di italiani o extracomunitari, io nel dubbio oggi mi so preparato un po di materiale con la ricetta Metzger

Re: Domanda
Inviato: dom mar 27, 01:01:20
da tracco61
non se ne sa nulla in giro, comunque poi mi spieghi la ricetta dell'ingegnere
Re: Domanda
Inviato: dom mar 27, 01:04:17
da JigenGiò
tracco61 ha scritto:non se ne sa nulla in giro, comunque poi mi spieghi la ricetta dell'ingegnere
Salvatò è mal tiemp !!!

Re: Domanda
Inviato: dom mar 27, 01:10:13
da tracco61
Re: Domanda
Inviato: dom mar 27, 21:57:16
da phobos
Secondo me il problema fondamentale e' solo uno,ovvero,se la difesa che viene effettuata e' legittima o no e in questo caso diventano secondari molti altri aspetti.Bisogna valutare,poi,cosa ha comportato questo tipo di difesa,ovvero,quale sia stato l'esito finale.E' normale pensare che in caso di estrema difesa una persona possa ricorrere all'uso di un portacenere,un mestolo,un'arma da fuoco uso caccia,corta,lunga,depotenziata,ex-ordinanza,un bastone o una ciabatta.La cosa importante e' che tutto sia,ovviamente,regolarmente denunciato.E' vero pure dire che per un' arma in collezione non puoi detenere le cartucce ma puoi averne una dello stesso calibro non in collezione e se,come estrema ratio,usi la prima sempre perche' non hai altra scelta,probabilmente,puoi sperare in qualche maniera di essere almeno giustificato.Questo,ovviamente,parlando solo di difesa abitativa e di fronte ad un concreto e serio pericolo.....

Re: Domanda
Inviato: dom mar 27, 22:39:03
da Calico
Radio, il busillis dell'arma mandata a riparare mi solletica un aspetto, ma bisogna che mi aiuti qualcuno, perché questo aspetto legale non l'ho approfondito. Mi spiego: se per riparare un'arma la devo passare a un'armeria mettendogliela in carico, tecnicamente dovremmo cambiare la denuncia. Se è così, cioè se devo cambiare la denuncia togliendo quell'arma e poi rifarla reinserendola, si pone una questione di non secondaria importanza: appena fai denuncia che l'arma comune o sportiva è in armeria e non ne hai altre per giustificare le munizioni e ripeti pedissequamente l'elenco cartucce vecchio, tra le quali un calibro di un'arma in collezione, appena consegni il foglio, o ti richiamano e ci fanno una risata e te lo fanno rifare subito, oppure ti arrivano a casa perché ti sei autodenunciato che hai munizioni di un calibro che hai in collezione, mentre l'altra arma che le spara l'hai appena tolta, ti sequestrano le munizioni, sospendono il pa e la licenza di collezione. Sbaglio?
Re: Domanda
Inviato: dom mar 27, 22:59:21
da tracco61
scusa ma tu l'arma mica l'hai venduta, l'hai portata a riparare non a rottamare, non devi cambiare proprio nulla, tutta l'operazione burocratica serve solo a te ed all'armiere. all'armiere per giustificare l'arma nella sua officina a te per giustificare la mancanza dal luogo di detenzione dell'arma e per tutelarti nel caso la stessa sia utilizzata in un evento delittuoso.
Re: Domanda
Inviato: dom mar 27, 23:05:29
da Calico
Ci sono due scuole di pensiero...
Re: Domanda
Inviato: dom mar 27, 23:06:14
da JigenGiò
tracco61 ha scritto:scusa ma tu l'arma mica l'hai venduta, l'hai portata a riparare non a rottamare, non devi cambiare proprio nulla, tutta l'operazione burocratica serve solo a te ed all'armiere. all'armiere per giustificare l'arma nella sua officina a te per giustificare la mancanza dal luogo di detenzione dell'arma e per tutelarti nel caso la stessa sia utilizzata in un evento delittuoso.
esattament
Per armi corte puoi rivolgerti a Mario Pellegrnino a Sarno invece per restauri di ex ordinanza Mast' Pietro a Nocera Inferiore fa quello da generazioni entrambi rilasciano un documento con data e ora della consegna delle armi e così anche alla consegna dell'avvenuta manutenzione, io conserverei solo gelosamente la ricevuta

Re: Domanda
Inviato: dom mar 27, 23:21:50
da Calico
Un tizio che lavora in una agenzia di intelligence privata a Roma per i ministeri e viene a sparare a questo tsn per cogliere l'occasione di venire a salutare i familiari, mi ha assicurato che a Roma ha provato a farsi riparare un revolver in un paio di armerie e non volevano assolutamente che gli lasciasse l'arma, ma pretendevano che rimanesse lì il tempo della riparazione per non avere problemi.
Re: Domanda
Inviato: dom mar 27, 23:57:46
da tracco61
questo è il clima di caccia alle steghe che si respira in alcune città.
Re: Domanda
Inviato: lun mar 28, 12:49:02
da Sergio
Anche a Cagliari nessun problema per cose del genere (a me è capitato per il taglio della canna di un cal.12), lasci l'arma o la parte d'arma, viene registrata dall'armeria con ora, data, e firma di entrambi, e ti viene rilasciata la ricevuta con gli stessi dati. Nessun problema.
Re: Domanda
Inviato: lun mar 28, 14:34:07
da JigenGiò
Sergio ha scritto:Anche a Cagliari nessun problema per cose del genere (a me è capitato per il taglio della canna di un cal.12), lasci l'arma o la parte d'arma, viene registrata dall'armeria con ora, data, e firma di entrambi, e ti viene rilasciata la ricevuta con gli stessi dati. Nessun problema.
Attenzione che per l'accorciamento della canna del cal. 12, ci deve essere un certificato del anco di prova, qui da noi hanno sequestrato armi e denunciate paracchie persone.....
Re: Domanda
Inviato: lun mar 28, 15:39:10
da Sergio
JigenGiò ha scritto:Sergio ha scritto:
Attenzione che per l'accorciamento della canna del cal. 12, ci deve essere un certificato del anco di prova, qui da noi hanno sequestrato armi e denunciate paracchie persone.....
Mah, non sta scritto da nessuna parte che le canne che vengono leggermente accorciate per, che so, un danneggiamento degli strozzatori, vadano fatte ribancare dopo il taglio. C'era in proposito anche un commento di A&T ad una lettera pubblicato proprio qualche mese fa, che mi sono fatto spedire proprio per tenerla come tutela per la FISAT Sardegna, visto che era stato chiesto:
La risposta pubblicata su Aet del giugno 2010:
L’articolo 3 della legge 110/1975 recita: "Chiunque, alterando in qualsiasi modo le caratteristiche meccaniche o le dimensioni di un’arma, ne aumenti la potenzialità di offesa, ovvero ne renda più agevole il porto, l’uso o l’occultamento, è punito con la reclusione da uno a tre anni e con la multa da 309 a 2.065 euro".
La ratio di tale norma era quella di impedire che si trasformassero fucili da caccia in fucili drasticamente accorciati nella lunghezza delle canne e del calcio, tanto da poterli occultare sotto gli abiti e usarli per scopi criminali.
Tuttavia, accorciare la lunghezza della canna del fucile non è un’operazione vietata dalla legge: il legislatore ha infatti previsto all’articolo 7 della L. 110/1975 che tutte le armi da fuoco con esclusione dei fucili da caccia ad anima liscia devono essere iscritti nel Catalogo nazionale delle armi comuni da sparo. Detta iscrizione comporta la preparazione di una scheda tecnica in cui devono essere indicate tutte le vincolanti caratteristiche dell’arma, compresa la lunghezza della canna e successivamente l’assegnazione di un numero di catalogo. Appare chiaro che la lunghezza della canna, essendo stata approvata e catalogata, non può essere variata. Ma, per i fucili ad anima liscia non vale lo stesso discorso poiché la stessa norma ne esclude ogni tipo di catalogazione e, pertanto, le case costruttrici possono commerciare tali armi con qualsiasi tipo di canna, di qualsiasi lunghezza. È, poi, consuetudine, eliminare il tratto finale strozzato delle canne, proprio per modificare il grado di strozzatura, come ha fatto il nonno del lettore.
Atteso che ormai tutte le case costruttrici producono canne intercambiabili per i fucili da caccia, appare lecito consentire ai cacciatori di accorciare le loro canne senza incorrere in alcuna violazione. È pacifico che compiere tale operazione comporti un’alterazione delle caratteristiche meccaniche o delle dimensioni dell’arma, ma è evidente che accorciare la lunghezza della canna comporti una diminuzione della potenzialità offensiva della stessa. Difatti diminuendo la lunghezza della canna diminuisce la velocità iniziale dei proiettili e l’eliminazione della strozzatura riduce drasticamente la distanza di tiro utile dell’arma. Analizzando anche la parte finale della disposizione "…ne renda più agevole il porto, l’uso o l’occultamento…" si esclude che accorciare di qualche centimetro la canna ne renda più agevole il porto e neppure ne è possibile l’occultamento date le dimensioni di un fucile da caccia, seppure con la canna accorciata di qualche centimetro.
Infine, anche l’uso dell’arma così modificata rimane legittimo a meno che il fucile non sia stato trasformato in "lupara". Di tal ché non sarebbe corretto applicare una norma dettata per impedire l’uso criminale di un fucile da caccia, trasformato in lupara, a un comportamento innocuo e non suscettibile di ledere alcun bene giuridicamente tutelato. Bisogna infine osservare che sanzionare l’accorciare la lunghezza della canna del fucile creerebbe una disparità di trattamento tra chi ne ha acquistato una di ricambio più corta e chi l’ha accorciata. Per questo, si ritiene lecito accorciare la canna di alcuni centimetri. (avvocato Gabriele Bordoni)
Io faccio solo quello che la Legge mi impone, non quello che decide l'appuntato Cacace di passaggio.