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euro ? o non euro ? questo e il dilemma
Inviato: lun nov 28, 08:09:48
da mimmo002
la germania non riesce a vendere le sue cambiali di stato offrendo il 2% di interesse
le banche preferiscono comprare le cambiali italiane al 7% o greche al25%
la germania ho alza l'interesse o non le vende.... semplice come fare cambiali.
il divertente:
la BCE fornisce fornisce denaro che stampa da sola a proprio piacere alle banche allo 0,5 % , e le banche lo "vendono" alle nazioni a 7%
PECHE' NON LO DA DIRETTAMENTE AGLI STATI ALL 1 % ci quadagna sia la BCE che le popolazioni, ci guadagnono anche le banche proprietari della BCE , o ...forse no ? questo nessuno lo dice
Re: euro ? o non euro ? questo e il dilemma
Inviato: lun nov 28, 11:42:49
da Blackrifle
un grazie acoloro che lo hanno voluto caldamente 10 anni fa, e pure ci stava chi ne era contento.....
Re: euro ? o non euro ? questo e il dilemma
Inviato: lun nov 28, 13:08:28
da WolfNet
Blackrifle ha scritto:un grazie acoloro che lo hanno voluto caldamente 10 anni fa, e pure ci stava chi ne era contento.....
A non esserci sarebbe stato peggio... vedi cosa è successo all'Islanda attaccata dalla speculazione fino a farla fallire pochi anni fa (con la valuta "svalutata" dell'80%) e Gran Bretagna (che ha la sua moneta svalutata del 35% con aggravio di spese per i cittadini inglesi nel pagare i contributi europeri "aumentati" del del 35% da mattina a sera!).
Certo, in etrambi i paesi sta fiorendo il turismo dati i "prezzi bassi"... ma non possiamo trasformare tutta la forza lavoro in camerieri e albergatori.
Il buon vecchio adagio "l'euro ha salvato l'Italia, ma ha distrutto gli Italiani" rimane però vero... dato che al cambio, non è seguito il ferreo controllo che hanno avuto in Germania, Francia & C. con il risultato di un "dimezzamento" del potere d'acquisto degli stipendi (ma un rafforzamento del sistema Italia: dagli investimenti degli imprenditori all'estero, alla bilancia dei pagamenti nazionale).
Re: euro ? o non euro ? questo e il dilemma
Inviato: lun nov 28, 13:15:12
da Calico
Che a livello mondiale la speculazione finanziaria ricatti a valanga i potentati politici, da una parte non ci dà una bella immagine delle nostre democrazie, che pomposamente imponiamo agli altri a suon di bombe; dall'altra vorrei ricordare che guerre mondiali sono scoppiate per molto meno.
Re: euro ? o non euro ? questo e il dilemma
Inviato: lun nov 28, 14:47:23
da mimmo002
per wolf-net
si ma perchè in questo ci devono guadagnare individui sulla sofferenza delle persone che pagano gli interessi,
la svalutazione non e un male se usi oggetti e prodotti realizati e costruiti nella stessa nazione, la islanda può offrire turismo o pesce e si stanno riprendendo alla grande, pensa che in italia siamo cresciuti proprio svalutando la moneta e vendendo i nostri prodotti sia in italia che all'estero, ma la svalutazione della moneta non va bene solo ai capitaliasti e a chi conserva e muove grosse quantita di moneta .
Re: euro ? o non euro ? questo e il dilemma
Inviato: mer nov 30, 23:31:52
da mimmo002
per ancora rispondere a wolfnet sulla islanda dal sito
http://www.comedonchisciotte.org/site/m ... e&sid=9432
L’OCSE è davvero arrivato vicino a prevedere una recessione per l’Europa se i leader dell’UE non faranno apparire molto velocemente un prestatore di ultima istanza, e non riusciranno in qualche modo a far credere al mondo che il fondo di salvataggio EFSF esista davvero.
Anche se il disastro venisse evitato, la previsione di crescita per l’eurozona è terribile. Italia, Portogallo, Grecia avranno tutte una contrazione nel 2012, mentre Spagna, Francia, Paesi Bassi e Germania rimarranno ferme.
La disoccupazione raggiungerà il 18,5 per cento il Grecia, il 22,9 in Spagna, il 14,1 in Irlanda e il 13,8 per cento in Portogallo.
E l’Islanda svetta, con il 2,4 per cento di crescita e la disoccupazione che è scesa al 6,1. Bene, bene.
Ecco i dati dell’OCSE:.
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La politica islandese di drastica svalutazione assieme al controllo dei capitali non è stata il disastro che in tanti avevano diagnosticato. Il suo rifiuto di accettare il fardello delle perdite delle banche private non ha trasformato la nazione in una terra di lebbrosi.
Il paese è riuscito a tenere salda la coesione sociale. Se l’Islanda fosse stata nell’eurozona, sarebbe stata costretta a seguire le stesse politiche reazionarie della "svalutazione interna" e della deflazione del debito inflitte oggi alla massa dei disoccupati in tutta l’area soggetta a recessione.