Lettera di una EBREA ai SIONISTI
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Lettera di una EBREA ai SIONISTI
Quella Striscia di sangue.
A mio papà, finita la guerra, continuavano a chiedere come mai non emigrasse in Israele. E lui “sono italiano, perché dovrei andare in un paese dove comandano la destra e i preti? Mi bastano quelli di qui”. Lo sconcertava quella domanda – antifascista, e non solo perché ebreo, partigiano e non solo perché antifascista e antinazista, ma per contribuire alla liberazione degli uomini dallo sfruttamento e dall’oppressione della povertà, anticlericale e non solo perché laico ma perché considerava il potere ecclesiastico un motore di conservazione e arretramento – aveva provato affetto per la “patria” proprio come dice Edith Stein, non per nazionalismo, con la compassione che si prova per un amico in pericolo, umiliato, maltrattato. Quello che proverebbe oggi, ancora, per l’Italia e gli italiani oppressi, privati come allora di libertà, lavoro, diritti, dignità e futuro. E come un’altra ebrea, Hannah Arendt, anche lei profondamente laica, pensava fosse umano e civile non amare un popolo, una nazione, o addirittura l’umanità, sentimenti che si addicono oggi agli algidi cinque candidati primari e a miss Italia, bensì amare i propri cari, i propri amici, la bellezza, il sapere la conoscenza e la ragione. Mentre invece con l’umanità bisogna camminare di fianco, non davanti o dietro, sopra o sotto, ma insieme, senza pregiudizi né favorevoli né ostili.
Ma si vede che la combinazione di appartenenza anche solo culturale a una famiglia “etnica” con quella alla sinistra, i pregiudizi continua ad ispirarli. E che sia necessaria la discolpa: arriva sempre un momento nel quale la guerra allarga la gamma delle vittime e dei profughi. Materiali e morali: donne e uomini strappati alla loro terra, ma anche ai loro territori mentali. Profughi delle ideologie, degli schieramenti, delle certezze, della cittadinanza nelle diversità.
Così da me che mi sento straniera e nello stesso tempo a casa in ogni luogo, che la mia heimat sono il cuore dell’uomo che amo e delle mie nipoti, i bei posti ovunque siano, i libri, la musica, da me con cadenza seriale si reclama, in quanto ebrea-diasporica-buona (cioè di sinistra), la condanna di Israele, e la rottura, qualora ci fosse, di quel sottilissimo filo che dovrebbe legarmi a quel Paese. Perché esiste ed è solido il pregiudizio sulla sussistenza di quel vincolo tanto acritico ed emotivo da non distinguere tra popolo e governo, tra integrati e critici, se per esempio il filosofo Massimo Cacciari, diventato nel passaggio dallo Steinhof al San Raffaele meno attento ad un approccio laico, ebbe a dire che una “differenza” ebraica resta, anche negli ebrei «buoni», mai abbastanza tali, mai abbastanza politically correct, mai abbastanza italiani, mai abbastanza annessi, mai abbastanza integrati, troppo, forse, influenti.
Qualcuno ha detto che Israele è il cuore dell’Europa scampato all’Europa, che sta in Terrasanta come un aquilone cui la nostra mano è legata. Non posso dire di amare quel cuore morale di un’Europa oggi ancora più immorale, se lo sterminio presto dimenticato lo persevera in altre forme contro popoli e diritti. Non posso dire di amare uno stato diventato uno scrigno identitario chiuso, etnico e nazionalista; un aquilone strasformato in caccia militare da un governo trucemente neoliberista. Non amo nemmeno “l’entità statuale formale di Palestina”, come la chiamano gli atlanti, se l’amore dovesse significare anche legittimazione etica e democratica, dopo quella elettorale, di Hamas e Hezbollah e quindi anche di quell’integralismo. Se proprio vogliamo parlare d’amore, lo provo per israeliani, palestinesi, ebrei, islamici, coinvolti in una spirale che si avvita su soluzioni e espressioni geografiche vecchie e consunte, su stati a base «etnica» (qualsiasi cosa voglia dire questa parola) e/o religiosa, ben poco democratici e per niente laici. Lo provo per il sogno che da una parte e dall’altra qualcuno sogna, di pace con giustizia, di popoli autoderminati e liberi. Lo provo per chi è costretto ad assaggiare il sale dell’esodo, l’amarezza dell’esilio, il dolore della perdita e non certo per le ragioni di governi, autorità o potentati, perversamente uniti dai loro interessi contro quelli dei loro popoli. Lo provo, e con dolorosa collera per i morti, che non sono vincitori o vinti, non hanno patria o nazionalità e le loro radici sono quelle sepolte nella terra nella quale sono tornati, per bambini orrendamente addormentati con l’unica nenia del pianto dei genitori. E la cui fine è buia e inesorabile come quella del diritto sopraffatto dal torto.
No, non mi corre l’obbligo di giustificarmi o discolparmi. Invece sento quello di interrogarmi. Perché c’è qualcosa di velenoso che circola intorno a queste geografie, che riecheggiano e rievocano insieme a nuovi pregiudizi antiche tossiche porcherie, quelle della demoplutocrazia, di moderni protocolli e arcaici complotti, della finanza nelle mani di nasi adunchi, dei quali comici wasp suggeriscono di diffidare.
Ha ragione Gadi Luzzatto Voghera in un prezioso libriccino sulle nuove frontiere dell’antisemitismo, l’ebreo è si la vittima, ma anche il sionista, il lobbista, il plutocrate, l’americano, e infine il nazista. Non solo perché ormai confuso con il militare israeliano, sfigura nel nazionalismo e nell’integralismo, le forme regressive in cui la globalizzazione riscrive il mito della nazione. Ma perché ha tradito lo stereotipo convenzionale della vittima, per tornare ad essere quello scomoda, che procura guai, che mesta nel torbido, grazie ad opache alleanze che per trovarle basta seguire l’odore dei soldi. Anche per spiegare questi tremendi fuochi di guerra, anziché voler rivelare la protervia razzista di uno stato militarizzato o l’indole vendicativa di una pulizia etnica, sarebbe meglio seguire l’odore dei soldi, interpretare temporalità, coincidenze non casuali, vicinati ingombranti e – come da altre parti non troppo lontane – la pressione di malessere sociale interno da sedare con la tradizionale anestesia del nemico da combattere. Come d’altra parte è sempre successo con le guerre di religione e non.
Non fa un buon servizio alla storia e nemmeno alla cronaca, quel rovesciamento acrobatico delle vittime in carnefici, del torto in diritto, dei martiri in aguzzini. È un bell’espediente retorico, ma solo quello, sostituire la Stella di Davide con la svastica, a meno di non credere davvero, per una forma non inedita di razzismo, che quello ebraico sia il popolo eletto, l’unico in terra incaricato di trarre lezione dal passato, non infliggendo ad altri quello che ha subito nel passato, superiore quindi, ma ciononostante condannato a uniformarsi a stirpi meno elevate, italiani che respingono gli immigrati, poveri che calpestano sommersi, vinti che cercano vendetta. Gli ebrei, quelli buoni ma non del tutto graditi della diaspora, quelli cattivi in terra di Israele, sono buoni e cattivi come tutti gli uomini su questa terra di dolore, soggetti e permeabili al male, alla diffidenza, alla paura, quanto, a volte, la bene, alla bellezza, alla solidarietà.
A qualcuno piace molto quella formula amaramente edificante secondo la quale c’è sempre un ebreo di qualcun altro. Così che oggi si trasferiscono sui palestinesi le categorie della storia ebraica, loro, diaspora e ghetto, loro, depositari per questo della speranza messianica di riscatto. Il fatto è che nessuno deve essere l’ebreo di qualcun altro, nessuno è geneticamente segnato dal destino di vittima e nessuno deve esserlo da quello di carnefice. I morti sono tutti uguali, ma la resistenza nel ghetto di Varsavia offriva una morte meno acre di quella del lager, perché è la salvaguardia della dignità e della luce del pensiero libero che fa dell’uomo un eletto e non la nomina di un dio, quel dio unico, per chi ci crede, dall’identità così forte da non permettere altri dei e insieme così debole da far sì che si debba lottare per affermarne quella potenza che la tradizione di ciascun monoteismo ha irrigidito.
Ma qualcosa deve cambiare, qualcosa sta cambiando, un popolo unico, un unico sale della terra di oppressi, umiliati, poveri, non vuole più subire la violenza dello sfruttamento. Possiamo farne parte tutti, uomini, donne, fratelli, compagni, come si diceva in un tempo più umano.
- - - - - - Anna Lombroso - - - - - -
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Ma si vede che la combinazione di appartenenza anche solo culturale a una famiglia “etnica” con quella alla sinistra, i pregiudizi continua ad ispirarli. E che sia necessaria la discolpa: arriva sempre un momento nel quale la guerra allarga la gamma delle vittime e dei profughi. Materiali e morali: donne e uomini strappati alla loro terra, ma anche ai loro territori mentali. Profughi delle ideologie, degli schieramenti, delle certezze, della cittadinanza nelle diversità.
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
Pienamente condivisibile ... ma : nel caso in argomento bisogna considerare che si tratta di due popoli assolutamente testardi, tetragoni ad ogni possibile e parziale rinuncia, diffidenti e pervicaci ... entrambi.
Tutto questo ha ben poco a che fare con il " profumo dei soldi " strumento e non sostanza.
Tutto questo ha ben poco a che fare con il " profumo dei soldi " strumento e non sostanza.
Una mente per pensare
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Una spada per difendere i deboli
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
"assolutamente testardi" cosa significa ?ordotempli ha scritto:Pienamente condivisibile ... ma : nel caso in argomento bisogna considerare che si tratta di due popoli assolutamente testardi, tetragoni ad ogni possibile e parziale rinuncia, diffidenti e pervicaci ... entrambi.
Tutto questo ha ben poco a che fare con il " profumo dei soldi " strumento e non sostanza.
che non vogliono cedere?
che uno dei due non si vuole rassegnare ed arrendersi?
anticamente si chiamavano "eroi" ed i popoli li esaltavano,
i greci ancora ricordano 300 spartani di migliaia di anni fa , e israele masada.
ma gaza diventerà masada
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
Francamente non mi pronuncio, ne a favore di uno ne a favore dell'altro, ne so troppo poco sulla faccenda per esprimermi, senza contare che, sinceramente, sono fatti loro.
"Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché in ciò sta l'essenza della dignità umana"
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
davvero credi che siacosi lontano da essere "fatti loro" ?Sergio ha scritto:Francamente non mi pronuncio, ne a favore di uno ne a favore dell'altro, ne so troppo poco sulla faccenda per esprimermi, senza contare che, sinceramente, sono fatti loro.
e se ti dicessi che tra i migliaia di riservisti e militari impiegati...... molti sono cittadini italiani nati in italia e chehanno studiato in italia e che hanno la doppia cittadinanza ? e vale per gli israeliani come per i palestinesi
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
e se io calabrese dicessi che la sulcis o il cancro a decimumanno sia "fatti loro" ?
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
E quindi?? ce li sto mandando io?? fammi capire. Finchè gli fa comodo avere doppia cittadinanza, ecc, va tutto bene, poi li chiamano a combattere (e potrebbero anche tornarsene qui quindi...) e non va bene più? Non è il MIO paese, ed è lontano pure, cosa ci dovrei fare?? E' una VITA che combattono, ogni sasso è buono per ricominciare, io cosa ci dovrei fare?? No, spiegamelo eh...mimmo002 ha scritto:davvero credi che siacosi lontano da essere "fatti loro" ?Sergio ha scritto:Francamente non mi pronuncio, ne a favore di uno ne a favore dell'altro, ne so troppo poco sulla faccenda per esprimermi, senza contare che, sinceramente, sono fatti loro.
e se ti dicessi che tra i migliaia di riservisti e militari impiegati...... molti sono cittadini italiani nati in italia e chehanno studiato in italia e che hanno la doppia cittadinanza ? e vale per gli israeliani come per i palestinesi
E infatti è così, da quando ad una regione interessa quello che capita nelle altre?? Siamo così divisi anche fra noi italiani, che la Lega ha già vinto da parecchio.mimmo002 ha scritto:e se io calabrese dicessi che la sulci sono solo fatti loro?
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
sicuro che siamo divisi ? solo perche alcuni singoli voglio essere divisi non significa che tutti vogliamo essere divisi. siamo costretti a globalizzazione nel bene e nel male.........ormai
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
Io considero miei concittadini TUTTI gli italiani, in ugual modo, e spero che la maggioranza la pensi così. Ma l'evidenza delle cose, purtroppo, è ben altra. Pensa che mi sono pure comprato a distanza il parmigiano terremotato, ed ho fatto tante altre cose per i miei concittadini non sardi (compreso andarmene in Umbria e Marche da volontario quando ci fu il terremoto). Ma non siamo purtroppo tutti così.mimmo002 ha scritto:sicuro che siamo divisi ? solo perche alcuni singoli voglio essere divisi non significa che tutti vogliamo essere divisi. siamo costretti a globalizzazione nel bene e nel male.........ormai
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
Mi piacerebbe sapere perchè nessuno accenna mai neppure lontanamente ai razzi che piovono giornalmente su israele da Gaza 
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
I "territori occupati", che in realtà sono solo fasce di rispetto, coltivate mentre prima erano deserto che faceva schifo alle capre, sono costantemente bagnati di sangue.
Pentitevi!!!
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
forse:Mr45 ha scritto:Mi piacerebbe sapere perchè nessuno accenna mai neppure lontanamente ai razzi che piovono giornalmente su israele da Gaza
perchè prima i razzi erano molto rudimentali e poco efficaci (quanti danni o morti hanno causato) ed accennarne nei media avrebbe potuto creare l'associazione di idee di chi debole si difende/attacca/minaccia con armi rozze il migliore esercito del medio oriente.
adesso hanno i missili (sempre rudimentali ) iraniani con 45-Kg di esplosivo e danno l'immagine di maggiormente pericolosi.
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
I razzi che piovono da anni ed anni su Israele sono tutti pericolosi, anche i vecchi Qassam, hai idea cosa vuol dire vivere nell'incubo di un allarme missili tutti i giorni della vita? ...Hamas dovrebbe PRIMA cessare i lanci e POI discutere con Israele 
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
Mi ero imposto di non rispondere non tanto alla lettera della Signora Lombroso inviata ad un giornale, ma al modo come e' stata posta. Invece leggo Lettera di una ebrea ai sionisti. Ma chi sono questi "sionisti"? Sono degli stronxi? Dei rinnegati?? Chi caxxo sono i sionisti??? Lascio perdere quelle migliaia di cittadini europei ( EUROPEI ) che i campi di sterminio nazisti non riuscirono a ridurre in fumo, ma veniamo un po' piu' in qua, poco piu' di 10 anni dopo. Questo il mimmo non ha fatto a tempo a leggerlo in qualche googlata: il 1492 mentre Cristoforo Colombo partiva per il suo viaggio, poco piu' in la' dallo stesso molo centinaia di migliaia di cittadini spagnoli e portoghesi rispettosi delle leggi erano cacciati in modo ignobile dai cristianissimi signori di Castiglia ed Aragona e da Giovanni II. Loro furono costretti a lasciare tutto ed i piu' fortunati si stabilirono dopo viaggi del tipo dei migranti africani proprio nei paesi del mediterraneo. Il 1956 furono tutti o quasi tutti imbarcati e cacciati via ( persero lavoro, casa e fortune, tutto ). Ecco un esempio di sionisti: dove dovevano andare? A Palmi? E' un peccato mortale se un esiliato cerca di tornare a casa? In quella parola oggi come oggi c'e' piu' di una punta di cattiveria ( chiamiamola cosi' ). Un altro po' di storia? Durante la guerra dello Yom Kippur iniziata proditoriamente da Egitto e Siria, gli egiziani per poco non perdevano oltre alla penisola del Sinai anche il Cairo. Ma ci furono dei colloqui di pace ( l'unico paese che lo fece ), e la pace fu siglata: la penisola del Sinai fu smobilitata, privata dei coloni che si erano stabiliti e consegnata agli egiziani.
Parentesi tonda: la striscia di Gaza e la Cisgiordania furono OCCUPATE per 20 anni, dal 48 al 68 la prima dagli egiziani e la seconda dai Giordani di Hussein. Ti prego mimmo informati da chi vuoi come venivano trattati gli abitanti dei territori occupati. dai loro fratelli...TI PREGO!
Dalla striscia di Gaza gli Isareliani dopo accordi con l'ANP di Abu Mazen il 2006( attuale presidente succeduto ad Arafat ) smobilitarono e andarono via tutti, ma......il 2007 a Gaza vinsero le elezioni gli Hamas che dopo aver massacrato quelli di Al Fatah, guarda caso, non ritennero necessario rispettare gli accordi ( nel loro statuto hanno il precipuo obiettivo di distruggere "l'entita' ebraica" ) e cominciarono subito le imboscate e a lanciare i missili su obiettivi civili ( lo fanno anche in questo momento!). Fra le altre imprese la cattura di alcuni soldati dell'IDF tra cui il caporale Shalit. Beh! E' un po' come quando eravamo ragazzini: toccagli il naso si incitava il bulletto...e lui lo faceva per spregio! Ma si ritrovava con la faccia gonfia. Israele VEDE da dove partono i missili ( lo fanno da siti civili....e' noto ) e dal 2007 ne hanno lanciato migliaia. La reazione e' sempre successiva e pesante. Si trova alquanto strano la doppia nazionalita'?? Che uno vesta la divisa dell'IDF??? Sono i tanto deprecati sionisti, quelli che tornano a Sion, quelli che tornano a casa.
La signora Lombroso parla di ebrei buoni ed ebrei meno buoni in base alle convinzioni politiche. La signora Lombroso non fa testo, come non fa testo e mi fa un po' specie il pensiero del filosofo veneziano che e' convinto che in fondo in fondo un ebreo, ovvero un cittadino italianissimo di religione ebraica, piu' che rispettoso delle leggi, ma a volte e spesso anche ateo o agnostico qualche macchiolina ce l'ha!!!! Qui mi sembra che riecheggiano pensieri e convinzioni non del ventennio berlusconiano, ma di quell'altro.
Mescolare Massada con Gaza? Eroi gente che lancia missili da siti civili, che manda i bambini a farsi esplodere, che insegna ai bambini dell'asilo a maneggiare le armi, che insegna odio. Si sono "aperte le porte dell'inferno" !!!! E' un po' come la "madre di tutte le battaglie"....
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
a chi e indirizzata la lettera ?
chi sono i buoni ?
chi sono i cattivi ?
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
faxbat ha scritto:Mi ero imposto di non rispondere non tanto alla lettera della Signora Lombroso inviata ad un giornale, ma al modo come e' stata posta. Invece leggo Lettera di una ebrea ai sionisti. Ma chi sono questi "sionisti"? Sono degli stronxi? Dei rinnegati?? Chi caxxo sono i sionisti??? Lascio perdere quelle migliaia di cittadini europei ( EUROPEI ) che i campi di sterminio nazisti non riuscirono a ridurre in fumo, ma veniamo un po' piu' in qua, poco piu' di 10 anni dopo. Questo il mimmo non ha fatto a tempo a leggerlo in qualche googlata: il 1492 mentre Cristoforo Colombo partiva per il suo viaggio, poco piu' in la' dallo stesso molo centinaia di migliaia di cittadini spagnoli e portoghesi rispettosi delle leggi erano cacciati in modo ignobile dai cristianissimi signori di Castiglia ed Aragona e da Giovanni II. Loro furono costretti a lasciare tutto ed i piu' fortunati si stabilirono dopo viaggi del tipo dei migranti africani proprio nei paesi del mediterraneo. Il 1956 furono tutti o quasi tutti imbarcati e cacciati via ( persero lavoro, casa e fortune, tutto ). Ecco un esempio di sionisti: dove dovevano andare? A Palmi? E' un peccato mortale se un esiliato cerca di tornare a casa? In quella parola oggi come oggi c'e' piu' di una punta di cattiveria ( chiamiamola cosi' ). Un altro po' di storia? Durante la guerra dello Yom Kippur iniziata proditoriamente da Egitto e Siria, gli egiziani per poco non perdevano oltre alla penisola del Sinai anche il Cairo. Ma ci furono dei colloqui di pace ( l'unico paese che lo fece ), e la pace fu siglata: la penisola del Sinai fu smobilitata, privata dei coloni che si erano stabiliti e consegnata agli egiziani.
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Condivido ogni singola parola, grazie Pasquale
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
grazie anche da parte mia.
ho visto tanta grappa che voi umani ...
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
in questi pochi giorni sono stati lanciati oltre i mille razzi di modelli diversi da gaza verso israele,
meditando:
gaza e completamente chiusa e con embargo , ed anche le gallerie che la collegano all'egitto sono controllate
mi chiedo : come fanno ad avere tutti questi missili ? in special-modo i missili Fajr 5 iraniani ? che non sono piccolini ,(si parla di 10m x una tonnellata ) il Fajr-3 e lungo 5,2m e pesa 407-Kg come lo fanno passare alla dogana israeliana ?
http://it.wikipedia.org/wiki/Fajr-3
I Fajr 5 sono prodotti dalla Aerospace Industries Organization, o Gruppo industriale Sanam, un’industria di stato controllata dal ministero della Difesa dell’Iran.
qualcosa nelle notizie non quadra
meditando:
gaza e completamente chiusa e con embargo , ed anche le gallerie che la collegano all'egitto sono controllate
mi chiedo : come fanno ad avere tutti questi missili ? in special-modo i missili Fajr 5 iraniani ? che non sono piccolini ,(si parla di 10m x una tonnellata ) il Fajr-3 e lungo 5,2m e pesa 407-Kg come lo fanno passare alla dogana israeliana ?
http://it.wikipedia.org/wiki/Fajr-3
I Fajr 5 sono prodotti dalla Aerospace Industries Organization, o Gruppo industriale Sanam, un’industria di stato controllata dal ministero della Difesa dell’Iran.
qualcosa nelle notizie non quadra
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
...razzi, i missili sono razzi dotati di un sistema di guida... come fanno? se lo sapevo mi chiamavano Otelmamimmo002 ha scritto:
...come fanno ad avere tutti questi missili ? in special-modo i missili Fajr 5 iraniani ? ...
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
e se le notizieche ci dano sono false? e se i palestinesi non avessero veri missili iraniani ma petardi a razzo artigianali e le false notizie servissero a creare "alibi" verso l'opinone pubblica occidentale?Mr45 ha scritto:...razzi, i missili sono razzi dotati di un sistema di guida... come fanno? se lo sapevo mi chiamavano Otelmamimmo002 ha scritto:
...come fanno ad avere tutti questi missili ? in special-modo i missili Fajr 5 iraniani ? ...
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
...e se fosse il contrario?? Ecco perchè non mi interesso a questa cosa. Sono fatti loro e non posso farci comunque nulla, è un qualcosa che non posso controllare direttamente e su cui non posso avere nessun potere decisionale.mimmo002 ha scritto: e se le notizieche ci dano sono false? e se i palestinesi non avessero veri missili iraniani ma petardi a razzo artigianali e le false notizie servissero a creare "alibi" verso l'opinone pubblica occidentale?
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
mimmo002 ha scritto:e se le notizieche ci dano sono false? e se i palestinesi non avessero veri missili iraniani ma petardi a razzo artigianali e le false notizie servissero a creare "alibi" verso l'opinone pubblica occidentale?Mr45 ha scritto:...razzi, i missili sono razzi dotati di un sistema di guida... come fanno? se lo sapevo mi chiamavano Otelmamimmo002 ha scritto:
...come fanno ad avere tutti questi missili ? in special-modo i missili Fajr 5 iraniani ? ...
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Questa è un'altra delle caxxate che spesso spari
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
Nonostante l'efficienza vantata le reti di protezione israeliane devono avere qualche buco ... del resto credo sia imposibile controllare efficacemente qualsiasi frontiera ...
Mimmo, potresti andare tu a Gaza... visto che le spari sempre più grosse ....

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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
ordotempli ha scritto:Nonostante l'efficienza vantata le reti di protezione israeliane devono avere qualche buco ... del resto credo sia imposibile controllare efficacemente qualsiasi frontiera ...
Mimmo, potresti andare tu a Gaza... visto che le spari sempre più grosse ....![]()
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
quindi le notizie di parte e con lo scopo di condurre il popolo che le ascolta......non esistono ?
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
mimmo002 ha scritto:quindi le notizie di parte e con lo scopo di condurre il popolo che le ascolta......non esistono ?
...esistono, esistono, in questo caso specifico ci sono prove su prove
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
concordo che hanno i missili "Fajr" ma...come hanno fatto ad averli considerando le dimensioni ?Mr45 ha scritto:mimmo002 ha scritto:quindi le notizie di parte e con lo scopo di condurre il popolo che le ascolta......non esistono ?
...esistono, esistono, in questo caso specifico ci sono prove su prove
possibile che una parte di israele vuole la guerra al punto da permettere che hamas si rifornisca di armi ?
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
mimmo002 ha scritto:concordo che hanno i missili "Fajr" ma...come hanno fatto ad averli considerando le dimensioni ?Mr45 ha scritto:mimmo002 ha scritto:quindi le notizie di parte e con lo scopo di condurre il popolo che le ascolta......non esistono ?
...esistono, esistono, in questo caso specifico ci sono prove su prove
possibile che una parte di israele vuole la guerra al punto da permettere che hamas si rifornisca di armi ?
...mimmo, ti prego... cerca di fare un ragionamento serio una volta tanto. Israele non cerca la guerra con Hamas, perchè ha timore di chi possa "succedere" ad Hamas stesso se Hamas cadesse, la prova più evidente è l'invio di diplomatici al Cairo per far si che Morsi possa mediare intanto almeno una tregua
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
mimmo002 ha scritto:concordo che hanno i missili "Fajr" ma...come hanno fatto ad averli considerando le dimensioni ?Mr45 ha scritto:mimmo002 ha scritto:quindi le notizie di parte e con lo scopo di condurre il popolo che le ascolta......non esistono ?
...esistono, esistono, in questo caso specifico ci sono prove su prove
possibile che una parte di israele vuole la guerra al punto da permettere che hamas si rifornisca di armi ?
Come hanno fatto ad averli... a Gaza arriva tanta di quella roba che neppure ti immagini, molta attraversa il confine con l'Egitto senza neppure fermarsi. Se tu perdessi un pò del tuo tempo a guardare i servizi ed i filmati che riguardano questo nuovo focolaio di tensione, troveresti diversi filmati dei bombardamenti della IAF su Gaza e potresti notare che, spesso, quando una bomba arriva a segno, quasi in contemporanea avvengono esplosioni nello stesso punto... quelli sono i depositi di munizioni, e tra queste sono compresi anche i razzi, che saltano per aria... si chiamano esplosioni secondarie
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
tutto a avuto inizio con il missile che a ucciso Ahmed al Jabar il capo militare di Hamas, si legge sul web che stesse trattando un documento di tregua , in teoria quel missile non doveva partire , il tipo cercava la tregua e la stavano per raggiungere.
perchè non considerare una corrente israeliana che preferisce la guerra alla pace ? anche solo come ipotesi per cercare di capire
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
E' ovvio che da entrambe le parti ci sia chi non vede l'ora di menare le mani e "farla finita una volta per tutte" con il nemico. E' che non sarebbe una soluzione efficace.
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
mimmo002 ha scritto:tutto a avuto inizio con il missile che a ucciso Ahmed al Jabar il capo militare di Hamas, si legge sul web che stesse trattando un documento di tregua , in teoria quel missile non doveva partire , il tipo cercava la tregua e la stavano per raggiungere.
perchè non considerare una corrente israeliana che preferisce la guerra alla pace ? anche solo come ipotesi per cercare di capire
Hamas non desidera pace ma desidera la distruzione dello stato di Israele, e tutto è cominciato diversi anni fa, i lanci di razzi più o meno artigianali da Gaza e gli attentati non hanno mai avuto una tregua. Non esiste e non può esistere una corrente Israeliana che preferisce la guerra, Israele è consapevole che il momento storico è estremamente pericoloso e che meglio avere Hamas, che si conosce bene, al confine piuttosto che un emirato islamico fondamentalista che non sai come può comportarsi... dai retta mimmo, lascia stare le tue teorie, informati meglio e cerca di ragionarci su, sei una persona con un'intelligenza vivace, non mi cadere su questi argomenti parlando per luoghi comuni
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
L'ho gia' scritto, ma evidentemente essendo anche per me l'italiano una lingua straniera quello che ho scritto e' passato inosservato, un po' meno tanta spazzatura riportata in rete. Ripeto cercando di scrivere meglio.
Il 2006 tra il presidente di ANP Abu Mazen supportato da Al Fatah ed Israele ci furono degli accordi per cui le forze armate, tutte, di IDF lasciarono, evacuarono la striscia di Gaza. Sono stato chiaro? Se ne andarono....se ne andarono completamente come andarono via tempo prima dalla penisola del Sinai occupata dopo la disfatta di Egitto durante l'attacco del 1973. Israele vuole vivere in pace, ma purtroppo cosi' non e'.
Torniamo a Gaza:
il 2007 ci furono delle votazioni per rinnovare il "governo" e a Gaza, si dice per un colpo di stato, Hamas prese il potere. Che ti fa Hamas? Non riconosce piu' gli accordi intercorsi tra Abu Mazen-AlFatah ed Israele ( si sono presi a mitragliate Al Fatah ed Hamas, tra di loro facendo piu' di 150 morti uomini/donne/bambini ). Hamas non riconosce Israele ( Arafat riconobbe Israele!!!) anzi per Hamas non esiste Israele, ma una odiosa "entita' ebraica" da annientare. Sto scrivendo piu' o meno bene? L'italiano e' una lingua difficile! E che fa Hamas? Comincia a compiere sabotaggi oltre il confine e tra l'altro cattura quattro militari tra cui Gilad Shalit e comincia a lanciare missili ( li vogliamo chiamare petardi? E chiamiamoli petardi!) verso obiettivi civili israeliani. Vogliamo raccontare cosa hanno fatto ai prigionieri? Vogliamo immaginarlo?? Fino ad oggi hanno lanciato migliaia di kassam ed ultimamente anche razzi Fajir di costruzione iraniana.
Si da il caso che Israele abbia satelliti geostazionari, che abbia tecnologia per individuare l'origine dei lanci. Il resto e' storia: il signor Ahmed Al Jabar era uno dei responsabili carcerieri di Shalit.
Oggi a Gaza stanno festeggiando la vittoria, anche questo e' folclore tipicamente locale.
Il 2006 tra il presidente di ANP Abu Mazen supportato da Al Fatah ed Israele ci furono degli accordi per cui le forze armate, tutte, di IDF lasciarono, evacuarono la striscia di Gaza. Sono stato chiaro? Se ne andarono....se ne andarono completamente come andarono via tempo prima dalla penisola del Sinai occupata dopo la disfatta di Egitto durante l'attacco del 1973. Israele vuole vivere in pace, ma purtroppo cosi' non e'.
Torniamo a Gaza:
il 2007 ci furono delle votazioni per rinnovare il "governo" e a Gaza, si dice per un colpo di stato, Hamas prese il potere. Che ti fa Hamas? Non riconosce piu' gli accordi intercorsi tra Abu Mazen-AlFatah ed Israele ( si sono presi a mitragliate Al Fatah ed Hamas, tra di loro facendo piu' di 150 morti uomini/donne/bambini ). Hamas non riconosce Israele ( Arafat riconobbe Israele!!!) anzi per Hamas non esiste Israele, ma una odiosa "entita' ebraica" da annientare. Sto scrivendo piu' o meno bene? L'italiano e' una lingua difficile! E che fa Hamas? Comincia a compiere sabotaggi oltre il confine e tra l'altro cattura quattro militari tra cui Gilad Shalit e comincia a lanciare missili ( li vogliamo chiamare petardi? E chiamiamoli petardi!) verso obiettivi civili israeliani. Vogliamo raccontare cosa hanno fatto ai prigionieri? Vogliamo immaginarlo?? Fino ad oggi hanno lanciato migliaia di kassam ed ultimamente anche razzi Fajir di costruzione iraniana.
Si da il caso che Israele abbia satelliti geostazionari, che abbia tecnologia per individuare l'origine dei lanci. Il resto e' storia: il signor Ahmed Al Jabar era uno dei responsabili carcerieri di Shalit.
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
in effetti sembra che abbiano trovato un accordo.
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
mimmo002 ha scritto:in effetti sembra che abbiano trovato un accordo.
...che ti avevamo detto???
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
Fino a quando non hanno reintegrato i depositi di armi...
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
già, hanno finito i missili ed aspetta la prossima fornituraNdK ha scritto:Fino a quando non hanno reintegrato i depositi di armi...
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
Non mi ricordo se l'ho già scritto qui; perdonatemi, ma l'età avanza.
Anni fa veniva in città una bellissima ragazza israeliana, che ora è molto tempo che non si fa vedere. Una volta entrò in negozio per vedere qualcosa e parlammo. Era una studentessa universitaria, forse a Roma, che saltuariamente passava da Pisa e provincia per ricerche bibliografiche. Viso rotondo, da fotomodella americana, tratti ebraici quasi assenti, visto il naso francese, riccioloni grandi e fulvi, tendenti al castano chiaro, alta sul metro e 80, sempre con gonne a pieghe stile Marylin. Mi permisi di esprimerle il mio rincrescimento per la situazione di guerra dle suo paese, ma lei fece una mezza risatina e mi rispose: "Perché si dispiace? Mica è colpa sua?"
Ne ho tratto questa impressione: quella gente ci nasce nella situazione di guerra e, ormai, per la maggior parte, sono talmente abituati che neppure ci fanno caso. Da ciò deriva la difficoltà di far apprezzare la pace, se ciò vuol dire un sacrificio sociale ed economico che, collettivamente, ritengono troppo gravoso per loro. In sintesi, o gli uni schiacciano gli altri, o non ci sarà mai la pace. Spero tanto di sbagliarmi.
Anni fa veniva in città una bellissima ragazza israeliana, che ora è molto tempo che non si fa vedere. Una volta entrò in negozio per vedere qualcosa e parlammo. Era una studentessa universitaria, forse a Roma, che saltuariamente passava da Pisa e provincia per ricerche bibliografiche. Viso rotondo, da fotomodella americana, tratti ebraici quasi assenti, visto il naso francese, riccioloni grandi e fulvi, tendenti al castano chiaro, alta sul metro e 80, sempre con gonne a pieghe stile Marylin. Mi permisi di esprimerle il mio rincrescimento per la situazione di guerra dle suo paese, ma lei fece una mezza risatina e mi rispose: "Perché si dispiace? Mica è colpa sua?"
Ne ho tratto questa impressione: quella gente ci nasce nella situazione di guerra e, ormai, per la maggior parte, sono talmente abituati che neppure ci fanno caso. Da ciò deriva la difficoltà di far apprezzare la pace, se ciò vuol dire un sacrificio sociale ed economico che, collettivamente, ritengono troppo gravoso per loro. In sintesi, o gli uni schiacciano gli altri, o non ci sarà mai la pace. Spero tanto di sbagliarmi.
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
Mi trovi perfettamente in linea, sono d'accordo col tuo pensiero.Calico ha scritto:Non mi ricordo se l'ho già scritto qui; perdonatemi, ma l'età avanza.
Anni fa veniva in città una bellissima ragazza israeliana, che ora è molto tempo che non si fa vedere. Una volta entrò in negozio per vedere qualcosa e parlammo. Era una studentessa universitaria, forse a Roma, che saltuariamente passava da Pisa e provincia per ricerche bibliografiche. Viso rotondo, da fotomodella americana, tratti ebraici quasi assenti, visto il naso francese, riccioloni grandi e fulvi, tendenti al castano chiaro, alta sul metro e 80, sempre con gonne a pieghe stile Marylin. Mi permisi di esprimerle il mio rincrescimento per la situazione di guerra dle suo paese, ma lei fece una mezza risatina e mi rispose: "Perché si dispiace? Mica è colpa sua?"
Ne ho tratto questa impressione: quella gente ci nasce nella situazione di guerra e, ormai, per la maggior parte, sono talmente abituati che neppure ci fanno caso. Da ciò deriva la difficoltà di far apprezzare la pace, se ciò vuol dire un sacrificio sociale ed economico che, collettivamente, ritengono troppo gravoso per loro. In sintesi, o gli uni schiacciano gli altri, o non ci sarà mai la pace. Spero tanto di sbagliarmi.
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
Calico ha scritto:Non mi ricordo se l'ho già scritto qui; perdonatemi, ma l'età avanza.
Anni fa veniva in città una bellissima ragazza israeliana, che ora è molto tempo che non si fa vedere. Una volta entrò in negozio per vedere qualcosa e parlammo. Era una studentessa universitaria, forse a Roma, che saltuariamente passava da Pisa e provincia per ricerche bibliografiche. Viso rotondo, da fotomodella americana, tratti ebraici quasi assenti, visto il naso francese, riccioloni grandi e fulvi, tendenti al castano chiaro, alta sul metro e 80, sempre con gonne a pieghe stile Marylin. Mi permisi di esprimerle il mio rincrescimento per la situazione di guerra dle suo paese, ma lei fece una mezza risatina e mi rispose: "Perché si dispiace? Mica è colpa sua?"
Ne ho tratto questa impressione: quella gente ci nasce nella situazione di guerra e, ormai, per la maggior parte, sono talmente abituati che neppure ci fanno caso. Da ciò deriva la difficoltà di far apprezzare la pace, se ciò vuol dire un sacrificio sociale ed economico che, collettivamente, ritengono troppo gravoso per loro. In sintesi, o gli uni schiacciano gli altri, o non ci sarà mai la pace. Spero tanto di sbagliarmi.
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
La Palestina è osservatore all’ONU
L'assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato a favore dell'ammissione della Palestina con 138 voti,
contrari 9 paesi , 41 paesi astenuti.
si deve considerare chè : non sono 9 gli Stati che hanno detto no alla risoluzione pro-Palestinese approvata alle Nazioni Unite con i 138 voti a favore e 41 astenuti, ma nei fatti solo 5: Israele, Stati Uniti, Canada, Repubblica ceca, Panama. Gli altri 4 Stati sono delle piccolissime isole dell’arcipelago della Micronesia, tutti poi con un territorio nazionale composto o da una sola isoletta o da un micro-arcipelago , e con una popolazione totale di meno di 200 mila abitanti.
L'italia dopo chè soltanto pochi giorni fa (una settimana circa) aveva inviato monti in visita di cortesia in Israele,
per non smentire la sua secolare tradizione , cambia bandiera al volo aggregandosi ai 138 votanti ,
abbandonando Stati Uniti e Israele..........
mi chiedo : cosa sta succedendo nel mondo ?
L'assemblea generale delle Nazioni Unite ha votato a favore dell'ammissione della Palestina con 138 voti,
contrari 9 paesi , 41 paesi astenuti.
si deve considerare chè : non sono 9 gli Stati che hanno detto no alla risoluzione pro-Palestinese approvata alle Nazioni Unite con i 138 voti a favore e 41 astenuti, ma nei fatti solo 5: Israele, Stati Uniti, Canada, Repubblica ceca, Panama. Gli altri 4 Stati sono delle piccolissime isole dell’arcipelago della Micronesia, tutti poi con un territorio nazionale composto o da una sola isoletta o da un micro-arcipelago , e con una popolazione totale di meno di 200 mila abitanti.
L'italia dopo chè soltanto pochi giorni fa (una settimana circa) aveva inviato monti in visita di cortesia in Israele,
per non smentire la sua secolare tradizione , cambia bandiera al volo aggregandosi ai 138 votanti ,
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
Io mi chiederei cosa sta succedendo in Idaglia. Ma è un fatto e mi dispiace dirlo. Negli anni 80, per controinformazione, leggevo Linus, che oltre ai fumetti aveva gli editoriali, il Male e MicroMega. Tra le pieghe delle vignette ironiche traspariva l'impostazione filopalestinese, nonostante i vari attentati degli anni '70, nonostante anche gli assurdi attentati in Italia (non ricordo quanti morirono all'aereoporto a Roma)! Purtroppo l'intellighenzia di sinistra ha sempre strizzato l'occhio ai terroristi palestinesi, guardandoli quasi con invidia, forse per il loro coraggio o chissà per cosa. Vorrei inoltre ricordare che furono gli USA a salvare la pellaccia ad Arafat quando le truppe israeliane lo avevano messo all'angolo sulla riva del mare e lui da quella tenduccia insisteva a non volersi arrendere. Quindi è evidente una brutta verità: agli occhi del mondo gli italiani non hanno in simpatia i palestinesi e gli americani no; sembra invece che gli italiani provino simpatia per i terroristi palestinesi e il loro sistema vigliacco di fare dei morti trai civili israeliani, aspettare l'ovvia ritorsione militare e poi andare a piangere di fronte alle telecamere facendo le vittime. In tutto questo sanguinoso teatrino mediatico, la figuraccia la facciamo noi, anche se, maledizione, quelli che la pensano come me non si sentono rappresentati da coloro che materialmente compiono queste scempiaggini.
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
ho capito male ? ho calico dice :Calico ha scritto:Io mi chiederei cosa sta succedendo in Idaglia. Ma è un fatto e mi dispiace dirlo. Negli anni 80, per controinformazione, leggevo Linus, che oltre ai fumetti aveva gli editoriali, il Male e MicroMega. Tra le pieghe delle vignette ironiche traspariva l'impostazione filopalestinese, nonostante i vari attentati degli anni '70, nonostante anche gli assurdi attentati in Italia (non ricordo quanti morirono all'aereoporto a Roma)! Purtroppo l'intellighenzia di sinistra ha sempre strizzato l'occhio ai terroristi palestinesi, guardandoli quasi con invidia, forse per il loro coraggio o chissà per cosa. Vorrei inoltre ricordare che furono gli USA a salvare la pellaccia ad Arafat quando le truppe israeliane lo avevano messo all'angolo sulla riva del mare e lui da quella tenduccia insisteva a non volersi arrendere. Quindi è evidente una brutta verità: agli occhi del mondo gli italiani non hanno in simpatia i palestinesi e gli americani no; sembra invece che gli italiani provino simpatia per i terroristi palestinesi e il loro sistema vigliacco di fare dei morti trai civili israeliani, aspettare l'ovvia ritorsione militare e poi andare a piangere di fronte alle telecamere facendo le vittime. In tutto questo sanguinoso teatrino mediatico, la figuraccia la facciamo noi, anche se, maledizione, quelli che la pensano come me non si sentono rappresentati da coloro che materialmente compiono queste scempiaggini.
che gli italiani ufficialmente sono a favore degli israeliani, ma subdolamente serpeggia l'anti-semitismo ,
che i palestinesi hanno capito e usano le nuove strategie che ancora non hanno afferrato gli israeliani,
dove oggi il singolo cittadino del mondo si fa una opinione al-di-là del politico o dei media ,
e nella opinione del popolino israele e il cattivo e i palestinesi i buoni perseguitati,
i politici e i media, sfiduciati dalla crisi e dagli scandali sono filo-israeliani per convenienza
ma pronti a tradirli e lo hanno dimostrato alla assemblea dell'ONU
per seguire gli umori mondiali e farsi belli agli occhi del popolino
P.S. in effetti sul web girano alcune dichiarazioni e testimonianze dove molti missili erano solo tubi senza esplosivo
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
Calico mi sa che ricordi poco di quello che i nostri amici palestinesi, libanesi, o arabifilopalestinesi hanno combinato in Italia comunque sempre Pro Palestina! E dire che noi vogliamo bene a questa gente maltrattata ed oppressa...e per giunta un bel voto nell'ultima risoluzione ONU. Voglio pero' ricordare qualche loro impresa con tanto di nomi e cognomi, forse saro' un po' lungo, ma di lettura facile...un po' di pazienza:Calico ha scritto:..............cut.......tra le pieghe delle vignette ironiche traspariva l'impostazione filopalestinese, nonostante i vari attentati degli anni '70, nonostante anche gli assurdi attentati in Italia (non ricordo quanti morirono all'aereoporto a Roma)!................cut.
……….cut…..... selettività con cui istituzioni e opinione pubblica elaborano il ricordo. Perché ci sono fatti di sangue che si vuole rafforzino il comune sentire, di una parte più o meno ampia della collettività, e altri che ragion di Stato e ideologia rigettano come corpi estranei.
All’aeroporto «Leonardo Da Vinci» di Fiumicino i corpi estranei sono quarantotto. Tante le vittime causate dal terrorismo arabo-palestinese nel corso di due diversi attentati, nel 1973 e nel 1985. E il primo di questi è un modello di rimozione storica esemplare.
«A mio fratello Antonio hanno conferito la medaglia d’oro al valor militare - spiega Angelo Zara -, il suo nome compare su due caserme, su un Pattugliatore della Guardia di finanza e sulla targa di una piazza nel paese. Ma questa storia è ancora un buco nero: non ho mai avuto notizia di un’indagine, di un processo. Solo tempo dopo ho appreso dai giornali che il Mossad aveva scovato i terroristi». Daniela Ippoliti aveva nove anni quando le uccisero il padre. Ricorda il funerale così vicino al Natale, l’assedio sfrontato dei giornalisti e poi il silenzio. «I colleghi di lavoro gli dedicarono un busto, ma dove siano finiti i terroristi e perché fecero quella strage non ce l’ha mai detto nessuno. Siamo stati dimenticati».
Tra loro anche quattro italiani: l’ingegnere Raffaele Narciso, il funzionario dell’Alitalia Giuliano De Angelis, la moglie Emma Zanghi e la figlia Monica, di nove anni. Prima di sequestrare un aereo della Lufthansa i terroristi avevano ucciso il finanziere Antonio Zara e preso in ostaggio sei agenti di polizia e un addetto al trasporto dei bagagli, Domenico Ippoliti. Il dirottamento, dopo una tappa ad Atene, che con……..
L'attentato avvenne il 17 dicembre 1973
17 dicembre 1973 - Italia - Roma - Un commando di terroristi arabi semina la morte su un aereo della compagnia Pan American, fermo sulla piazzola di manovra. I terroristi, bombardano con ordigni al fosforo l'aereo della compagnia americana, si impadronivano di un aereo della Lufthansa su cui facevano salire alcuni ostaggi, tra cui sei guardie di pubblica sicurezza. Costringevano quindi l'equipaggio che già era a bordo a far decollare il velivolo che iniziava così un forsennato peregrinare per i cieli d'Europa e del Medio oriente. L'incubo terminava nella tarda serata del giorno 18 all'aeroporto del Kuwait dove venivano liberati gli ostaggi e arrestati i terroristi. Il bilancio delle vittime era pesante: 32 morti sull'aereo della Pan American, la guardia di finanza Antonio Zara, ucciso a Fiumicino mentre cercava di opporre resistenza ai terroristi, un tecnico della società Asa, Domenico Ippoliti, barbaramente trucidato a sangue freddo sull'aereo della Lufthansa.
15 dicembre 1973 e 27 dicembre 1985 attentati suicidi a Fiumicino*
Il terrorismo arabo in Italia inizia la sua lunga sequela di attentati dal 7 dicembre 1973 all’aeroporto di Fiumicino cinque terroristi arabi s’impossessano di un aereo con passeggeri in ostaggio ed è strage. Si contano ben 32 morti e 15 feriti e altri attentati si susseguono a Roma prendendo di mira soprattutto gli israeliani diretti a Tel Avvv.
Il 27 dicembre 1985, alle nove del mattino, un commando terroristico formato da quattro uomini entra nell’atrio dell’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma Fiumicino e si posiziona di fronte ai banchi accettazione delle compagnie aeree El Al e Twa. Poco dopo, i quattro uomini, armati di kalashnikov, cominciano a lanciare bombe a mano e a sparare sulla folla assembrata davanti ai banchi del check-in e nel bar vicino. Gli agenti della sicurezza israeliani e le forze dell’ordine italiane rispondono al fuoco; circa due minuti dopo, tre attentatori sono uccisi e il quarto catturato. L’attentato provoca 17 morti e settantasette feriti. Contemporaneamente, in
Austria, un commando formato da tre terroristi mette in atto lo stesso tipo di azione all’aeroporto Schwechat di Vienna, provocando tre morti e quaranta feriti. I giovani che formano i commando di Fiumicino e Vienna sono di età compresa tra i venti e i venticinque anni circa, provengono dai campi di Sabra e Chatila in Libano e considerano se stessi palestinesi. L’azione che hanno intrapreso è stata concepita come un’azione suicida.
Questa nuova manifestazione del terrorismo internazionale di matrice palestinese ha risultati politici disastrosi sia per l’OLP che per i suoi sostenitori in Europa, mettendo inoltre in serio pericolo i tentativi di dare vita a colloqui di pace in Medio Oriente. Gli atti terroristici sono rivendicati da quattro gruppi diversi. La prima rivendicazione giunge il giorno stesso dell’attentato, alle 16.30, con una telefonata alla rete radiofonica spagnola Ser: l’attentato è rivendicato a nome dell’organizzazione Abu Nidal nella Costa del Sol. La seconda rivendicazione,
che riguarda l’attentato di Vienna, è fatta attraverso una telefonata a una stazione di polizia austriaca: rivendica l’attentato a nome di un’organizzazione chiamata Ottobre Rosso. La terza rivendicazione, per entrambi gli attentati, giunge ad un’agenzia di stampa internazionale a Beirut ed è fatta a nome di un’altra organizzazione, le Cellule della guerriglia araba. La quarta rivendicazione giunge all’Agenzia Ansa di Milano e rivendica l’attentato a nome dell’OLP dichiarando: «Abbiamo colpito a Roma e a Vienna perché l’Italia tiene prigioniero un nostro capitano». Nonostante queste diverse rivendicazioni, gli attentati saranno infine attribuiti ad Abu Nidal, la cui fazione rappresentava una delle ali più estreme di tutto il terrorismo palestinese.
* Manca l’elenco delle 32 vittime della strage del 15 dicembre 1973 e delle 17 vittime della strage sempre all’Aeroporto di Fiumicino a Roma il 27 dicembre 1985
9 ottobre del 1982 Roma
Era un sabato mattina, giorno di festa per gli ebrei, e mentre questi uscivano dalla funzione religiosa, i terroristi dell’Olp tirarono granate sulla folla: 37 i feriti, di cui alcuni in condizioni gravi, mentre restò ucciso Stefano, che aveva soltanto due anni.
30 mar 1997 ... Roma, arrestato egiziano Attentato incendiario alla sinagoga ROMA –
Largo Stefano Gaj Tachè
1973
27/4 Vittorio Olivares, impiegato della EL Al a Roma, viene ucciso da un palestinese, probabilmente a causa di un errore di persona.
17/12 Un aereo della Pan Am, in attesa di decollare per Beirut, viene attaccato da un commando palestinese, all’aereoporto di Roma-Fiumicino. Due bombe incendiarie colpiscono l’aereo e provocano la morte di 30 persone e il ferimento di quindici. Il commando, composto da esponenti di Settembre nero, riesce poi a impadronirsi dell’aereo e a decollare per Atene. Dopo aver ucciso un ostaggio, Antonio Zara, il commando impone la partenza dell’aereo per il Kuwait ove i dirottatori si arrendono liberando gli ostaggi.
1976
16/3 Tre libici armati fino ai denti sono bloccati in tempo mentre salgono sul jet dell’Air France dove avrebbero fatto una carneficina.
10/8 Provenienti da Tripoli, terroristi libici transitano per Fiumicino. Colpiranno ad Istanbul israeliani diretti a Tel Aviv.
21/8 Due terroristi provenienti da Beirut vengono fermati all’aeroporto italiano con una valigia colma di candelotti di dinamite.
1979
7/9 DC 8 Alitalia con 172 passeggeri a bordo viene dirottato da alcuni musulmani sciiti; drammatica l’azione per la liberazione degli ostaggi.
10/9 A Roma, in Via Bissolati, attentati contro la sede della "British Airways": nove feriti, due gravi.
1980
10/3 Ancora Via Bissolati - e piazza della Repubblica - due persone uccise e quindici feriti gravi per attentati alle agenzie delle linee aeree turche.
1981
24/2 All’aeroporto di Fiumicino un commando libico uccide alcuni arabi sparando tra la gente, seminando panico e mietendo feriti.
9/10 Attacco alla sinagoga degli ebrei di Roma: trenta feriti, un bambino muore.
28/11 La Polizia italiana scopre un piano d’attacco contro l’ambasciata americana e arresta sette libanesi.
1985
3/4 Palestinese spara un colpo di bazooka contro l’ambasciata di Giordania e viene arrestato dalla polizia italiana.
16/9 Bomba esplode tra i tavoli del Cafè de Paris a Roma e fa 40 feriti. L'azione è rivendicata dall'Organizzazione Rivoluzionaria dei Socialisti Musulmani, che sostiene che il luogo «è un covo dei servizi anglo-americani».
25/9 Arabo lancia una bomba alla British Airways che uccide una donna e ferisce trenta persone.
7/10 Commando palestinese del Fronte di liberazione della Palestina di Abu Abbas sequestra la nave da crociera italiana "Achille Lauro". I quattro terroristi, l'8 ottobre, uccidono un cittadino americano handicappato, Leon Klinghoffer.La resa avviene il 9 ottobre: il commando lascia la nave a bordo di una motovedetta egiziana. Successivamente Abu Abbas, in possesso di passaporto diplomatico IRACHENO, difeso dai CARABINIERI schierati nella base di Sigonella contro i Delta Force che volevano catturarlo per processarlo negli USA, venne portato a Ciampino su un aereo militare italiano che si era levato da una pista secondaria di Sigonella a luci spente, poi a Fiumicino e infine imbarcato su un aereo jugoslavo per Belgrado, così come promesso da Craxi a Mubarak e Arafat.
27/12 Quattro appartenenti al gruppo di Abu Nidal, attaccano, con mitra e bombe a mano, i banchi di accettazione della compagnia israaelina El AL all’aereoporto Leonardo da Vinci di Fiumicino. Nel conflitto a fuoco restano uccise tredici persone (tra cui tre "fedayn") mentre i feriti sono settanta.
1986
2/4 Italia-Grecia Un bomba esplode su un Boeing 727 della Twa decollato da Roma, proveniente da Atene e diretto a Il Cairo, mentre si trova a tremila metri di quota in volo sopra Corinto. L’esplosione provoca la morte di quattro persone: tre greci e un cittadino statunitense di origine colombiana. L'ordigno ha aperto un "buco" di un metro per tre nella carlinga in cui sono state risucchiate le vittime. La bomba sarebbe stata collocata da una cittadina libanese militante dei gruppi armati palestinesi.
1988
14/4 Un’autobomba viene fatta esplodere a Napoli, davanti ad un circolo per militari Usa. L’esplosione provoca la morte di cinque persone, (tre italiani). Il fatto che fosse il secondo anniversario del raid americano su Tripoli, indirizza le indagini sulla pista mediorientale.
Da decenni spendiamo cifre molto superiori a quelle stanziate da qualsiasi altro paese europeo per l'assistenza del popolo palestinese e, siamo il principale patner economico (leggi finanziatore) dell'ANP.
Tra le altre cose, se passi per Fiumicino, guarda se trovi una lapide come quella di Bologna:
3 stragi e neanche un post-it per ricordare i nomi dei morti.
In questo paese i morti hanno sempre un peso diverso.
A Giuliani intitolano un'aula del Parlamento, a Dalla Chiesa, Livatino, Falcone,o Borsellino neanche uno sgabuzzino.
Ma si sa, quelli erano servi(tori) dello stato (la minuscola è voluta).
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
quello sopra in elenco e quello che e successo molti anni fa, dovremmo analizzare quello che sta succedendo adesso per cercare di capire quel che succede o deve succedere nel mondo.
i palestinesi sembra che hanno abbandonato la strategia del terrore che colpisce i "nemici" anche fuori dal loro territori, adesso usano una nuova strategia . e visto il riconoscimento dell'ONU sembra che funzioni
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
Allora mimmo sembra che a te piacciano le riflessioni a livello strategico, mondiale, galattico condite con un po' di complotti possibilmente cattogiudomassoplutocratici.Non hai considerato che chi in Italia ha perso un padre, un marito o un figlio vive ancora e soffre. Quello che faranno nel futuro i neo Palestinesi o gli Israeliani credo che sia piu' che semplice e allo stesso tempo tragico. Ricorda che gli Israeliani se messi in angolo non porgeranno la gola al carnefice:mimmo002 ha scritto:quello sopra in elenco e quello che e successo molti anni fa, dovremmo analizzare quello che sta succedendo adesso per cercare di capire quel che succede o deve succedere nel mondo.
i palestinesi sembra che hanno abbandonato la strategia del terrore che colpisce i "nemici" anche fuori dal loro territori, adesso usano una nuova strategia . e visto il riconoscimento dell'ONU sembra che funzioni
Non hai i permessi necessari per visualizzare i file allegati in questo messaggio.
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
attualmente la popolazione di israele supera di poco i 7.500.000.
confermo che se stretti all'angolo combatteranno fino all'ultimo uomo con l'ultimo coltello (dopo finite le cartucce)
già in altro post avevo paragonato israele ad una isola artificiale creata col ferro e col fuoco e circondata da un mare anticamente quasi calmo , oggi turbolento o quasi tempesta.
se dovessero cadere gli "argini" un mare (di arabi) li travolgerebbe facendoli annegare .
sto cercando di prevedere il "meteo" dagli indizi che offre l'ambiente
confermo che se stretti all'angolo combatteranno fino all'ultimo uomo con l'ultimo coltello (dopo finite le cartucce)
già in altro post avevo paragonato israele ad una isola artificiale creata col ferro e col fuoco e circondata da un mare anticamente quasi calmo , oggi turbolento o quasi tempesta.
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Re: Lettera di una EBREA ai SIONISTI
.........circondata da un mare anticamente quasi calmo......
perche' non ci racconti quando era calmo??? Un po' di storia.....
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