mimmo002 ha scritto:vi ricordate di questo antico 3D e dove wolf-net con la sua ispirazione neoliberista
???
Neoliberista?
Che ti sei fumato?
Guarda che ho fatto semplici lezioni di economia di BASE.
L'ABC del sistema, senza quelle nozioni, non si parla neppure una lingua comune ed è impossibile capirsi.
mimmo002 ha scritto:criticava il futuro della islanda augurando una vita mangiando merluzzo e baccala,
Mi dici in che punti auguro merluzzo e baccalà agli Islandesi?
mimmo002 ha scritto:date una occhiata a questo sito
http://www.islanda.it/articolo.php?id_articoli=184 di amici dell'islanda che ne elencano i soccessi e la destinazione dei guadagni . il tutto per primi rifiutando la politica dei nobili aristrocratici del consiglio europeo
Rifiutando la politica del consiglio europeo?
Sei sicuro di queste fonti? Mi sembra che abbiano decisamente deformato la realtà, perchè a me risultano cose un po' diverse.
L'islanda quando ha dovuto ricapitalizzare le banche ha battuto moneta (vero) ma ha anche chiesto aiuto al FMI per una somma equivalente al 40% del PIL, pena il fallimento dello stato.
Come mai ha dovuto chiedere aiuto al FMI? Non bastava che stampasse moneta in proprio come dicono Barnard & Soci?
Prova a pensarci? Come mai?
L'Islanda ha accettato di buon grado gli aiuti del FMI e non si è affatto sottratta alle meccaniche dell'Unione Europea.
Non è vero cioè che l'Islanda ha chiuso tutti i ponti con chiunque e va avanti a forza di banconote/carta igenica come vorrebbero i seguaci della MMT che tanto la citano (erroneamente).
Non ha cancellato il debito pubblico e non ha intenzione di staccarsi dall'Europa!
L'Islanda deve pagare come tutti gli altri i suoi debiti pubblici, non ci sono Santi nè Madonne!
Quello che l'Islanda ha fatto è stato rifiutare di pagare i debiti verso aziende e banche olandesi e inglesi, principalmente, sostenendo che loro sapevano di rischiare parecchio affidando i soldi a banchieri troppo spericolati.
I referendum islandesi erano anche mirati a individuare i colpevoli del crack finanziario e sbatterli in galera, cosa che hanno fatto. Non ad eliminare il debito pubblico in generale.
La svalutazione della moneta del 40% ha portato ad un enorme incremento dell'esportazione delle loro "materie prime" (verissimo) e grazie alla vendita del pesce hanno convogliato una marea di disoccupati nell'industria ittica e nella pesca. Ma lo stato è andato in default e hanno ancora grossi problemi.
Ma un default in Italia butterebbe il paese nel caos totale, riportando l'economia a inizi 800. Disoccupazione minimo al 40% (basti pensare ai soli impieghi statali come dottori, chirurghi, infermieri, poliziotti, carabinieri, soldati, pompieri, insegnanti, bidelli ecc ecc), nessun servizio dallo stato, nessun flusso di denaro per nessuno... insomma FAME. Con queste condizioni anche i diritti dei lavoratori finirebbero molto in basso (molto più in basso di ora, proprio così, ancora non avete visto gente lavorare 17 ore al giorno per 300 euro al mese)
Mimmo, mi spieghi però perchè citi sempre casi non applicabili all'Italia e sempre in modo scorretto e manipolato?
Argentina, Islanda... noi NON abbiamo materie prime che ci possono permettere di risollevarci con svalutazioni e vendita all'estero.
Non abbiamo pesce come l'islanda, petrolio o carne come l'Argentina, da poter vendere in giro per il mondo.
E' vero che il 65% della nostra economia è dovuta all'esportazione, ma è anche vero che noi siamo una economia di trasformazione e dobbiamo comperare ogni materia prima. Se svalutiamo, il prezzo di acquisto di quelle materie sale e altrettanto salità quello del prodotto finito, che non sarà più tanto competitivo.
Anche l'uscita dall'Eurozona sarebbe disastrosa (come già ho spiegato in passato).
Guarda il database della banca d'italia e fatti un'idea dell'andamento dei titoli di stato:
http://bip.bancaditalia.it/4972unix/hom ... r&lang=ita
I BTP decennali avevano rendimenti nella prima metà degli anni ’90 della lira costantemente sopra il 10%, il rendimento è calato dopo il ‘95 grazie alle manovre di correzione della spesa pubblica imposti dal trattato di Maastricht alla politica di contenimento dell’inflazione e al rientro della lira nello SME avvenuto nel 1996.
Al momento dell’adozione dell’euro il rendimento è precipitato al 4%, per ristabilizzarsi tra il '99-2000 al 5-5,5% e scendere nuovamente attorno al 4% nel 2004 e ulteriormente al 3,5% nel 2005.
Il rialzo dei tassi di interesse della banca centrale europea incise sull’evoluzione dal 2006 ma mantenne medie di rendimenti al di sotto del 5%.
Cosa sarebbe successo senza le correzioni degli anni’90 e senza la moneta unica?
A che livello sarebbero arrivati i tassi di interesse su i BTP?
Bisognerebbe anche chiederesi se i BTP sarebbero ancora scambiati sul mercato?
Pertanto i dati suggeriscono che l’euro è stata una manna per lo stato italiano (non per gli Italiani), ha consentito finanziamenti ragionevoli per un’amministrazione pubblica che non li meritava.