mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
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mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
(…) Negli anni ’80 i grandi potentati mondiali decisero che era arrivato il momento di mandare in soffitta la “terza via” italiana.
Lo stato imprenditore doveva essere bandito dall’economia lasciando ai “privati” la competizione sui mercati. Ho messo “privati” tra virgolette perché nel prosieguo capiremo meglio di che privati si tratta.
Per dare forma a questo piano c’era bisogno di personaggi che si prestassero a quest’opera di demolizione. I primi personaggi che avvallarono questa “privatizzazione” furono Romano Prodi e Carlo De Benedetti.
Il primo venne nominato presidente dell’IRI nel 1982, il secondo invece, era (ed è tuttora) il proprietario del gruppo Repubblica/Espresso. En passant, faccio notare che Prodi era anche dirigente della società di consulenze Nomisma, alla quale guarda caso darà incarichi miliardari per portare avanti le privazioni (sic! privatizzazioni) dell’IRI.
La prima cosa che fece fu vendere l’Alfa Romeo alla FIAT. Era una cosa logica e tutti si inchinarono compiaciuti: non aveva senso che lo Stato producesse automobili.
Solo che la vendita avvenne a rate per 1.000 miliardi di lire (là dove Ford offriva invece il doppio e in contanti!). Nessuno, allora, si chiese come mai e in base a quale criterio la Nomisma avesse deciso per Fiat.
Probabilmente ci sarà stata la solita baggianata di lasciare un marchio prestigioso in mani italiane … un po’ come anni dopo avverrà per gli aiuti alla compagnia di bandiera Alitalia. Un obbrobrio che vide solo i radicali battersi contro tali aiuti di stato.
Nel 1985 Bettino Craxi decise che era giunto il momento di privatizzare la SME che era il comparto agro-alimentare dell’IRI e che presentava da tempo bilanci in deficit e solo nel 1984 raggiunse un bilancio in attivo. Quindi fu incaricato per tale operazione il consiglio di amministrazione dell’IRI.
Anche in questo caso, Prodi si accordò con la Buitoni (presieduta da Carlo De Benedetti) svendendo quasi due terzi della SME per soli 393 miliardi nonostante il valore di mercato fosse 8 volte superiore. Anche in questo caso si ripeté lo stesso copione: Prodi non prende in considerazione le offerte maggiori degli altri acquirenti.
Probabilmente Craxi su suggerimento del ministro delle partecipazioni statali Clelio Darida, fiutò che qualcosa non andava e non diede l’autorizzazione alla svendita lasciando la SME ancora nell’ambito pubblico, cosicché la combriccola Prodi-De Benedetti, dovette far buon viso a cattivo gioco e non se ne fece più nulla, causa a quanto pare di una offerta anonima superiore del 10% rispetto a quella di De Benedetti.
De Benedetti si sentì discriminato e volle far valere l’accordo firmato con Prodi come se fosse stato un vero e proprio contratto portando l’IRI in tribunale.
La sentenza di primo grado, diede torto alla Buitoni e fece erompere alle cronache il celebre Processo SME, che vide imputati Silvio Berlusconi e altri per corruzione di giudici.
Berlusconi fu definitivamente assolto dall’accusa di corruzione in atti giudiziari per i 434 mila dollari che da un conto Fininvest finirono al giudice Renato Squillante attraverso Cesare Previti. Per questo capo d’accusa l’assoluzione per non aver commesso il fatto era già arrivata in appello, mentre in primo grado era stato prosciolto per prescrizione grazie alla concessione delle attenuanti generiche.
La sentenza di primo grado venne poi confermata sia in appello sia in cassazione. Nel 1988 un nuovo intervento del CIPI (Comitato interministeriale per la Politica Industriale) tornò invece a considerare “strategico” il mantenimento del gruppo.
Finalmente la SME fu poi venduta tra il 1993 e il 1996, in piena stagione di “mani pulite”.
Rivedendo questo “film” con gli occhi della storia, viene il sospetto che tutta la stagione di “mani pulite” sia stata organizzata ad hoc per permettere di spartirsi una torta di 50 miliardi di euro.
Sia la DC sia il Partito Socialista erano impregnati di statalismo e dunque inseriti nella concezione delle partecipazioni statali, perciò non avevano scrupoli ad offrire prebende ed elargizioni di Stato per comprare il consenso dei cittadini.
Questa mentalità non andava bene al neocapitalismo emergente ed ecco che puntuale arriva l’evento che fa saltare il banco: l’arresto di Mario Chiesa il 17 febbraio del 1992.
Questo episodio dà l’abbrivio alla stagione di mani pulite, da lì a poco crolleranno DC e PSI, e inizierà la lunga manovra delle privatizzazioni con l’aiuto dei “governi tecnici” (capitanati da pirati predoni come Ciampi, Dini, Amato, Draghi, Andreatta …).
Il 2 giugno 1992, a poco più di tre mesi dall’arresto di Mario Chiesa, sul panfilo “Britannia” della Regina Elisabetta, ci fu un incontro riservato per discutere delle “privatizzazioni” tra top manager italiani e britannici. Erano presenti i presidenti di ENI, INA, AGIP, SNAM, ALENIA e Banco Ambrosiano, l’ex ministro del Tesoro Beniamino Andreatta e al direttore generale del Tesoro “Mario Draghi”.
Come abbiamo visto, l’Italia del ’92 non era ancora pronta a privatizzare alcunché, tanto, che l’allora consigliere di Confindustria Mario Baldassarri sentenziò: ”Per privatizzare servono 4 condizioni: una forte volontà politica; un contesto sociale favorevole; un quadro legislativo chiaro; un ufficio centrale del governo che coordini tutto il processo di privatizzazioni.
Da noi oggi non se ne verifica nemmeno una”. Tuttavia a dispetto del pensiero di Baldassarri, molti dei nostri manager pubblici, incluso Draghi, erano già proiettati verso il nuovo indirizzo economico, e la loro volontà veniva incontro agli interessi degli “amici” britannici, che avevano fretta per spartirsi una bella torta dal valore di circa 100 mila miliardi di lire, cioè 50 miliardi di euro.
Mani pulite fu dunque la stagione che creò le condizioni per distruggere l’economia con privatizzazioni insensate e a bassissimo costo e soprattutto permise in pochissimo tempo di creare quelle 4 condizioni enunciate da Baldassarri: la volontà politica che a causa Tangentopoli fece arrivare i tecnocrati Ciampi, Dini & Co.
Il contesto sociale favorevole grazie all’indignazione contro la classe politica “corrotta”.
Il quadro legislativo che cominciò ad essere chiaro dal 1993, con l’ accordo Andreatta/Van Miert (che regolava la ricapitalizzazione del settore siderurgico a patto che lo si privatizzasse) e con il “decreto Amato” che trasformarono l’IRI, l’ENI, l’ENEL e l’INA in società per azioni. E infine la creazione di un ufficio centrale di governo che coordinasse le privatizzazioni:
fu istituito il “Comitato Permanente di Consulenza Globale e Garanzia per le Privatizzazioni”, presieduto dal tecnocrate Draghi, fu l’ufficio che coordinò le privatizzazioni.
Nel 1994 ci furono le prime elezioni post Tangentopoli, e al governo ci andò il centrodestra guidato dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. In questo governo c’era Alleanza Nazionale che aveva posizioni fortemente contrarie alle privatizzazioni. Non c’è da sorprendersi se questo governo durò pochi mesi.
Bisognava finire il lavoro appena iniziato, perciò ci fu un nuovo governo dove alla presidenza del consiglio venne messo Dini, un “tecnico” favorevole allo spezzatino delle nostre industrie. Dini subito iniziò la prima fase di privatizzazione dell’ENI dismettendo circa il 15% dell’intero pacchetto azionario.
Nel 1996, a vincere le elezioni è il centrosinistra guidato da Romano Prodi, che cedette un altro 16% delle quote ENI ed inoltre privatizzò la Dalmine e la Italimpianti appartenenti al gruppo IRI.
Nel 1997 Prodi ritorna a “trattare” col suo vecchio amico l’Ingegner Carlo De Benedetti al quale cedette in “regalo” Infostrada (la rete telefonica delle Ferrovie dello Stato) per 750 miliardi di lire da pagare in comode rate. De Benedetti la vendette subito per 14 mila miliardi di lire ai tedeschi di Mannesman”.
Sempre quell’anno Prodi mise sul mercato “Telecom”, con le azioni che furono vendute ad un prezzo ancora di regalo dato che appena un anno dopo le stesse azioni varranno sul mercato 5 volte di più.
Dopo la caduta del governo Prodi nell’ottobre 1998, entra in scena un altro post-comunista convertito alla causa liberista delle privatizzazioni: Massimo D’Alema.
D’Alema diventa presidente del consiglio e immediatamente privatizza la BNL, con la consulenza della banca d’affari americana JP Morgan.
Nel 1999, dopo il “decreto Bersani” che liberalizzava il settore dell’energia, venne privatizzata l’ENEL e sempre quell’anno venne ceduta la società Autostrade alla famiglia Benetton.
Siamo arrivati ormai alle ultime fasi di privatizzazione riguardante quel poco che era rimasto dell’ENI.(…)
questo un breve estratto , l'intero articolo al link
http://notizie.radicali.it/articolo/201 ... ccheggiata
Lo stato imprenditore doveva essere bandito dall’economia lasciando ai “privati” la competizione sui mercati. Ho messo “privati” tra virgolette perché nel prosieguo capiremo meglio di che privati si tratta.
Per dare forma a questo piano c’era bisogno di personaggi che si prestassero a quest’opera di demolizione. I primi personaggi che avvallarono questa “privatizzazione” furono Romano Prodi e Carlo De Benedetti.
Il primo venne nominato presidente dell’IRI nel 1982, il secondo invece, era (ed è tuttora) il proprietario del gruppo Repubblica/Espresso. En passant, faccio notare che Prodi era anche dirigente della società di consulenze Nomisma, alla quale guarda caso darà incarichi miliardari per portare avanti le privazioni (sic! privatizzazioni) dell’IRI.
La prima cosa che fece fu vendere l’Alfa Romeo alla FIAT. Era una cosa logica e tutti si inchinarono compiaciuti: non aveva senso che lo Stato producesse automobili.
Solo che la vendita avvenne a rate per 1.000 miliardi di lire (là dove Ford offriva invece il doppio e in contanti!). Nessuno, allora, si chiese come mai e in base a quale criterio la Nomisma avesse deciso per Fiat.
Probabilmente ci sarà stata la solita baggianata di lasciare un marchio prestigioso in mani italiane … un po’ come anni dopo avverrà per gli aiuti alla compagnia di bandiera Alitalia. Un obbrobrio che vide solo i radicali battersi contro tali aiuti di stato.
Nel 1985 Bettino Craxi decise che era giunto il momento di privatizzare la SME che era il comparto agro-alimentare dell’IRI e che presentava da tempo bilanci in deficit e solo nel 1984 raggiunse un bilancio in attivo. Quindi fu incaricato per tale operazione il consiglio di amministrazione dell’IRI.
Anche in questo caso, Prodi si accordò con la Buitoni (presieduta da Carlo De Benedetti) svendendo quasi due terzi della SME per soli 393 miliardi nonostante il valore di mercato fosse 8 volte superiore. Anche in questo caso si ripeté lo stesso copione: Prodi non prende in considerazione le offerte maggiori degli altri acquirenti.
Probabilmente Craxi su suggerimento del ministro delle partecipazioni statali Clelio Darida, fiutò che qualcosa non andava e non diede l’autorizzazione alla svendita lasciando la SME ancora nell’ambito pubblico, cosicché la combriccola Prodi-De Benedetti, dovette far buon viso a cattivo gioco e non se ne fece più nulla, causa a quanto pare di una offerta anonima superiore del 10% rispetto a quella di De Benedetti.
De Benedetti si sentì discriminato e volle far valere l’accordo firmato con Prodi come se fosse stato un vero e proprio contratto portando l’IRI in tribunale.
La sentenza di primo grado, diede torto alla Buitoni e fece erompere alle cronache il celebre Processo SME, che vide imputati Silvio Berlusconi e altri per corruzione di giudici.
Berlusconi fu definitivamente assolto dall’accusa di corruzione in atti giudiziari per i 434 mila dollari che da un conto Fininvest finirono al giudice Renato Squillante attraverso Cesare Previti. Per questo capo d’accusa l’assoluzione per non aver commesso il fatto era già arrivata in appello, mentre in primo grado era stato prosciolto per prescrizione grazie alla concessione delle attenuanti generiche.
La sentenza di primo grado venne poi confermata sia in appello sia in cassazione. Nel 1988 un nuovo intervento del CIPI (Comitato interministeriale per la Politica Industriale) tornò invece a considerare “strategico” il mantenimento del gruppo.
Finalmente la SME fu poi venduta tra il 1993 e il 1996, in piena stagione di “mani pulite”.
Rivedendo questo “film” con gli occhi della storia, viene il sospetto che tutta la stagione di “mani pulite” sia stata organizzata ad hoc per permettere di spartirsi una torta di 50 miliardi di euro.
Sia la DC sia il Partito Socialista erano impregnati di statalismo e dunque inseriti nella concezione delle partecipazioni statali, perciò non avevano scrupoli ad offrire prebende ed elargizioni di Stato per comprare il consenso dei cittadini.
Questa mentalità non andava bene al neocapitalismo emergente ed ecco che puntuale arriva l’evento che fa saltare il banco: l’arresto di Mario Chiesa il 17 febbraio del 1992.
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Il 2 giugno 1992, a poco più di tre mesi dall’arresto di Mario Chiesa, sul panfilo “Britannia” della Regina Elisabetta, ci fu un incontro riservato per discutere delle “privatizzazioni” tra top manager italiani e britannici. Erano presenti i presidenti di ENI, INA, AGIP, SNAM, ALENIA e Banco Ambrosiano, l’ex ministro del Tesoro Beniamino Andreatta e al direttore generale del Tesoro “Mario Draghi”.
Come abbiamo visto, l’Italia del ’92 non era ancora pronta a privatizzare alcunché, tanto, che l’allora consigliere di Confindustria Mario Baldassarri sentenziò: ”Per privatizzare servono 4 condizioni: una forte volontà politica; un contesto sociale favorevole; un quadro legislativo chiaro; un ufficio centrale del governo che coordini tutto il processo di privatizzazioni.
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Mani pulite fu dunque la stagione che creò le condizioni per distruggere l’economia con privatizzazioni insensate e a bassissimo costo e soprattutto permise in pochissimo tempo di creare quelle 4 condizioni enunciate da Baldassarri: la volontà politica che a causa Tangentopoli fece arrivare i tecnocrati Ciampi, Dini & Co.
Il contesto sociale favorevole grazie all’indignazione contro la classe politica “corrotta”.
Il quadro legislativo che cominciò ad essere chiaro dal 1993, con l’ accordo Andreatta/Van Miert (che regolava la ricapitalizzazione del settore siderurgico a patto che lo si privatizzasse) e con il “decreto Amato” che trasformarono l’IRI, l’ENI, l’ENEL e l’INA in società per azioni. E infine la creazione di un ufficio centrale di governo che coordinasse le privatizzazioni:
fu istituito il “Comitato Permanente di Consulenza Globale e Garanzia per le Privatizzazioni”, presieduto dal tecnocrate Draghi, fu l’ufficio che coordinò le privatizzazioni.
Nel 1994 ci furono le prime elezioni post Tangentopoli, e al governo ci andò il centrodestra guidato dal Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. In questo governo c’era Alleanza Nazionale che aveva posizioni fortemente contrarie alle privatizzazioni. Non c’è da sorprendersi se questo governo durò pochi mesi.
Bisognava finire il lavoro appena iniziato, perciò ci fu un nuovo governo dove alla presidenza del consiglio venne messo Dini, un “tecnico” favorevole allo spezzatino delle nostre industrie. Dini subito iniziò la prima fase di privatizzazione dell’ENI dismettendo circa il 15% dell’intero pacchetto azionario.
Nel 1996, a vincere le elezioni è il centrosinistra guidato da Romano Prodi, che cedette un altro 16% delle quote ENI ed inoltre privatizzò la Dalmine e la Italimpianti appartenenti al gruppo IRI.
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
per chi ha voglia di leggere , un articolo dove parla di una trasmissione della ZDF canale televisivo tedesco dove il mario dragi viene intervistato e si chiede spudoratamente delle svendite dei beni italiane e nella stessa trasmissione confermati da Benito Livigni ex dirigente ENI, che racconta come successivamente le proprietà immobiliari dell'azienda petrolifera italiana vennero svendute, quasi regalate, alla Goldman Sachs. Draghi "deve la sua carriera alle grandi banche d'affari, alla Goldman Sachs", dice Livigni.
http://www.movisol.org/12news238.htm
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
Berlusconi non hai svenduto l'Italia e gli Italiani
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
radioamerica ha scritto:Berlusconi non hai svenduto l'Italia e gli Italiani
Ma certamente che l'ha fatto, e alla grande
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
lo sappiamo che e stato romano prodi a svendere/regalare , volontariamente e con doloradioamerica ha scritto:Berlusconi non hai svenduto l'Italia e gli Italiani
invece berlusconi e stato costretto a cedere sotto minaccia,
ma senza combattere ,
soltanto tergiversando
finchè la BCE non si e stancata e lo ha sostituito, e lui subito a scendere a compromessi
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
Mr45 ha scritto:radioamerica ha scritto:Berlusconi non hai svenduto l'Italia e gli Italiani
Ma certamente che l'ha fatto, e alla grande
Cita please.....
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
mimmo002 ha scritto:lo sappiamo che e stato romano prodi a svendere/regalare , volontariamente e con doloradioamerica ha scritto:Berlusconi non hai svenduto l'Italia e gli Italiani
invece berlusconi e stato costretto a cedere sotto minaccia,
ma senza combattere ,
soltanto tergiversando
finchè la BCE non si e stancata e lo ha sostituito, e lui subito a scendere a compromessi
Dimostrare grazieeeeee
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
dimostrare come ? organizzando un incontro con berlusconi e monti, e draghi con la letterina in mano ?radioamerica ha scritto:mimmo002 ha scritto:lo sappiamo che e stato romano prodi a svendere/regalare , volontariamente e con doloradioamerica ha scritto:Berlusconi non hai svenduto l'Italia e gli Italiani
invece berlusconi e stato costretto a cedere sotto minaccia,
ma senza combattere ,
soltanto tergiversando
finchè la BCE non si e stancata e lo ha sostituito, e lui subito a scendere a compromessi
Dimostrare grazieeeeee
il 13 marzo 2006 (governo berlusconi) sono stati modificati vari articoli del Codice Penale riguardanti gli attentati allo Stato.
La più interessante è la quella dell'articolo 283 del Codice Penale. Così recitava:
'Chiunque commette un fatto diretto a mutare la costituzione dello Stato, o la forma del Governo, con mezzi non consentiti dall'ordinamento costituzionale dello Stato, è punito con la reclusione non inferiore a dodici anni.
' E' stato modificato in:
'Chiunque, con atti violenti, commette un fatto diretto e idoneo a mutare la Costituzione dello Stato o la forma di governo, è punito con la reclusione non inferiore a cinque anni'."
dopo di che il napoletano ha chiamato il suo compare del monte e lo ha nominato a capo e padrone di gabinetto ,
il monti si e chiamato alcuni affiliati , ed in solido hanno costituito associazione a scopo di impoverire gli italiani,
il berlusconi intimidito dalla minaccia di svalutargli le azioni delle sue aziende si e reso disponibile.
tutto questo non poteva succedere se berlusconi non depenalizzava quel reato di colpo di stato, e non si dimetteva da primo ministro visto che non era stato sfiduciato da nessuno , (la sua uscita di scena e stata anomale nella storia nazionale)
e se adesso un qualsiasi giudice accoglie la istanza dell'avvocato sardo Paola Musu di denuncia di colpo di stato lo stesso sela cavano con poco o nulla
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
Ma basta per favore... non se ne può proprio più! Ma mi dite qual'è la logica di questo topic? Sembra una discussione tra ubriachi! Piantiamola d sparare fandonie e stiamo ai fatti! Quello che leggo è un minestrone di pensierini condito con molto barolo spunto. Non si può impostare un ragionamento serio buttando lì cose copiate e incollate chissà da dove e mischiando insieme deliri indimostrabili...
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
forse facciamo ironia raccontando i fatti della nostra italia in modo allegorico e burlesco ,
ma qualcosa in italia, in europa, e nel mondo sta succedendo,
e non ho mai creduto alle coincidenze o alle casualità.
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
mimmo aiutaci a capire, non confonderci le idee...
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
razionalmente guardiamo i fatti degli ultimi tempi, gli ultimi due anni, i semplici fattiparicutin ha scritto:mimmo aiutaci a capire, non confonderci le idee...
abbiamo un presidente del consiglio eletto che degrada il livello di moralità del paese con i suoi comportamenti
contemporaneamente il governo da lui guidato riesce ad avere un surplus di bilancio da diversi anni , e senza creare disaggio sociale
da 13 mesi un nuovo capo del consiglio non eletto, ma con una immagine di alta moralità
ma che in 13-mesi aumentano il debito pubblico, la disoccupazione , il disaggio sociale , distrugge articoli di leggi a favore dei pensionati e dei lavoratori.
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
Mimmo abbi pazienza ma se ci fosse stato il surplus di bilancio avremmo ancora il presidente del consiglio eletto, non credi?
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
lo so che e un contro senso, ma con tremonti e negli ultimi anni avevamo il surplus di bilancio ,paricutin ha scritto:Mimmo abbi pazienza ma se ci fosse stato il surplus di bilancio avremmo ancora il presidente del consiglio eletto, non credi?
ci sono anche i bilanci di fine anno della banca d'italia (devo cercare i documenti ) a confermare,
in questi 13-mesi siamo degradati in modo esponenziale lo dicono bilanci ufficiali ,
invece negli ultimi anni berlusconi e tremonti rallentavano i processo di disgregazione iniziato successivamente all'entrata nell'euro ed abbandono della lira.
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
Ma cosa stai dicendo mimmo??? ...non so chi ti ha raccontato o dove hai preso queste caxxate, ma meglio che ti informi megliomimmo002 ha scritto:...contemporaneamente il governo da lui guidato riesce ad avere un surplus di bilancio da diversi anni , e senza creare disagio sociale...paricutin ha scritto:mimmo aiutaci a capire, non confonderci le idee...
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
lo so che e scioccante ,Mr45 ha scritto:Ma cosa stai dicendo mimmo??? ...non so chi ti ha raccontato o dove hai preso queste caxxate, ma meglio che ti informi megliomimmo002 ha scritto:
...contemporaneamente il governo da lui guidato riesce ad avere un surplus di bilancio da diversi anni , e senza creare disagio sociale...
ma sto cercando i documenti dei bilanci nazionali che mi sembra ogni fine anno pubblica anche sul suo sito la banca d'italia
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
aggiornamenti !
cercando i bilanci dello stato, vedo chiaramente che siamo in deficit e dobbiamo ricorrere al mercato,
MA........il deficit che ci obbliga ad ricorrere al mercato (rendendoci schiavi/debitori ad eterno) sono gli interessi.
Sono gli interessi sul debito,
soldi che diamo alle banche/mercato per una moneta che potremmo stamparci da noi, com l' inghilterra
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
Le teorie di mimmo, possono essere dettate da una schizofrenica lettura di internet, senza un supporto economico scientifico che le giustifichi, ma dopo aver bene in mente il ricordo di quanti dicevano che con l'euro tutta l'economia europea sarebbe decollata, valgono né più né meno di quelle di altri. Per inciso, quando uscirono le teorie di Prodi, avevo da poco fatto Economia Politica e Scienza delle Finanze: niente di quanto veniva affermato dal pool di pensatori del professore era supportato da alcun testo scientifico precedente. Era una economia innovativa e visionaria che portò a lacrime e sangue, esattamente come con i sacrifici fatti sotto Amato e poi riconosciuti da tutti come inutili (peccato che mio padre morì in quel periodo, forse anche per causa di quelli). La finanza creativa di Tremonti ha portato alla chiusura di un milione di partite iva di piccoli artigiani unipersonali (compresa mia moglie). Con Monti il debito pubblico è salito a 33mila euro per italiano.
Secondo il mio modesto parere, la ricetta da dare ai politici per far andare meglio l'economia è una sola: RUBATE DI MENO!!!!
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Pentitevi!!!
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
Because they said I couldn't have it
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
il neo-liberismo ha liberato i cani idrofobi.
i nuovi corsari che battono bandiere bancarie all'assalto delle comunità.
bisogna per reaggire
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
"Quattro banche, Depfa, Deutshce, Ubs e Jp Morgan sono state condannate a una sanzione da un milione di euro l'una con una confisca complessiva di 87 milioni dal giudice di Milano Oscar Magi, monocratico, quarta sezione penale del Tribunale di Milano. Sono state riconosciute colpevoli insieme a 9 loro funzionari di truffa aggravata ai danni del Comune del capoluogo lombardo in relazione a operazioni su prodotti derivati."Pyno&dyno ha scritto:http://notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/12/12/19/derivati-milano-condanne.html
Secondo me è come per tutte le sentenze di primo grado: gettano fumo negli occhi del popolo, per ribaltare tutto in appello.
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Re: mani pulite, le privatizzazioni, oggi disoccupati
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