Test di lettura e cultura
Inviato: mar nov 13, 15:30:52
il testo sotto, chi riesce a seguire il discorso leggendolo ?
secondo voi era diretto al popolino
o
alle classe culturalmente elevate ?
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L’esercito industriale di riserva
Marx nella legge generale e assoluta dell’accumulazione capitalista spiega come l’esercito industriale di riserva incrementa contemporaneamente il volume assoluto della classe lavoratrice e la forza produttiva del suo lavoro. Siccome la domanda di lavoro non è determinata dal volume del capitale complessivo, ma dal volume della sua parte costituiva variabile, essa diminuirà in proporzione progressiva con l’aumentare del capitale complessivo. Questa diminuzione relativa della parte costitutiva variabile appare dall’altra parte, viceversa, come un aumento assoluto della popolazione lavoratrice costantemente più rapido di quello del capitale variabile, ossia dei mezzi che le danno occupazione. È l’accumulazione capitalistica che costantemente produce, precisamente in proporzione della propria energia e del proprio volume, una popolazione lavoratrice relativamente addizionale, cioè eccedente i bisogni medi di valorizzazione del capitale, e quindi superflua. Insieme alla scala di produzione e al flusso più largo di tutte le fonti sorgive della ricchezza, si estende anche la scala in cui una maggiore attrazione dei lavoratori da parte del capitale è legata a una maggiore repulsione di questi ultimi e aumenta la rapidità dei cambiamenti nella sua forma tecnica. Quindi la popolazione lavoratrice produce in misura crescente, mediante l’accumulazione del capitale da essa stessa prodotta, i mezzi per rendere se stessa relativamente eccedente. Questa è una legge della popolazione peculiare del modo di produzione capitalistico.
E’ quindi la stessa opera degli operai che concorre a rendere in parte eccedente il proprio stesso lavoro. Gli operai infatti producono plusvalore che arricchisce i capitalisti e li mette in grado di rinnovare i processi produttivi al fine di risparmiare manodopera e comunque producono macchine che sostituiscono in parte il loro lavoro o di altri operai.
I capitalisti, per diminuire l’incidenza del costo del lavoro per unità di prodotto, sono costretti ad aumentare l’uso delle macchine e dunque modificare la composizione del capitale, aumentando la quota del capitale costante (macchinari, tra l’altro) a scapito di quella del capitale variabile (salari). Ma d’altro canto i capitalisti ricavano plusvalore dal lavoro operaio, e hanno dunque interesse a pagarlo il meno possibile, tendenzialmente non più del livello di sussistenza. Dall'osservazione di questa contraddizione nasce in Marx la teoria della caduta tendenziale del saggio di profitto. La presenza di un gran numero di proletari dentro l’esercito industriale di riserva è funzionale all’esistenza stessa del sistema capitalistico, poiché garantisce un basso livello di salari e di conseguenza si oppone alle rivendicazioni di aumenti salariali, che diminuirebbero ancor di più il plusvalore disponibile per il capitalista. La definizione marxiana è tratta dal linguaggio militare perché secondo Marx la disoccupazione è un’arma in mano ai capitalisti nel dispiegamento della lotta di classe.
secondo voi era diretto al popolino
o
alle classe culturalmente elevate ?
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L’esercito industriale di riserva
Marx nella legge generale e assoluta dell’accumulazione capitalista spiega come l’esercito industriale di riserva incrementa contemporaneamente il volume assoluto della classe lavoratrice e la forza produttiva del suo lavoro. Siccome la domanda di lavoro non è determinata dal volume del capitale complessivo, ma dal volume della sua parte costituiva variabile, essa diminuirà in proporzione progressiva con l’aumentare del capitale complessivo. Questa diminuzione relativa della parte costitutiva variabile appare dall’altra parte, viceversa, come un aumento assoluto della popolazione lavoratrice costantemente più rapido di quello del capitale variabile, ossia dei mezzi che le danno occupazione. È l’accumulazione capitalistica che costantemente produce, precisamente in proporzione della propria energia e del proprio volume, una popolazione lavoratrice relativamente addizionale, cioè eccedente i bisogni medi di valorizzazione del capitale, e quindi superflua. Insieme alla scala di produzione e al flusso più largo di tutte le fonti sorgive della ricchezza, si estende anche la scala in cui una maggiore attrazione dei lavoratori da parte del capitale è legata a una maggiore repulsione di questi ultimi e aumenta la rapidità dei cambiamenti nella sua forma tecnica. Quindi la popolazione lavoratrice produce in misura crescente, mediante l’accumulazione del capitale da essa stessa prodotta, i mezzi per rendere se stessa relativamente eccedente. Questa è una legge della popolazione peculiare del modo di produzione capitalistico.
E’ quindi la stessa opera degli operai che concorre a rendere in parte eccedente il proprio stesso lavoro. Gli operai infatti producono plusvalore che arricchisce i capitalisti e li mette in grado di rinnovare i processi produttivi al fine di risparmiare manodopera e comunque producono macchine che sostituiscono in parte il loro lavoro o di altri operai.
I capitalisti, per diminuire l’incidenza del costo del lavoro per unità di prodotto, sono costretti ad aumentare l’uso delle macchine e dunque modificare la composizione del capitale, aumentando la quota del capitale costante (macchinari, tra l’altro) a scapito di quella del capitale variabile (salari). Ma d’altro canto i capitalisti ricavano plusvalore dal lavoro operaio, e hanno dunque interesse a pagarlo il meno possibile, tendenzialmente non più del livello di sussistenza. Dall'osservazione di questa contraddizione nasce in Marx la teoria della caduta tendenziale del saggio di profitto. La presenza di un gran numero di proletari dentro l’esercito industriale di riserva è funzionale all’esistenza stessa del sistema capitalistico, poiché garantisce un basso livello di salari e di conseguenza si oppone alle rivendicazioni di aumenti salariali, che diminuirebbero ancor di più il plusvalore disponibile per il capitalista. La definizione marxiana è tratta dal linguaggio militare perché secondo Marx la disoccupazione è un’arma in mano ai capitalisti nel dispiegamento della lotta di classe.